Zcommunications.org

24.02.2010

http://www.zcommunications.org/the-new-mccarthyism-in-israel-

 “Il Nuovo McCarthyismo in Israele.”

  di Jonathan Cook

 Nazareth – I dissidenti affermano che il governo israeliano e i suoi sostenitori di destra hanno lanciato una campagna “McCarthyista” contro i gruppi per i diritti umani incolpandoli per la valanga di critiche internazionali che ha fatto seguito all’attacco israeliano su Gaza di un anno fa.

 




Come segnale di una reazione negativa crescente contro la comunità per i diritti umani, la settimana scorsa il consiglio dei ministri ha presentato una proposta di legge che, se approvata, metterà in prigione importanti funzionari del paese collegati con le organizzazioni pacifiste che non sarebbero in grado di soddisfare le dure condizioni per una nuova registrazione. 

Il provvedimento è una reazione ai reclami provenienti dalla lobby dei partiti di destra secondo la quale i sostenitori israeliani per i diritti umani hanno fornito una gran parte delle prove, dannose per la reputazione,  sui crimini di guerra citati dal giudice Richard Goldstone nel suo rapporto commissionato dalle Nazioni Unite sull’Operazione israeliana Piombo Fuso. 

I gruppi per i diritti umani, sovvenzionati da donatori stranieri, quale l’Unione Europea, dovrebbero sottostare alla richiesta di registrarsi come organizzazioni politiche e sottostare a domande di altro tipo per motivi di “trasparenza”. 

In un sondaggio pubblicato la settimana scorsa è stato messo in evidenza  Il sostegno popolare al giro di vite che ha rivelato come il 57% degli ebrei israeliani ha ritenuto che la questione della ”sicurezza nazionale” dovrebbe prevalere su quella dei diritti umani. 

In un film correlato, gruppi di destra hanno lanciato una campagna di denigrazione contro Naomi Chazan, la responsabile israeliana di un ente di donatori ebrei americani, denominato Fondo Nuova Israele (NIF) che fa affluire denaro ai gruppi israeliani per una giustizia sociale. Il NIF è accusato di aver finanziato le organizzazioni israeliane che sono state consultate da Goldstone per il suo rapporto. 

Un manifesto affisso a giro a Tel Aviv e Gerusalemme ed una campagna pubblicitaria sui giornali, mostrano una caricatura della Chazan con un corno che spunta dalla sua fronte sotto il titolo “Naomi-Goldstone-Chazan”. 

“Stiamo assistendo alla scomparsa della passata libertà di espressione in Israele,” ha dichiarato Amal Jamal, responsabile politico all’Università di Tel Aviv e direttore di Ilam, un’organizzazione di media sui diritti che sarebbe stata presa di mira dalla nuova legislazione. “ Il sistema politico israeliano, ha aggiunto, era sul punto di essere trasformato in una “democrazia totalitaria”?” 

Per condurre l’accusa contro i gruppi per i Diritti Umani - la maggior parte dei quali vengono definiti ufficialmente come “organizzazioni non-governative” –  è un sedicente “gruppo cane da guardia” noto come controllore delle ONG. Le sue attività hanno conquistato il sostegno da parte del governo a seguito della censura internazionale che Israele ha dovuto affrontare a causa della sua aggressione a Gaza. 

La legge, approvata la scorsa settimana da una Commissione ministeriale, è il risultato di un convegno organizzato in parlamento a dicembre da Gerald Steinberg, direttore del Monitor per le ONG, insieme a un’organizzazione sostenuta dai coloni, nota come l’ Istituto di Strategie Sioniste. 

Il professore Steinberg, docente all’Università Bar Ilan,  ha presentato un rapporto al Primo Ministro e ai ministri che, fa riferimento ai gruppi pacifisti, definendoli come “cavalli di Troia” e sostenendo la necessità di imporre limitazioni ai finanziamenti provenienti dai governi europei e dal NIF. 

Al momento, il prof Steinberg ha affermato in una dichiarazione: “Per oltre un decennio i governi europei hanno manipolato la politica israeliana e ne hanno favorito la demonizzazione con il fornire fondi ad un gruppo ristretto di organizzazioni non-governative privilegiate. 

Egli ha riservato speciali critiche ai gruppi di sostegno per la difesa delle minoranze arabe del paese e per i gruppi degli ebrei che si oppongono all’occupazione, accusando entrambi di favorire la diffusione di un’immagine di Israele come di uno stato d’Apartheid che esegue crimini di guerra e pulizia etnica. 

