di Norman Finkelstein e Amy Goodman

Democracy Now, 10.01.2018

https://www.democracynow.org/2018/1/10/gaza_an_inquest_into_its_martyrdom

Israele rischia una possibile inchiesta da parte della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra per il suo attacco del 2014 contro Gaza che uccise più 2.100 palestinesi, tra cui 500 bambini. Per saperne di più parliamo con Norman Finkelstein, autore del nuovo libro ‘Gaza: An Inquest into its Martyrdom’ [Gaza: un’indagine sul suo martirio]. E’ autore di molti altri libri, tra cui “L’industria dell’Olocausto: lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei” e ‘Knowing Too Much: Why the American Jewish Romance with Israel Is Coming to an End’ [Sapere troppo: perché l’innamoramento degli ebrei statunitensi nei confronti di Israele sta arrivando alla fine].

AMY GOODMAN: Prima di cominciare a parlare più estesamente di Gaza volevo chiederti velocemente quali hai pensato siano state le motivazioni del presidente Trump nel riconoscere Gerusalemme come la capitale, dicendo che avrebbe trasferito l’ambasciata statunitense da Tel Aviv, la massica reazione presso le Nazioni Unite dopo il suo annuncio di tale riconoscimento, il prevalente voto contro gli Stati Uniti e gli Stati Uniti che hanno minacciato chi votava contro di loro.

NORMAN FINKELSTEIN: Beh è una domanda un po’ complicata, come funziona la politica USA-Israele. Ma in generale, si potrebbe dire, quando sono in gioco grandi interessi nazionali statunitensi la lobby israeliana ha pochissimo potere. L’abbiamo visto, ad esempio, nel corso dei negoziati sull’accordo con l’Iran. Quello era un grosso interesse internazionale statunitense. La lobby era contraria a morte contro di esso. Netanyahu era contrario a morte contro di esso. Ma l’accordo è passato. E molti dei più forti sostenitori di Israele – Dianne Feinstein, Nancy Pelosi, l’intera banda – hanno appoggiato l’accordo.

Ma quando non è in gioco un forte interesse statunitense, la lobby è molto potente. Dunque in questo caso particolare era chiaro che ai sauditi, che sono un grande interesse statunitense, non interessava quello che gli Stati Uniti facevano riguardo a Gerusalemme. Hanno dato semaforo verde: “Se volete darla a Israele, per noi va bene. Non c’importa”. Dunque nessun interesse naturale statunitense è in gioco e dunque Trump fa quello che fanno tutti: ricompensa i suoi donatori. In questo caso è stato Sheldon Adelson, il miliardario dei casinò, che ha appoggiato con forza il riconoscimento statunitense di Gerusalemme come capitale indivisa di Israele.

Ma dobbiamo tener presente che non è stato solo Trump. Sai, a volte i media vogliono ostinarsi su Trump. E dimenticano che non si tratta solo di Trump. Charles Schumer, l’attuale leader della minoranza al Senato, ha costantemente attaccato Trump, appena dopo la sua elezione: “Perché non riconosci Gerusalemme come capitale indivisa?” Quando Trump in effetti l’ha riconosciuta Schumer, Charles Schumer, ha detto: “Sono stato io a farglielo fare. Sono io quello che lo ha sollecitato a riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele”. Dunque questo è il leader della minoranza al Senato che parla. E per lo stesso motivo … se si guarda ai soldi di Schumer lui li riceve prevalentemente da ebrei conservatori, di destra e da Wall Street, le stesse fonti di entrate di Trump, gli stessi flussi di reddito.

E su queste questioni molti Democratici, compreso Schumer – o dovrei dire specialmente Schumer – sono peggio di Trump. Così, per esempio, dopo l’incidente della Mavi Marmara nel 2010, quando Israele uccise passeggeri a bordo della nave umanitaria Mavi Marmara, uccise dieci passeggeri, Charles Schumer si è presentato a un gruppo di ebrei ortodossi e ha detto: “La gente di Gaza ha votato per Hamas. Ha votato per Hamas e allora lo strangolamento economico è la via da percorrere”. Ora, tieni presente che cosa significa questo. Stiamo parlando di una popolazione più di metà della quale è costituita da bambini che vivono sotto un assedio medievale. E ciò che lui sta in effetti dicendo è che dovremmo continuare ad affamarli fino a quando voteranno o si libereranno di Hamas. Ora che cosa dire di una cosa simile?

