di David Cronin

The Electronic Intifada, 27.06.2018

Nella foto: L'aquilone è ora il più temibile avversario di Israele. Immagini APA di Dawoud Abo Alkas

https://electronicintifada.net/blogs/david-cronin/press-gives-israel-pretext-attack-gaza

 

I giornalisti in Gran Bretagna e Irlanda spesso si riferiscono ai mesi estivi come la "stagione stupida". Non essendoci conseguenze, sembrano dirsi i media, possiamo trattare le curiosità come notizie degne di nota.

Non sono sicuro se la colpa sia del caldo, ma la recente copertura di Gaza è abbastanza stupida. Si è semplicemente rinunciato a mettere le cose nelle dovute proporzioni, e gli aquiloni e i palloncini sono diventati terribili minacce.

Queste sono "armi progettate per uccidere", secondo un portavoce militare israeliano citato in una rubrica del Financial Times. Dedicato a questi dispositivi incendiari volanti, l'articolo omette di citare il semplice fatto che nessuno è stato ucciso da queste "armi".

Notizie stupide di questo tipo fanno il gioco di Israele. Uno stato aggressivo che solo quest'anno ha commesso un numero enorme di massacri viene trasformato in vittima.

Intenzionalmente o meno, la stampa sta offrendo pretesti affinché Israele possa lanciare un'altra grande offensiva contro Gaza. E un attacco verrebbe presentato come un atto di ritorsione o addirittura di autodifesa.

Mentre ogni forma di resistenza palestinese viene demonizzata, l'industria bellica israeliana viene trattata con il massimo rispetto.

Decine di aziende israeliane hanno preso parte a una fiera parigina all'inizio di questo mese. Eurosatory - come viene chiamato l'evento - è stato organizzato congiuntamente dal ministero della difesa francese e dalla lobby delle armi.

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Alcuni giornalisti hanno aiutato gli espositori israeliani a Parigi suggerendo che le loro nuove armi potrebbero essere utilizzate a Gaza.

Ynet, un sito israeliano, ha affermato che un nuovo drone in mostra a Eurosatory era stato sviluppato "per contrastare la minaccia rappresentata dagli aquiloni incendiari".

Sebbene il drone sia chiamato Firefly, è impossibile credere che si sia improvvisamente materializzato in seguito alla recente scoperta che l'aquilone è il più temibile avversario di Israele. Rafael, l'azienda israeliana dietro la Firefly, non menziona aquiloni o palloncini nella presentazione del suo stand a Eurosatory.

Piuttosto, afferma che il drone sia stato "progettato per la guerra nelle aree urbane", in cui il "nemico è sotto copertura". Come possono gli aquiloni o i palloncini essere considerati "dietro copertura" se volano in bella vista nel cielo blu?

Fox News è altrettanto noto per pubblicizzare le armi di Israele.

Un titolo sul sito web di Fox su un nuovo veicolo blindato israeliano - il Mantis - ne celebra il fascino estetico. Il Mantis sembra sia stato costruito col Lego e viene descritto come "una via di mezzo fra la cabina di pilotaggio di un aereo e un'auto sportiva" e come "un passeggino spaziale".

Accessori alla moda

Le armi vengono occasionalmente ritratte quasi come accessori di moda. "Army Recognition", una rivista specializzata nel commercio di armi, dice ai suoi lettori che i nuovi cannoni israeliani sono disponibili in quattro tonalità, tra cui il "terra piatta scura" e il "grigio cecchino".

Il produttore di queste armi, Israel Weapon Industries, ha fornito i fucili usati per uccidere e mutilare manifestanti disarmati a Gaza negli ultimi mesi. Ma questo fatto non viene mai citato nell'articolo di "Army Recognition".

Il colore delle armi è stato ritenuto più significativo dei crimini da cui i loro produttori cercano di trarre profitto.

I giornalisti che feticizzano le armi israeliane mancano - forse deliberatamente - di indagare su cosa stia realmente accadendo. Tra le questioni che dovrebbero essere analizzate, Israele si vanta di come le sue armi siano "testate sul campo di battaglia" o "provate in combattimento" - eufemismi per dire che sono state usate per uccidere e ferire i palestinesi.

L'ultimo libro di Shir Hever, "La privatizzazione della sicurezza israeliana", fa luce su questa sordida realtà. Hever dimostra come Israele sia diventato sempre più dipendente dalla vendita dei suoi strumenti di oppressione all'estero.

Secondo i dati citati da Hever, un economista di sinistra, viene esportato un fenomenale 80 per cento di tutte le armi prodotte da Israele. Rispetto alla dimensione della popolazione, Israele è il più grande fornitore di armi al mondo.

Le vendite di armi israeliane sono aumentate notevolmente dopo l'operazione "Piombo fuso", il suo attacco a Gaza alla fine del 2008 e all'inizio del 2009.

Desmond Travers, un colonnello irlandese in pensione, faceva parte di una squadra delle Nazioni Unite che conduceva un'inchiesta su quell'offensiva. Sostiene che l'industria israeliana degli armamenti stia cinicamente sfruttando l'uso dei suoi prodotti contro i palestinesi per scopi di marketing.

"Qualsiasi azienda nota per aver provato armi su non combattenti dovrebbe essere preclusa dall'esporre queste armi in paesi aperti e democratici", mi ha detto Travers.

I governi che acquistano dall'industria bellica israeliana stanno permettendo a Israele di convertire in shekel le sofferenze che infligge ai palestinesi. Sicuramente, ciò merita più attenzione delle minacce poste dagli aquiloni e dai palloncini.

 

Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze

 

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