Secondo il suo rapporto, 16 ONG israeliane pacifiste nei tre anni precedenti hanno ricevuto finanziamenti europei per 8 milioni di dollari. 

E’ aumentata la pressione esercitata sul governo perché intervenisse. Questo mese, Yuli Edelstein, ministro degli affari della diaspora e uno dei membri del partito del primo ministro Benjamin Netanyahu, il Likud, ha raccontato ai giornalisti che il consiglio dei ministri si era “occupato per un certo tempo di un determinato numero di gruppi  che col pretesto  che erano delle ONG, erano stati finanziati da agenti stranieri.” 

Uno dei parlamentari che hanno partecipato alla conferenza di dicembre, Zeev Elkin, anch’egli del Likud, ha dato il via al progetto di legge. 

Anche se la proposta di legge dovrà sottostare al voto del parlamento, l’appoggio del governo ha drammaticamente aumentato le sue possibilità di successo. 

Secondo la proposta di legge, i gruppi per i diritti umani dovranno soddisfare a una lunga lista di nuove condizioni. Esse comprendono: la registrazione come organi politici; la presentazione dei numeri delle carte d’identità e degli indirizzi di tutti gli attivisti; il fornire un consuntivo dettagliato di tutte le donazioni provenienti dall’estero e le finalità per le quali saranno utilizzate; la dichiarazione del sostegno di paesi stranieri ogni volta che un attivista fa un discorso o l’organizzazione mette in scena un evento. 

I funzionari ad alto livello nelle ONG che non ottemperano ai requisiti rischiano un anno di prigione. 

Hagai  Elad, responsabile dell’Associazione per i Diritti Civili in Israele, il centro legale per i Diritti Umani più grande del paese, ha dichiarato che “c’era un clima politico molto ostile” e che le libertà stavano venendo attaccate “un passo alla volta”. 

“Raffigurare le nostre organizzazioni come nemiche dello stato e suggerire che stiamo aiutando Hamas e i gruppi terroristici, sono tecniche McCarthyiste classiche.” 

Ha aggiunto che le ONG erano regolamentate pesantemente dalla legge israeliana. “Il ché mi lascia con una domanda inquietante: dato che siamo già trasparenti, qual è la reale motivazione che si cela dietro a questa legislazione?” 

Colta nel bel mezzo della campagna contro le ONG è stata la signora Chazan, una ex parlamentare colomba. 

Il mese scorso, Maariv, un giornale populista, ha pubblicato un rapporto scritto da un gruppo di destra denominato Im Tirtzu, che incolpava la signora Chazan e il NIF del finanziamento di gruppi per i diritti umani responsabili per il 90% delle contestazioni a Israele contenute nel Rapporto Goldstone  provenienti da fonti non ufficiali. 

Un contro-rapporto della settimana scorsa ha suggerito che in realtà solo circa il 4 % delle citazioni provenivano dai gruppi finanziati dal NIF e molti non erano correlati con le operazioni a Gaza. 

Ma l’attacco alla signora Chazan ha guadagnato rapidamente forza trainante, con commentatori che la denunciavano sui media e lo sprezzante manifesto affisso che balzava agli occhi da una parte all’altra del paese. 

Questo mese, la campagna contro il NIF aveva ricevuto il sostegno di una petizione sottoscritta da una lunga lista di ex generali, compreso Giora Eiland, l’ex dirigente del Consiglio Nazionale per la Sicurezza, e Doron Almong, un nuovo comandante del comando meridionale dell’esercito. 

La signora Chazan è stata anche licenziata dal giornale della destra, il Jerusalem Post, dopo 14 anni di servizio prestato come una dei suoi pochi opinionisti liberali, mentre un articolo, che accusava la signora Chazan di “essere al servizio dell’Iran e di Hamas”, era stato distribuito ai giornalisti stranieri dall’Ufficio stampa del Governo. 

La signora Chazan ha dichiarato: “Stanno usando me per attaccare,  nel modo più sfrontato, i principi fondamentali della democrazia.” 

Il NIF ha rimarcato che tra i finanziatori di Im Tirtzu sono inclusi i Cristiani Uniti per Israele, un gruppo guidato dal pastore John Hagee, il quale, durante la corsa per la presidenza  degli Stati Uniti nel 2008 dove era responsabile delle testate, in un discorso a sostegno del contendente John McCain, ebbe a dire che: “Hitler stava  adempiendo la volontà di Dio.” 

(tradotto da mariano mingarelli)

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