Sai, Charles Schumer ha frequentato le mie stesse superiore come, per inciso, Bernie Sanders. Non lo conoscevo. Era, penso, quattro anni più avanti. Conoscevo parecchio bene sua sorella, Fran. Estremamente brillante. Sai, ancor oggi, guardando indietro a quasi mezzo secolo fa, lei resta vivida nella mia memoria. Una giovane estremamente brillante. Erano persone perbene, realmente. Il padre di Chuck – era chiamato Chuck – era un disinfestatore. Sai, è davvero una carriera. Era uno spettacolo impressionante. Lui è un tipo estremamente brillante. Tenne il discorso alla laurea della sua classe ed era molto più avanti di tutti gli altri, come lo era Fran, sai? Ma di quello che sono diventati che cosa si può dire? E’ cresciuto a Kings Highway a Brooklyn, proprio vicino a dove è cresciuto Bernie, per inciso. Passavo ogni giorno davanti alla casa andando in bicicletta alla piscina. Che cosa dire di uno che raccomanda di affamare bambini? E’ questo che ha fatto.

AMY GOODMAN: Adesso faremo …

NORMAN FINKELSTEIN: Sai, è un mostro morale. E bisogna guardare in faccia tale fatto. E’ un mostro morale. E tuttavia tutti vogliono concentrarsi su Trump. E quelli come Schumer?

AMY GOODMAN:   Adesso faremo una pausa e quando torniamo parleremo della situazione che stai descrivendo a Gaza. Il tuo nuovo libro: Gaza: An Inquest Into Its Martyrdom. Parliamo con l’autore e studioso Norman Finkelstein. Il libro è stato appena pubblicato. Restate con noi.

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AMY GOODMAN: Nostro ospite oggi lo scrittore e studioso Norman Finkelstein, autore del nuovo libro Gaza: An Inquest into Its Martyrdom, il libro pubblicato mentre Israele rischia una possibile inchiesta per crimini di guerra da parte della Corte Penare Internazionale per il suo assalto del 2014 contro Gaza che uccise più di 2.100 palestinesi, tra cui più di 500 bambini. Voglio passare al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che parla dell’offensiva militare del 2014 contro Gaza. Parlava con Brian Williams di NBC News:

PRIMO MINISTRO BENJAMIN NETANYAHU: Sai, a un certo punto dici: “Quali scelte hai? Che cosa farai?” Che cosa faresti se città statunitensi, dove ti trovi ora, Brian, fossero oggetto di lanci di razzi, subissero centinaia di razzi? Capisci? Sai che cosa diresti? Diresti al tuo leader: “Un uomo deve fare quello che deve”. E diresti: “Un paese deve fare quello che deve”. Dobbiamo difenderci. Cerchiamo di farlo con la quantità minima di forza o attaccando obiettivi civili … militari meglio che possiamo. Ma agiremo per difenderci. Nessun paese può vivere così.

AMY GOODMAN: Era il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che giustificava l’offensiva militare del 2014 contro Gaza sulla quale la Corte Penale Internazionale sta apparentemente per aprire un’inchiesta per crimini di guerra.

NORMAN FINKELSTEIN: Beh, Benjamin Netanyahu dice due cose: la prima che Israele non aveva nessuna scelta e la seconda che ha usato la quantità minima di forza. Bene, esaminiamo rapidamente questi due punti.

Punto numero uno: tutti erano d’accordo che il motivo per il quale sono andati … una volta iniziati i combattimenti Hamas aveva un solo obiettivo. L’obiettivo consisteva nel pro fine all’assedio di Gaza, far togliere l’assedio. In base alla legge internazionale quell’assedio è illegale. Costituisce punizione collettivo, che è illegale in base alla legge internazionale. L’assedio è stato condannato da tutti nella comunità internazionale. Lui aveva una scelta. Non era obbligato a usare la forza. Doveva semplicemente togliere l’assedio. E allora non ci sarebbe stato un conflitto con Gaza.

Numero due: egli afferma di aver usato una forza minima. C’è parecchio da dire al riguardo. Uno può decidere da solo se si è trattato di forza minima quando Israele ha raso al suolo 18.000 case. Quante case israeliane sono state rase al suolo? Una. Israele ha ucciso 550 bambini. Quanti bambini israeliani sono stati uccisi? Uno. Ora, si potrebbe dire: “Beh, è perché Israele ha un sofisticato sistema di difesa civile o perché Israele ha Iron Dome [Scudo di ferro – sistema antimissilistico]”. Non entrerò in questo; non ho tempo adesso. Ma c’è un test semplice. Il test è: che cosa hanno visto gli stessi combattenti israeliani? Che cosa hanno detto loro stessi?

Abbiamo la documentazione, un rapporto diffuso dall’organizzazione degli ex in servizio … ex combattenti: Breaking the Silence [Rompere il silenzio]. Sono circa 110 pagine. C’è da non crederci. Sai, te lo dico, Amy, ricordo ancora quando lo stavo leggendo. Ero in Turchia. Stavo andando a una fiera del libro. Ero seduto dietro in un’auto e leggevo queste descrizioni di ciò che avevano fatto i soldati. Mi si accapponava la pelle. Stavo quasi tremando. Soldato dopo soldato dopo soldato. Ora, tieni presente, vogliamo dire che sono di parte i soldati? Leggi le testimonianze. Non sono contriti. Non provano rimorso. Descrivono semplicemente quello che è successo. Non c’è contrizione. Non sono di sinistra, non appoggiano il BDS [movimento per il boicottaggio, i disinvestimenti e le sanzioni contro Israele]. Che cosa descrivono? Uno dopo l’altro dopo l’altro dicono: “I nostri ordini erano di uccidere qualsiasi cosa si muovesse e qualsiasi cosa non si muovesse”. Uno dopo l’altro dopo l’altro dicono: “Israele ha usano una quantità pazzesca di potenza di fuoco a Gaza. Israele ha usato quantità folli di potenza di fuoco a Gaza”.

AMY GOODMAN: Questi erano soldati israeliani.

NORMAN FINKELSTEIN: I soldati, lo descrivono loro. Uno dopo l’altro dicono: “Abbiamo fatto saltare in aria, distrutto, sistematicamente, metodicamente raso al suolo ogni casa in vista”. Che cosa significa “ogni casa in vista”? Il settanta per cento della popolazione di Gaza è costituito da profughi. Significa che hanno perso la loro patria. L’ultima cosa che hanno, la sola cosa che hanno, la sola cosa che hanno mai avuto è la loro casa. E gli israeliani sono andati là come una squadra di demolizione con i loro bulldozer D9.

AMY GOODMAN: Spiega come è cominciata.

NORMAN FINKELSTEIN: Che cosa?

AMY GOODMAN: Come è cominciata l’invasione militare israeliana di Gaza del 2014.

NORMAN FINKELSTEIN: No, queste sono cose difficili da spiegare, perché dipende da dove si vuole partire. Da dove parto io è la fine di aprile 2014; era stato formato un governo di unità nazionale tra l’Autorità Palestinese e Hamas. E gli Stati Uniti e la UE, sorprendentemente, non interruppero i negoziati con questo nuovo governo di unità, anche se “includeva un’organizzazione terroristica” e infuriava Netanyahu.

AMY GOODMAN: Hai fatto il segno delle virgolette. Stai dicendo quella che gli Stati Uniti chiamavano un’organizzazione terroristica.

NORMAN FINKELSTEIN: Beh, quella che Israele chiama un’organizzazione terroristica perché, all’epoca, gli Stati Uniti erano disposti a negoziare. E Netanyahu si infuriò perché era ignorato riguardo all’Iran e a quel punto era ignorato su Hamas. E così trova un pretesto – non voglio entrare nei dettagli ora – trova un pretesto per cercare di provocare una reazione di Hamas in modo da poter dire: “Vedete? Sono un’organizzazione terroristica”. E poi le cose hanno preso una spirale al peggio, come succede di solito. E poi Israele è partita. C’è stato l’attacco aereo.

