Fuoco a volontà dei cecchini israeliani sulle manifestazioni palestinesi inermi: 40 morti, 5mila feriti a Gaza. Intanto viene premiata Israele facendo partire da Gerusalemme ovest il Giro d’Italia a cui partecipa una squadra israeliana “portatrice di pace”.

Il 4 Maggio, giornata di partenza del Giro da Gerusalemme sarà anche il quinto venerdì di manifestazioni non violente dei palestinesi di Gaza a cui Israele ha risposto con fucilazioni da parte di cecchini appostati in territorio israeliano che sparano sui manifestanti disarmati.

Al Giro partecipa anche una squadra ciclistica israeliana, definita dai nostri amministratori fiorentini “la squadra più multietnica del mondo” e “portatrice di un messaggio di pace”. Questa squadra nei giorni scorsi ha partecipato ad una gara su suolo palestinese occupato dall’esercito israeliano, fino alla colonia di Pisgat Ze’ev, illegalmente installata in territorio palestinese.

 Mentre i portabandiera di Israele “messaggeri di pace” vengono a pedalare da noi, in Palestina gli squadristi delle colonie illegali si scatenano godendo dell’impunità, come denuncia il rapporto UNOCHA (United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) che riferisce di una media di 6 attentati alla settimana nel 2018, il doppio che nel 2017 contro palestinesi che vivono in prossimità di colonie illegali. Si tratta di spedizioni squadristiche che restano regolarmente impunite. Si tratta di violenze fisiche, sgozzamenti di pecore, sradicamento ed incendio di ulivi, lancio di pietre contro auto e abitazioni di palestinesi

  •  Solo nel mese di  aprile:
  • a un contadino 64 enne di Huwarra viene fratturata una mandibola a bastonate
  • il 16enne Rushdi Yasser al-Khatib sulla strada tra Hizma e Anata viene fratturato il cranio; il colono che lo ha assalito si dilegua senza conseguenze
  • la bambina di 8 anni Palestinian Aseel Abu Oun viene intenzionalmente investita ed uccisa all’uscita da un supermercato a Nablus, ma per la polizia israeliana si tratta di un ordinario incidente stradale
  • l’anziano padre di Sabreen Dweik viene pestato e lasciato con uno zigomo fratturato da un colono della colonia Ma'ale Adumim dove il colono stesso si è poi rifugiato senza conseguenze. L’uomo è stato portato all’ospedale privo di sensi e coperto di sangue. La famiglia ha dovuto pagare le spese ospedaliere. Dioce la figlia; è un’esperienza toccata a molte delle nostre famiglie, ma io resisterò per proteggere la mia terra ed il mio babbo”

Coloni violenti, protetti dall'esercito israeliano

A questa impunità verso I coloni corrisponde pesanti reazioni se si tratta di palestinesi: ad un atto di violenza o solo ad un sospetto di possibile violenza un palestinese viene regolarmente ucciso

http://www.palestinemonitor.org/details.php?id=bhsktna18155yh4kncl0ox, 18/4/2018

Diciamo al Giro d’Italia: Non pedalare per l’apartheid israeliana!

Trad e sintesi a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese