Yesh Din
03.09.2013
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Quando per una persona la casa diventa la sua prigione.

A. trovò il capanno vicino a casa sua pieno di coloni. Quando chiese loro di andarsene, questi l’aggredirono. La polizia non cercò di prenderli, siccome che era sabato.

 

di Yossi Gurvitz

Gli ebrei della diaspora sapevano che c’erano giorni nei quali dovevano evitare di lasciare le loro case. Gli ebrei di Ungheria sanno, anche oggi, che l’anniversario della sollevazione contro l’occupazione sovietica del 1956 è uno di quei giorni, in cui gli antisemiti strisciano fuori da sotto le loro pietre tombali. Nel passato, Pasqua e altre festività erano giorni di violenza per gli ebrei. Costantemente, i palestinesi imparano a proprie spese che il sabato, il Sabbath ebraico, è un giorno così, mentre i giovani coloni vestiti dei fronzoli dello Sabbath e fuori di testa dalla noia, sono alla ricerca di divertimento.

                      

 

 

Qualche sabato fa, A. - una residente di un piccolo villaggio nei pressi di Betlemme – uscì di casa e andò nell’attiguo capanno ricoperto da una pianta rampicante. Inaspettatamente, lo trovò occupato da alcuni giovani coloni. Quando entrò, uno di loro prese posizione dietro di lei e disse “Rukh min hon” , “va via”; in arabo com’è parlato dall’occupante.

 

A. non si spaventò e disse loro di lasciare il suo territorio. I coloni cominciarono a circondarla e poi venne l’aggressione. Prima la finta messinscena di uno schiaffo, poi un ceffone e un calcio. Uno di loro la spinse alle asse e gli altri si alzarono. A. pensò che stessero per aggredirla. Prese una pietra e i vigliacchi fuggirono.

 

A. dal capanno scappò in casa dov’erano i suoi tre fratelli. I coloni cominciarono da brevissima distanza a lanciare pietre alla casa. Una pietra colpì A. ad una gamba; lei sentì dolore ma non richiese cure mediche.

 

Poco dopo arrivarono i vicini di A. Il loro numero era superiore a quello dei predoni e qui entrò in vigore la regola d’oro della mafia: che l’intelligenza della folla è pari a quella del suo membro più stupido, diviso per il numero dei partecipanti; e che una resistenza risoluta a un tale organismo, che è l’istigatore, lo scoraggia. I predoni fuggirono nella colonia più vicina.

 

La polizia del distretto di Giudea e Samaria (JDSP) arrivò e raccolse le prove ma evitò di entrare nella colonia in cui erano fuggiti i predoni. Ciò avrebbe comportato fare un confronto su tutte queste cose e di sabato. Sembra che la JDSP si faccia un problema ad arrestare coloni di sabato: questo può esplodere facilmente. Ma, naturalmente, una volta che la giornata è finita i criminali possono disperdersi e trovarli di nuovo sarebbe come inseguire il vento. L’incapacità dei coloni di spostarsi di sabato aveva offerto un vantaggio alla polizia cui ha preferito rinunciare. Mi chiedo se i criminali di Tel Aviv candidati alla prigione avrebbero questo tipo di fortuna.

 

Nella West Bank, comunque, l’applicazione della legge occupa un posto secondario e distaccato per mantenere la supremazia ebraica nei confronti dei palestinesi e dietro il semplice terrorismo che si prefigge di portarli alla disperazione e convincerli ad andarsene.

 

Ora provate a immaginare come possa sentirsi una giovane donna, quando si viene a trovare circondata da un gruppo di predoni, che poi attaccano casa sua, quando viene a sapere che le possibilità della polizia di arrestare i suoi aggressori sono inferiori alle probabilità che il ministro delle finanze riesca a fare una dichiarazione priva di errori.

 

Martin Luther King ha descritto, nella sua “lettera da una prigione di Birmingham”, come la consapevolezza del razzismo ha influenzato i suoi figli:

 

quando vi trovate improvvisamente la lingua attorcigliata e il discorso diviene balbuziente mentre cercate di spiegare alla vostra figlia di sei anni perché lei non può recarsi a un parco divertimenti pubblico che è stato appena pubblicizzato in televisione, e vedete le lacrime sgorgare a fiotti dai suoi occhi quando le viene detto che la Città dei Giochi è interdetta ai bambini di colore, e vedete le sinistre nubi dell’inferiorità cominciare a formarsi nel suo piccolo cielo mentale e vedete l’inizio della distorsione della sua personalità con lo sviluppare un inconscio rancore verso i bianchi, quando si deve inventare una risposta per un figlio di cinque anni che chiede: “Papà perché i bianchi trattano le persone di colore in modo così meschino?”

 

Un antico assioma del diritto inglese afferma che la casa di un uomo è il suo castello. La violenza dei coloni trasforma le case dei palestinesi in un piccolo recinto all’interno di uno più grande, dove il capanno nel loro giardino si trasforma in un luogo di pericolo. E anche questo è una parte – e non in una parte poco importante – della storia.

 

(tradotto da mariano mingarelli)

 

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