Haaretz.com
26.12.2011
http://www.haaretz.com/print-edition/news/news-crew-assaulted-by-ultra-orthodox-rioters-i-latest-beit-shemesh-violence-1.403571

 

Troupe di giornalisti assalita da rivoltosi ultra-ortodossi nelle recenti violenze a Beit Shemesh.

Soggetto sospettato di aver aggredito a sputi una bambina di 8 anni è stato espulso dalla città per 7 giorni. 

di Oz Rosenberg  

L’équipe televisiva ha raccontato che, ieri, decine di abitanti ultra-ortodossi di Beit Shemesh hanno aggredito una troupe giornalistica di Canale 2, gettando a terra un cameraman e afferrando per la gola il tecnico del suono, quando questi cercavano di filmare un cartello che ordina alle donne di non passare davanti a una sinagoga.

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Nel corso della giornata, diverse decine di abitanti hanno gridato “nazisti” alla polizia quando ispettori municipali, accompagnati da un consistente contingente di polizia, hanno tolto il cartello. Almeno uno ha scagliato loro pietre ed è fuggito. 

Il cameraman Danny Zion è stato ferito leggermente a una mano, ma non risulta che ci siano stati altri infortunati. Non c’è stato alcun arresto. 

“Dopo circa un minuto, abbiamo sentito urlare, e in un altro minuto e mezzo siamo stati presi a spintoni,” ha riferito il reporter di Canale 2 Shai Golan, uno dell’équipe televisiva di tre persone che ieri faceva riprese nel quartiere ultra-ortodosso di Menuha Venahla. “In pochi secondi ci siamo trovati circondati da decine di persone.” 

Gal ha raccontato che le urla e gli insulti si sono trasformati rapidamente in aggressione fisica che è proseguita per diversi minuti, fino all’arrivo della polizia. 

“Hanno cominciato ad agguantare la macchina fotografica e a colpirci, hanno gettato a terra il cameraman,” ha rammentato Gal. 

Il gruppo è ritornato nel veicolo, ma la folla non li ha lasciati allontanare subito. I rivoltosi hanno lanciato grosse pietre del selciato, rompendo il parabrezza e producendo ammaccature all’auto. 

“Faceva paura,” ha detto Gal. “La cosa più sorprendente era che tutta la strada era piena di folla e nessuno ha fatto qualcosa per cercare di aiutarci”. Il tecnico del suono Yaakov Hershkowitz ha poi ricapitolato quanto avvenuto alla stazione di polizia di Beit Shemesh. 

“E’ stato un vero e proprio linciaggio,” ha riferito Yaakov. “Eravamo spaventati a morte. Ci sono corsi incontro, qualcuno mi ha afferrato alla gola, un’altro mi colpiva ripetutamente alla schiena con l’ombrello e io non potevo fare nulla. A un certo punto mi sono accasciato a terra; non avevo più la forza di resistere.” 

Ha detto che alcuni dei rivoltosi hanno cercato di strappare una delle portiere dell’auto dai cardini, mentre altri hanno aperto il baule e hanno cominciato a tirare fuori e rompere le attrezzature fotografiche che vi erano dentro. 

Meno di due ore dopo che il cartello era stato rimosso, gli abitanti di Beit Shemesh ne hanno messo uno nuovo. Hanno detto che avrebbe dovuto restarci in quanto vi era stato messo per ordine del rabbino del quartiere. 

Binyamin Jacobs, che vive vicino al posto, ha detto che lo scopo del cartello è quello di evitare che le donne bighellonino sul marciapiede davanti alla sinagoga, non per tenerle  completamente lontano dalla strada. 

“Questo è dovuto al fatto che c’è una sala per eventi vicino alla sinagoga”, ha riferito Jacobs. Spesso, le donne si radunano vicino all’ingresso e bloccano [la strada], questo è tutto. Ma sono ossessionati da questo cartello.” 

Jacobs ha raccontato che spesso di notte, giovani laici da fuori del quartiere vengono a sfregiare il cartello e, la mattina, gli abitanti ultra-ortodossi lo ripuliscono. 

Ha riferito che il cartello è opera di estremisti che non rappresentano la maggior parte dei residenti del quartiere, ma ha aggiunto che questi preferiscono evitare di scontrarsi, “tanto da poter avere un po’ di tranquillità”. 

Nel frattempo, David Eisenbach, un ultra-ortodosso sospettato di aver sputato su Na’ama Margolese, una ragazzina di 8 anni che nella città frequenta la scuola per giovani religiose sioniste Orot Banot, ieri ha ricevuto l’ordine di starsene fuori da Beit Shemes per 7 giorni. Era stato arrestato sabato e rilasciato ieri in condizione soggetta a restrizioni. 

(tradotto da mariano mingarelli)

 

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