Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus - Firenze
MOBILITAZIONE PER RICORDARE LA NAKBA (CATASTROFE) e per:
DIRITTO AL RITORNO DEI PROFUGHI PALESTINESI
DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE
FINE DELL'APARTHEID ISRAELIANA
FINE DELL'ASSEDIO DI GAZA
FINE DELL'OCCUPAZIONE SIONISTA DELLA PALESTINA
LIBERAZIONE DI TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI
BOICOTTAGGIO, DISINVESTIMENTI SANZIONI CONTRO ISRAELE
Con la risoluzione 181 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite decise, il 27 novembre 1947, la suddivisione della Palestina in due: uno
arabo-palestinese ed uno ebraico.
Le squadre terroristiche ebraiche dell’lrgun e dell’Haganah, oltre alla banda Stern, repressero con massacri, violenze di ogni genere ed il terrore
la ribellione della popolazione araba insorta contro l’arbitrio di tale decisione, dando così inizio ad una pulizia etnica programmata (414.000
abitanti solo nel 1947) che ha avuto un’applicazione ininterrotta lungo tutti i successivi 66 anni.
Decaduto il mandato britannico sulla Palestina, il 15 maggio 1948, le forze sioniste guidate da Ben Gurion autoproclamarono la costituzione dello
stato di Israele e dettero impulso, con il piano Dalet, all'espulsione senza tregua della popolazione palestinese da città villaggi, da villaggi e
dalle campagne.
Una catastrofe immane si abbatté sui palestinesi che videro le proprie case e le proprie terre requisite, interi villaggi – 351- saccheggiati e
completamente cancellati dalla faccia della terra. Tra massacri e violenze di ogni genere, un altro fiume di civili inermi vennero costretti alla
fuga. Circa 805.000 palestinesi, su una popolazione su una popolazione complessiva di circa 1.300.000 abitanti, vennero espulsi dalla loro patria,
inseguiti, derubati e spesso assassinati sulla via della fuga e dell’esilio.
Con la Naqsa (ricaduta) del 1967 altri profughi palestinesi si andarono ad aggiungere a quelli della Nakba del 1948 nei campi di tende dell’UNRWA,
in Cisgiordania, in Libano, in Siria e nella Striscia di Gaza egiziana. Negli stessi campi, sovraffollati, attualmente sopravvivono, in condizioni
di miseria indescrivibile, i circa 5.000.000 discendenti di queste prime pulizie etniche.
Oggigiorno, la repressione militare dell’esercito israeliano di occupazione, l’ininterrotta espropriazione di altre terre palestinesi per la
costruzione del “muro dell’apartheid” o l’edificazione delle colonie ebraiche, la ebraicizzazione di Gerusalemme-est, le infinite azioni di
punizione collettiva con le quali si martirizza la popolazione civile palestinese, hanno lo scopo dichiarato di continuare la pulizia etnica dei
Territori Occupati.
Nella Striscia di Gaza, invece, già martirizzata da ripetute e sanguinose aggressioni militari israeliane che tante stragi di innocenti hanno fatto
nel passato, continua l’assedio disumano con il quale Israele blocca ininterrottamente dal 2007 i rifornimenti di combustibile, di energia, di
alimenti, di farmaci e di tutto ciò che sarebbe necessario alla sopravvivenza della popolazione civile di Gaza.
Tutto ciò avviene con il silenzio complice dei governi europei che nulla fanno per denunciare ed impedire il lento genocidio dei palestinesi a
Gaza. Anzi, essi preferiscono firmare accordi di cooperazione nel campo militare e della ricerca con Israele e stabilire con esso rapporti
privilegiati economici e culturali, dimentichi delle condanne del Tribunale Internazionale di Giustizia de L’Aja e delle risoluzioni delle Nazioni
Unite.
consulta:
http://www.palestineremembered.com
guarda:
https://www.youtube.com/watch?v=tu0KVVxpZvs [www.youtube.com]