Calendario eventi

Stato D'Assedio - Versi e musica per ricordare Mahmud Darwish
Venerdì 17 Aprile 2015 21:00 - 23:00

Comune di Firenze - Biblioteca delle Oblate

Associazione di Amicizia Italo-Palestinese ONLUS
in collaborazione con Il Laboratorio Buonarroti

Vi INVITANO  all'iniziativa

Stato D'Assedio
Versi e musica per ricordare Mahmud Darwish

Venerdì 17 aprile 2015
Ore 21:00
Presso
Biblioteca delle Oblate  - via dell'Oriulo, 26 - Firenze


Verrà presentato il Libro "Stato d'Assedio" di Mahmud Darwish
curato e tradotto da Wasim Dahmash

Interverranno: Wasim Dahmash e Vittorio Biagini

Lettura: Cecilia Gallia e Hakam Malky

Musica: Taisir Masrieh - OUD e Gianni Rubolino - SAX


Mahmoud Darwish nacque nel 1941 nel villaggio di al-Birwa, situato in Alta Galilea a est della città di Akko (Acri).[LINK] Nel 1948 -
durante il primo conflitto arabo-israeliano - I genitori di Mahmoud per sfuggire ai rischi della guerra cercarono rifugio in Libano con
il resto della popolazione, ma furono tra i pochissimi che riuscirono rientrare nel loro paese, illegalmente, dopo appena un anno. Nel
frattempo però la loro terra d'origine era diventata parte dello stato di Israele, i loro beni confiscati.

Da giovane fu arrestato e condannato più volte a pene detentive, per la sua presenza in Israele senza permesso e per aver recitato poesie
sovversive in pubblico. Studiò la lingua ebraica israeliana, perfezionando la conoscenza della sua lingua natia. Cominciò l'attività
pubblicistica a diciannove anni, iscritto all'università non ebbe la possibilità di laurearsi a causa delle interruzioni degli studi nei
periodi trascorsi in prigione, anche se in Unione Sovietica, a Mosca, si costruì nel 1971 una solida preparazione linguistico-letteraria.

Pubblicò la sua prima raccolta di poesie, Foglie d'Ulivo, nel 1964. È un'opera che trasfigura in quadri di forte impatto l'identità
nazionale palestinese. Divennero famose alcune poesie che raccontano la condizione dolorosa e folle dell'esilio. La carriera poetica di
Mahmoud Darwish, dall'epoca della prima pubblicazione, mantiene legami ideali con la lotta armata del popolo palestinese per il ritorno
alla sua terra (l'attività dei gruppi armati cominciò anch'essa nel 1964). La poesia di Darwish assumeva un ruolo di riferimento
collettivo per la causa palestinese.

Fu direttore del quotidiano locale “Ittiḥād” (Unità) fino al 1970. In quell'anno abbandonò definitivamente la Palestina/Israele per un
periodo di studio in Unione Sovietica. Da allora trascorse la sua vita risiedendo per periodi diversi nelle principali città del mondo
arabo: Il Cairo, Beirut, Tunisi, Amman. A Beirut diresse un mensile palestinese (Shuʿūn Filasṭīniyya, "Affari Palestinesi"), quindi
divenne direttore della rivista letteraria palestinese "al-Karmel", pubblicata da un dicastero dell'OLP. Visse per un lungo periodo a
Beirut fino al 1982, quando la città fu assediata dall'esercito israeliano. Darwish dovette abbandonare il Libano insieme allo Stato
Maggiore e al Comitato Esecutivo dell'OLP (l'organo di governo dell'OLP). Dopo un periodo di esilio a Cipro, visse tra Beirut e Parigi.
Lavorò anche al Cairo presso il quotidiano nazionale "al-Ahrām".

La seconda metà degli anni ottanta furono l'epoca del suo maggiore impegno politico. Nel 1987 fu eletto nel Comitato Esecutivo dell'OLP.
Sempre nell'87 Darwish partecipa a Firenze alla rassegna "Poeti del Mediterraneo per la Pace", organizzato dagli Enti locali e dalla
rivista culturale Collettivo R.

Solo nel 1996, dopo 26 anni di esilio, ottenne un permesso per visitare la sua famiglia nello stato di Israele. È nuovamente direttore di
"al-Karmel" (rifondata nel frattempo) ed è stato eletto nel Consiglio Legislativo Palestinese nei Territori, oggi tuttora occupati.

Mahmoud Darwish è morto all'età di 67 anni a Houston (Texas) il 9 agosto 2008, per le complicanze di un delicato intervento al cuore. Già
nel 1984 e nel 1998 aveva subìto delicati interventi al cuore.

Opere:

·         Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine? (S.Marco dei Giustiniani, 2001)

·         Murale (Epoché,2005)

·         La mia ferita è lampada a olio (De Angelis, 2006)

·         Oltre l'ultimo cielo. La Palestina come metafora (Epoché, 2007)

·         Il letto della straniera (Epoché, 2009)

·         Come fiori di mandorlo o più lontano (Epoché, 2010)[3]

·         Francesco Medici - Rita Franceschetti Hoka, Rītā, versi per una ragazza ebrea. Marcel Khalife canta Mahmoud Darwish, Centro
Studi e Ricerche di Orientalistica, 4 aprile 2013.

·         Una trilogia palestinese (Feltrinelli, 2014)

       

       Stato d'Assedio di Darwish Mahmud

Editore: Edizioni Q [www.aseq.it]

 a cura di Wasim Dahmash - pp. 102, Roma

Stato d'assedio (Hàlat Hisàr) è un 'testo', come lo ha definito lo stesso autore, elaborato a Ramallah nel gennaio 2002, nelle settimane
in cui la città era assediata dalle truppe israeliane del generale Ariel Sharon.
Mahmud Darwish, che a Ramallah viveva, si è trovato perciò nella hàla, ossia nella 'condizione' di assediato. Con questo 'testo' il poeta
palestinese non vuole solo descrivere lo stato d'assedio, vuole invece e soprattutto dare corpo alle parole per esprimere la hàla quando
ci si ritrova a essere assediati.
Lo 'stato dell'assedio' nei versi di Darwish va al di là della condizione di vita nella quale si trovano le moltitudini concrete di cui
il poeta è portavoce, di queste esprimendo sentimenti e pensieri. Il risultato è che il 'testo' è formato da frammenti che a volte
risuonano come antichi aforismi, spesso lamenti di solitudine, tutti con al fondo il pensiero della morte che pure percorre l'intera
opera di Darwish.
Sono oggetto di riflessione: la poesia nel suo farsi, la storia, il 'luogo', ossia lo spazio del pensiero, la forza che è impressa
nell'affermazione della propria identità.

Wasim DAHMASH (Damasco 1948) già ricercatore di Lingua e Letteratura Araba (L-OR/12) presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
dell’Università degli Studi di Cagliari. Ha insegnato (1985-2006) Dialettologia Araba all'Università di Roma “La Sapienza”. Ambiti di
ricerca sono principalmente la traduzione letteraria e la dialettologia araba.
Luogo Biblioteca delle Oblate, Via Dell'Oriuolo, 26, 50122 Firenze, Italia