E poi, il 17 luglio, il giorno in cui l’aereo di linea malese è precipitato in Ucraina, Netanyahu ha scelto quel momento. L’aereo era stato abbattuto nel pomeriggio e lui lancia l’invasione di terra la sera. Saresti sorpresa da quanto accuratamente siano sincronizzati gli israeliani con il ciclo giornalistico statunitense. Iniziano l’operazione Protective Edge [Margine di protezione] nel 2008 con l’elezione di Obama a presidente il 4 novembre. Iniziano l’invasione di terra di Gaza durante … beh [il 2008] è stata l’operazione Cast Lead [Piombo fuso]. Iniziano Cast Lead in 4 novembre 2008, quando Obama è eletto presidente. Iniziano l’operazione Protective Edge, l’invasione di terra, il 17 luglio. Quando l’aereo di linea è abbattuto sull’Ucraina tutte le telecamere sono inchiodate là, e così loro lanciano l’attacco.

E l’attacco è stato … beh, lascia solo che ti citi Peter Maurer, che è capo del Comitato Internazionale della Croce Rosso. Sono stato addirittura sorpreso dalla sua osservazione. Peter Maurer ha detto … e lo sto citando, parafrasando ma quasi alla lettera … ha detto: “Nella mia intera vita professionale non ho mai visto una distruzione quale quella che ho visto a Gaza”. E questo arriva dal capo del Comitato Internazionale della Croce Rossa, che è abituato a vedere, testimoniare zone di guerra. Quello che è stato fatto là è stato … è stato un crimine contro l’umanità. Prendi un posto come Shejaiya. Shejaiya è un quartiere densamente popolato di 90.000 persone. Gli israeliani hanno sganciato, lo si creda o no – è difficile persino immaginarlo – più di cento bombe da una tonnellata su Shejaiya. Più di cento bombe da una tonnellata su Shejaiya. Hanno fatto la stessa cosa a Rafah. Hanno fatto lo stesso a Khuza’a. Fatto la stessa cosa sull’intera Striscia di Gaza. E poi hai questo tizio che vien fuori a dire: “Abbiamo usato una forza discriminata. Abbiamo usato una forza proporzionata.”

AMY GOODMAN: Volevo passare a dopo … un attacco contro un rifugio dell’ONU nel 2014, l’esercito israeliano all’attacco a Gaza, che ha ucciso molti civili palestinesi. Il portavoce dell’UNRWA, l’Agenzia dell’ONU per il Soccorso e l’Occupazione per i profughi palestinesi, è scoppiato in lacrime durante un’intervista su Al Jazeera. Il suo nome è Christopher Gunness.

CHRISTOPHER GUNNESS: I diritti dei palestinesi, persino dei loro bambini, sono totalmente negati ed è sconvolgente.

AMY GOODMAN: Christopher Gunness comincia a piangere.

CHRISTOPHER GUNNESS: [piange].

AMY GOODMAN: Era Christopher Gunness, mentre la telecamera si sposta da lui, il volto tra le mani; in seguito ha scritto via Twitter: “Ci sono occasioni nelle quali le lacrime sono più eloquenti delle parole. Le mie impallidiscono fino a essere insignificanti in confronto con quelle di Gaza.” Norman Finkelstein, ci restano due minuti.

NORMAN FINKELSTEIN: Capita che io conosca Chris Gunness. E’ un tipo formidabile. Spero non perda il lavoro perché ho detto questo. Ma è un tipo speciale. E’ un tipo insolito. Ha lavorato a Gaza. E’ sposato con un uomo, è sposato con un uomo ebreo, ed è sposato con un uomo israeliano. Così puoi immaginare che Hamas non era elettrizzato da lui. Ma è un uomo di solidi principi e le sue lacrime erano vere. Chiunque viva là, sia anche solo passato di là, ha il cuore infranto per quello che è stato fatto al popolo di Gaza.

AMY GOODMAN: Che cosa pensi debba essere fatto ora?

NORMAN FINKELSTEIN: Beh, è chiaro che la prima cosa che deve essere fatta è che deve essere levato l’assedio. E il Comitato dell’ONU per i Diritti Umani, anche se il suo rapporto è stato un totale insabbiamento e una vergogna – l’autrice ne è stata Mary McGowan Davis – ha in effetti detto che in base alla legge l’assedio deve essere tolto immediatamente e incondizionatamente. Quella è la legge: deve essere tolto immediatamente e incondizionatamente. Quella è la prima cosa che deve essere fatta. L’assedio deve finire. L’occupazione deve finire. E la gente di Gaza, dopo cinquant’anni dimenticati da Dio dovrebbe avere il diritto di respirare e di condurre una vita normale.

AMY GOODMAN: E pensi che succederà?

NORMAN FINKELSTEIN: Adesso è un momento molto difficile, ma ci sono sempre delle possibilità. Secondo me c’è la possibilità a Gaza di una resistenza di massa nonviolenta che cerchi di aprire a forza i posti di controllo e la West Bank. Non ho il tempo per entrare in dettagli. Penso che una strategia di massa di schiaffeggiare soldati israeliani – donne e ragazze – sulle orme di Ahed Tamimi, quel tipo di strategia …

AMY GOODMAN: Che rischia adesso molti anni di carcere.

NORMAN FINKELSTEIN: Sì, nessuno dice che sia privo di rischi.

AMY GOODMAN: Dieci secondi.

NORMAN FINKELSTEIN: Ma proprio come i bambini di Gaza, quando tirarono sassi contro gli israeliani nel 1988 durante la Prima Intifada, determinarono una svolta nell’opinione pubblica internazionale io penso che la gente … le donne di Gaza, se avessero una campagna “Anche Io” – “Ho schiaffeggiato un soldato israeliano oggi” – penso che anche loro potrebbero conquistare l’opinione pubblica internazionale.

AMY GOODMAN: Hai parlato di una campagna nonviolenta …

NORMAN FINKELSTEIN: Sì, non considero …

AMY GOODMAN: … in tutte le aree occupate.

NORMAN FINKELSTEIN: Guarda, io sono nella tradizione di Gandhi. Gandhi fu molto chiaro: quando subisci una forte disparità contro di te e usi tipi di forza come graffiare, schiaffeggiare, scalciare …

AMY GOODMAN: Tre secondi.

NORMAN FINKELSTEIN: … Gandhi diceva che non si tratta di violenza. E io concordo con lui.

AMY GOODMAN: Norman Finkelstein, autore di  Gaza: An Inquest into Its Martyrdom.

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AMY GOODMAN: Volevo chiederti di Benjamin Netanyahu e delle indagini sulla corruzione che sta affrontando. Naturalmente il Benjamin Netanyahu che recentemente ha parlato delle sue relazioni molto strette con i Kushner, avendo dormito nella camera di Jared Kushner quando visitò gli Stati Uniti quando era un ragazzino. Il primo ministro Benjamin Netanyahu nel mezzo di una controversia politica interna dopo che una stazione televisiva statunitense ha messo in onda una registrazione clandestina di suo figlio dall’esterno di un locale di spogliarelli nel 2015. Nella registrazione Yair Netanyahu può essere sentito parlare di prostitute, chiedendo soldi al figlio di un magnate israeliano del gas. Yair implica che suo padre, il primo ministra Netanyahu, aveva contribuito a far passare un accordo da 20 miliardi di dollari a vantaggio dell’uomo d’affari, dicendo, cito: “Mio padre ha organizzato 20 miliardi per tuo padre e tu fai la lagna con me per 400 shekel” [circa 100 euro – n.d.t.]. Questo è arrivato in un momento nel quale il primo ministro Netanyahu affronta molteplici inchieste per corruzione.

A settembre anche Yair Netanyahu è stato oggetto di controversie quando ha messo in rete su Facebook una vignetta antisemita. Suprematisti bianchi, compreso l’ex capo del Klan David Duke, hanno elogiato Yair Netanyahu per aver pubblicato un’immagine che rappresentava l’investitore miliardario George Soros in cima a una catena alimentare, che faceva dondolare il mondo di fronte sia un rettile sia all’ex primo ministro Ehud Barak, un frequente critico di suo padre, Benjamin Netanyahu, e poi ha ricevuto lodi via Twitter da David Duke. E’ una storia stupefacente, raccontata su Slate e in altri luoghi.

Puoi parlarci di che cosa sta succedendo adesso? E questo, l’indagine per corruzione, compromette Netanyahu? E riguardo a suo figlio?

NORMAN FINKELSTEIN: Beh, mi occuperò brevemente della seconda questione e poi passerò al cuore … secondo me al cuore della domanda che stai ponendo. Il rapporto tra suo figlio e Netanyahu, tra Yair e suo padre, Benjamin Netanyahu, è molto simile a quello tra Jared e Donald Trump. Sono individui privilegiati, viziati e notevolmente mediocri.

