Le parole sono pietre, caccia ad Amira Hass

il manifesto
26.04.2013

http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9345/

Le parole sono pietre, caccia ad Amira Hass

Per la giornalista lanciare sassi è un'azione quasi naturale di fronte all'occupazione. Il sito 972mag.com: «La maggior parte degli israeliani non riconosce ai palestinesi alcun diritto di resistenza». Lei e il suo giornale Haaretz, denunciati alla polizia di Gerusalemme per «istigazione al terrorismo»

di Nicola Perugini, Neve Gordon *

La nota giornalista israeliana Amira Hass, vincitrice di numerosi premi per la sua coraggiosa attività di indagine sull'occupazione israeliana della Palestina, è finita sotto attacco. Il 4 aprile due organizzazioni israeliane hanno chiesto al procuratore generale Yehuda Weinstein di lanciare un'indagine contro Hass, accusandola di fomentare la violenza e il terrorismo nel suo recente articolo «La sintassi interna del lancio di pietre palestinese», pubblicato da Ha'aretz il giorno prima.

                   

Ultima modifica il Domenica, 28 Aprile 2013 11:30

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Gli ebrei della Diaspora devono pronunciarsi nettamente contro la legge israeliana del Ritorno.

Mondoweiss
23.04.2013
http://mondoweiss.net/2013/04/diaspora-against-return.html

 

Gli ebrei della diaspora devono pronunciarsi nettamente contro la Legge israeliana del Diritto al Ritorno.

 

di Sam Bahour

 

Sei nato in un paese, diciamo gli Stati Uniti. Come tale, divieni cittadino di quel paese. Ti viene rilasciato il passaporto dal tuo paese e la cittadinanza che ti permettono di viaggiare in un altro paese, come turista o straniero. Naturalmente puoi fare domanda di residenza o di cittadinanza in un paese straniero sulla base delle loro leggi sull’immigrazione e, se accettata, ti può venire concessa una seconda cittadinanza. Le leggi sull’immigrazione sono complicate, non uniformi e, per i paesi democratici, si danno molto da fare per non essere discriminatorie, in altre parole, a meno che tu non sia ebreo.
             

Ultima modifica il Venerdì, 26 Aprile 2013 12:45

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A Gaza la dignità è il campo di battaglia

Znet Italy
17.04.2013

http://znetitaly.altervista.org/art/10455

A Gaza la dignità è il campo di battaglia

 di Noam Chomsky

12 aprile 2013

Il romanziere svedese Henning Mankell, ci parla di un’esperienza in Mozambico durante gli orrori della guerra civile di 25 anni fa, quando ha visto un giovane uomo che camminava verso di lui con i vestiti stracciati. 

“Ho notato qualche cosa che non dimenticherò fino a quando vivrò,” dice Mankell. “Ho guardato i suoi piedi. Non aveva le scarpe. Invece si era dipinto le scarpe sui piedi. Aveva usato i colori presi nella  terra e nelle radici per sostituire le scarpe.  Si era inventato un modo di mantenere la sua dignità.”
                                                                        Arafat Jaradat

Ultima modifica il Mercoledì, 24 Aprile 2013 13:08

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Quando la negazione dell'esistenza dei palestinesi diventa genocidio

The Electronic Intifada.net
20.04.2013

http://electronicintifada.net/content/when-israeli-denial-palestinian-existence-becomes-genocidal/12388

 

Quando la negazione dell’esistenza dei palestinesi diventa genocidio.

 

Dopo sessantacinque anni, il Presidente israeliano Shimon Peres nega ancora l’esistenza della popolazione indigena della Palestina. 

di Ilan Pappe
 

In una regale intervista concessa alla stampa israeliana in occasione del Giorno dell’Indipendenza dello stato, l’attuale Presidente Shimon Peres ha dichiarato quanto segue:  

“Mi ricordo come tutto è cominciato. L’intero stato di Israele è un millimetro di tutto il Medio Oriente. Un errore statistico, terra sterile e insoddisfacente , paludi a nord, deserto a sud, due laghi, un fiume morto e sopravvalutato. Nessuna risorsa naturale a parte la malaria. Non c’era nulla qui. E ora abbiamo la migliore agricoltura del mondo? Questo è un miracolo: una terra costruita da un popolo”. (Ma’ariv 14 aprile 2013)
                 

Ultima modifica il Martedì, 23 Aprile 2013 18:56

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Palestina: occupazione militare come patologia

Nena News
18.04.2013
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=71695&typeb=0&Palestina-occupazione-militare-come-patologia

Palestina, occupazione militare come patologia

L'ambiguità degli aiuti. Una sanità che dipende dall'esterno ed è inadeguata a fornire servizi essenziali alla popolazione palestinese.

di Angelo Stefanini*

Roma, 18 aprile 2013, Nena News - Sotto occupazione si vive di meno e peggio. Come mostrano studi recenti (Lancet 2012), gli israeliani maschi vivono in media in buona salute otto anni in più (sette per le donne) dei confinanti palestinesi sotto occupazione da 65 anni. Per spiegare questo divario è necessario rifarsi a una complessità di fattori che vanno «dalla persistente colonizzazione israeliana con confisca della terra e costruzione di colonie nel territorio occupato, frammentazione di terre e comunità, mancanza di sicurezza, quotidiane violazioni dei diritti umani, inefficiente amministrazione dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp), e pesante dipendenza dagli aiuti internazionali» (Giacaman, 2009).

        

Ultima modifica il Venerdì, 19 Aprile 2013 11:47

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