Haaretz.com
20.05.2012
http://www.haaretz.com/news/national/report-78-of-east-jerusalem-palestinians-live-in-poverty-1.431384 

Rapporto: il 78% dei palestinesi di Gerusalemme Est vive in povertà.

Secondo l’Associazione per i Diritti Civili in Israele, la causa principale della povertà è l’alto tasso di disoccupazione – il 40% degli uomini sono disoccupati, come sono l’85% delle donne. 

di Nir Hasson 

Mentre Israele celebra, oggi, il 45° anniversario dell’unificazione di Gerusalemme, un nuovo rapporto rivela che il 78% dei palestinesi della città – e l’84% dei bambini palestinesi – vivono sotto la soglia di povertà.

 

Secondo il rapporto dell’Associazione per i Diritti Civili in Israele, i 360.000 palestinesi che risiedono nella città – il 38% della popolazione totale – hanno raggiunto, sempre nel 2011, il più alto tasso di povertà. Al confronto, nel 2006, vivevano al di sotto della soglia di povertà il 64% della popolazione palestinese e il 73 % dei bambini. 

Il rapporto, intitolato “Politiche di Incuria a Gerusalemme Est”, ne attribuisce la responsabilità alle “limitate opportunità di occupazione, a un sistema educativo drasticamente decurtato, e alla carenza sistematica di infrastrutture fisiche ed economiche”. 

La ragione principale della povertà, secondo il rapporto, sta negli elevati tassi di disoccupazione – il 40% degli uomini è disoccupato e l’85% delle donne. 

Il rapporto cita pure la negligenza delle autorità israeliane, rivelando che a Gerusalemme Est c’è una sola zona industriale, a Wadi Joz, e anche che questa può venire chiusa dal previsto ampliamento della strada che porta al Muro Occidentale (o del Pianto). 

Una causa ulteriore di povertà, secondo il rapporto, è data dal muro di separazione che scinde di fatto Gerusalemme Est dalla West Bank. “A causa dei posti di blocco e dell’esigenza che, per entrare nella città, i palestinesi della West Bank posseggano un permesso concesso dall’esercito, Gerusalemme Est è passata dall’essere il fulcro urbano centrale che fornisce servizi e opportunità ad una grande porzione della West Bank, ad una città di confine con accesso estremamente limitato. 

Altri fattori elencati dalla relazione sono l’incuria del sistema educativo che soffre di sovraffollamento . Il 40% degli studenti non finisce i 12 anni del percorso scolastico e solo veramente pochi tentano di superare gli esami israeliani di ammissione all’università. 

A Gerusalemme Est c’è una grave carenza nella programmazione di asili municipali per madri che desiderano andare a lavorare come pure una mancanza di personale negli uffici di assistenza. 

Tre uffici gestiscono circa un terzo della popolazione di Gerusalemme, mentre 18 uffici dello stesso tipo sono operativi a Gerusalemme Ovest; anche con l’aggiunta a Gerusalemme Est di 19 posti per funzionari addetti all’assistenza resta ancora un’enorme quantità di lavoro arretrato e la necessità di altri 15 addetti a tempo pieno. 

Un altro rapporto della ONG Ir Amim individua essere lo stato giuridico di Gerusalemme una ragione che determina la situazione dei palestinesi. “Legalmente, politicamente e praticamente Israele fa chiaramente una distinzione tra il territorio di Gerusalemme Est, che è stato annesso de facto – e la popolazione palestinese, alla quale nega il diritto di voto [e di essere eletti] per ragioni etnico-nazionalistiche – il che compromette la pretesa di Israele relativa alla sovranità su Gerusalemme Est.” 

Un portavoce della municipalità di Gerusalemme ha dichiarato: “La municipalità sta impegnandosi notevolmente per migliorare la qualità della vita dei residenti arabi di Gerusalemme, e ridurre il divario determinato da decenni d’incuria. L’anno scorso, un’indagine del Washington Institute ha riferito che nella valutazione espressa dai residenti sui servizi municipali si riscontra un forte incremento.” 

Il portavoce ha aggiunto che sono state costruite 400 nuove classi, in cooperazione con il Ministero dei Trasporti sono stati investiti 500 milioni di NIS nel miglioramento del sistema stradale nei quartieri arabi, e che saranno costruiti nella parte orientale della città altri due uffici per l’assistenza e un edificio per la comunità. 

(tradotto da mariano mingarelli)

 

 

 

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