Ma la domanda che hai posto sulla corruzione, in generale, è una domanda interessante. Non sei anziana come me, ma puoi risalire indietro abbastanza per ricordare che quando stavamo crescendo Israele era un luogo molto austero, era un posto semplice ed era parecchio onesto. E quella è l’immagine di Israele che resta nella mente di molti ebrei statunitensi, diciamo, sopra i … sopra i cinquant’anni. E allora, prendiamo per dire gli anni ’70, Yitzhak Rabin, che era il primo ministro. Dovette dimettersi. Fu costretto a lasciare la carica perché sua moglie aveva aperto un conto – un unico conto bancario – negli Stati Uniti. E apparentemente non vi era neppure depositato del denaro, se la memoria mi assiste. Ma oggi è semplicemente uno scandalo dietro l’altro. E la cosa notevole è che in realtà non danneggia la reputazione di Benjamin Netanyahu. Si può avere una serie di scandali, ma è in carica da un arco di tempo considerevolmente lungo.

E allora la domanda è: perché? E io penso che la risposta sia: perché, piaccia o no, Benjamin Netanyahu è il vero volto di Israele. E’ un detestabile, sbruffone, razzista suprematista ebreo. E questo è oggi l’intera popolazione. Ora, non sto dicendo che è nel suo DNA, non sto dicendo che è genetico. Ma è una qualcosa di molto sgradevole ciò in cui è degenerato lo stato di Israele. E …

AMY GOODMAN: Voglio dire, chiaramente non è l’intera popolazione. Ci sono molti critici. C’è un movimento per la pace nel paese.

NORMAN FINKELSTEIN: Beh, no, direi … sai, Amy, vorrei che non fosse così. Vorrei che non fosse così. Ma se chiedi agli stessi critici, se chiedi a Gideon Levy, se chiedi a Amira Hass, se chiedi a …

AMY GOODMAN: Che scrive per Haaretz.

NORMAN FINKELSTEIN: Esatto. Se chiedi a B’Tselem, se chiedi …

AMY GOODMAN: Il gruppo per i diritti umani.

NORMAN FINKELSTEIN: Sì … a Breaking the Silence, il gruppo dei soldati, ti diranno che non rappresentano nessuno. Ti diranno che non sono più rappresentativi. C’è stato un periodo nel quale rappresentavano almeno un fattore nella vita israeliana. Ma non è più così. E il fatto che Benjamin Netanyahu duri, nonostante la successione di scandali, è una manifestazione di quanto quella società sia degenerata.

Così Gideon Levy, penso, il giornalista, ha fatto l’altro giorno un commento che ho trovato molto interessante. Ha detto: gli israeliani, loro vedono un tizio su una sedia a rotelle – ha perso entrambe le gambe – a Gaza. Ha in mano una bandiera. Gli sparano giusto in mezzo agli occhi, un tiratore scelto. Tutto lo vedono in video. Lui dice che non importa a nessun israeliano. Poi è ucciso un altro bambino. In questo caso, il secondo caso, è ucciso un bambino. E’ ucciso un terzo. Non interessa a nessuno. Una sola cosa importa: la ragazza, Ahed Tamimi, ha schiaffeggiato un soldato israeliano. Questo provoca isterismo. Come osa una palestinese schiaffeggiare un soldato israeliano? Ma le atrocità quotidiane …

AMY GOODMAN: E questo, di nuovo, lo schiaffo al soldato, dopo che suo cugino quattordicenne, colpito da una fucilata al volto a brevissima distanza da soldati israeliani, sta ora appena uscendo dal coma.

NORMAN FINKELSTEIN: E vivere sotto un’occupazione, vivere sotto il saccheggio, la distruzione della tua casa, dei tuoi vicini, questi soldati che costantemente ti molestano, ti vessano, ti tiranneggiano, ti minacciano. Ma la sola domanda per Israele è: come osa questa ragazza schiaffeggiare un soldato? Me le uccisioni non contano.

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

Fonte: http://znetitaly.altervista.org/art/24125?doing_wp_cron=1516055268.8320429325103759765625

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

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