PIC – The Palestinian Information Center
31.08.2013
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Il prigioniero Awab Mubarak sottoposto a tortura fisica e psicologica

 

Nablus (PIC) – La Tadamun Foundation ha dichiarato che il prigioniero Awab Ahmed Mubarak , di 20 anni, è stato ed è tuttora sottoposto a tortura fisica e psicologica nel centro israeliano per interrogatori.
                      

Sabato, il ricercatore della fondazione, Ahmad al-Beitawi, ha detto che Awab è stato assoggettato a un interrogatorio ininterrotto di 20 ore al giorno, aggiungendo che è stato costretto a recitare le preghiere standosene legato alla sedia.

 

 

Nelle ultime due settimane, l’avvocato della fondazione, Mohammed Abed, ha fatto visita a Mubarak tre volte. Abed ha riferito le parole di Awab secondo le quali egli è stato sottoposto a dure percosse durante il suo arresto del 4 agosto 2013, da aggiungersi alle offese verbali e fisiche durante l’interrogatorio. 

Ha fatto rilevare che il prigioniero è stato esposto ad aria fredda per diverse ore prima di essere rinchiuso in una cella molto calda provocandogli dolore acuto alle ossa e sofferenze alle articolazioni. 

Gli addetti all’interrogatorio lo hanno pure minacciato di arrestare il padre, delegato all’Assemblea Legislativa Palestinese, e hanno affermato che l’avvocato si era rifiutato di difenderlo per la difficoltà della sua causa. 

Al-Beitawi ha messo in evidenza che gli inquirenti israeliani sono usi fabbricare bugie di questo genere allo scopo di demoralizzare lo spirito del prigioniero. In un episodio di questo tipo, ha aggiunto, avevano riferito che la famiglia aveva subito un incidente automobilistico. 

Il ricercatore ha affermato che le condizioni di salute di Awab si sono drammaticamente deteriorate, tant’è che ha perso più di 7 chili di peso in meno di due settimane. 

Le domande degli inquisitori israeliani si sono concentrate principalmente sul funerale del fratello di Awab che è morto in America due mesi prima dell’incarcerazione di Awab durante una rapina a mano armata. 

Awab, studente della Facoltà di Legge dell’Università di Abu Dis a Gerusalemme, si è ipotizzato che venga processato domenica nel tribunale di Ofer. 

Nel frattempo, sabato le autorità israeliane hanno impedito ad alcuni prigionieri detenuti nel centro di detenzione di Salama di incontrare i loro avvocati. 

La Palestinian Prisoners Society (PPS) ha affermato che il servizio di intelligence israeliano proibisce deliberatamente ai prigionieri di incontrare i loro avvocati durante il periodo degli interrogatori al fine di estorcere confessioni con la forza. 

Vietare ai prigionieri di incontrare i propri avvocati viola il diritto internazionale in particolar modo la III e IV Convenzione di Ginevra, ha aggiunto la PPS. 

Il centro per i diritti umani ha messo il rilievo il fatto che il sistema giudiziario israeliano fornisce una copertura legale alle violazione del diritto internazionale dello Shin Bet e dell’intelligence israeliano. 

(traduzione di mariano mingarelli)

 

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