TRAGICHE REAZIONI ISRAELIANE ALLA CELEBRAZIONE DELLA NAQBA
E CONSIDERAZIONI SULLE DICHIARAZIONI DI GIORGIO NAPOLITANO

Da Arab Monitor:
-Naqba: anche nel Golan le forze di occupazione di Tel Aviv sparano sui palestinesi, 4 i morti

Tel Aviv, 15 maggio - Stando alla Radio israeliana, dei palestinesi che sul versante siriano della frontiera si sono avvicinati alla barriera di separazione sulle alture occupate dall'entità ebraica, nel Golan siriano all'altezza di Majdal Shams, sono stati colpiti dal fuoco dell'artiglieria israeliana. I palestinesi prendevano parte a una manifestazione per commemorare la Naqba. Stando a Haaretz, quattro persone sarebbero rimaste uccise.
-Naqba: quattro manifestanti palestinesi uccisi da Israele anche sul confine con il Libano
Beirut, 15 maggio - Le truppe di occupazione israeliane hanno sparato su una moltitudine di palestinesi che manifestava in concomitanza della Naqba. I palestinesi hanno cercato di entrare sul suolo della Palestina occupata dal villaggio libanese Maroun a Ras. Quattro persone sono rimaste uccise, i feriti sono almeno una decina.

-Striscia di Gaza: tank israeliani sparano sulla folla che commemora la Naqba
Gaza, 15 maggio - Almeno 45 palestinesi sono rimasti feriti dal fuoco dell'artiglieria israeliana nel nord della striscia di Gaza, quando da Beit Hanoun hanno marciato in ricordo del Naqba verso la barriera di separazione fra il territorio palestinese e l'entità ebraica. Avvicinandosi i carri armati di Tel Aviv hanno aperto il fuoco.
Il Pdci condanna i crimini di Israele nel giorno della Nakba
Oltre venti morti e centinaia di feriti nella giornata che ricorda la Nakba palestinese. Una vera e propria carneficina, quella messa in atto dall'esercito di Israele contro uomini e donne palestinesi colpevoli solo di chiedere quello che la legalità internazionale sulla carta sancisce da anni: il diritto a poter ritornare sulla propria terra.
Questa mattina migliaia di palestinesi erano scesi in piazza affollando le strade vicino ai confini israeliani in Libano, Siria, e Gaza, per protestare contro l'occupazione della Palestina. Non si è fatta attendere la reazione durissima dei soldati israeliani, che hanno aperto il fuoco lasciando sul terreno tantissimi feriti e oltre 20 morti. Evidentemente il recente accordo fra le forze politiche palestinesi e i cambiamenti in atto in Egitto, che rendono meno impermeabile il valico di Rafah, ha portato il Governo di Tel Aviv a dare l'ordine di uccidere senza pietà.
I Comunisti italiani sono immediatamente scesi in piazza insieme ai movimenti e alle associazioni solidari con la Palestina. A poche ore dagli assassinii un sit-in ha portato la protesta del popolo italiano sotto le finestre dell'ambasciata israeliana a Roma. Saremo in piazza anche domani, alle 18 a piazza San Marco a pochi passi dal Campidoglio.
Ma in queste ore non meno colpevoli sono i silenzi. Sconcertante è il silenzio del nostro Presidente della Repubblica, proprio in questi giorni in visita in Israele. Nessuna parola contro l'eccidio, nessuna condanna contro un Governo Nethanyau che si è macchiato oggi dell'ennesimo crimine. Invitiamo il Presidente Napolitano a far sentire la propria autorevole voce chiedendo a Israele il rispetto del diritto internazionale e l'immediato ritiro dai territori palestinesi. Napolitano non si renda complice di uno Stato che fa dell'apartheid verso la popolazione palestinese e araba il suo fondamento.
Sorprende invece di meno l'ennesimo silenzio da parte del Governo Berlusconi, che si è contraddistinto in questi anni per stupidità e per una politica estera del tutto fallimentare. Berlusconi impegnato a salvaguardare i propri interessi ha reso il nostro Paese del tutto estraneo alle dinamiche del Mediterraneo rendendolo complice delle politiche di Israele.
Nessuna parola dal Pd, da Vendola, dall'Italia dei Valori... Infine, semplicemente indegni i silenzi e la disinformazione messa in atto dai Tg della Rai. Il Tg1 ha aperto l'edizione delle 20 dando notizia di
“scontri causati dai palestinesi che avrebbero aggredito i soldati israeliani....”.
Il Pdci si oppone a questa logica, coerentemente con la sua storia, rinnova la piena solidarietà verso la causa palestinese e si impegna in queste ore a far sentire la propria voce con tutti i mezzi a disposizione in difesa di uomini e donne che da troppi decenni vedono negarsi il diritto ad avere una propria patria, una propria terra, una vita degna di essere tale.
Maurizio Musolino
Direzione Nazionale - resp. Medioriente Pdci-Fds

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Il diritto al ritorno e l’autodeterminazione del popolo palestinese non possono continuare ad essere negati da Israele e dalle istituzioni internazionali.
Migliaia di profughi palestinesi dai campi disseminati in Libano, in Siria, a Gaza hanno di nuovo imposto all’agenda politica del Medio Oriente e a livello internazionale la questione palestinese.
La Giornata della rabbia palestinese ha coinciso con l’anniversario della Nakba, l’anniversario della pulizia etnica del’48 da parte del nascente Stato di Israele
Il bilancio provvisorio è di numerosi palestinesi uccisi e feriti, in parte sul confine libanese, in parte lungo quello sirianio e poi su quello di Gaza. Ma incidenti e scontri sono avvenuti anche in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Manifestazioni, nonostante i divieti, sono avvenuti anche tra i palestinesi che vivono in Israele. Tutte le Palestine oggi sono tornate ad essere una sola Palestina in lotta per affermare nuovamente il diritto all’autodeterminazione, ad una pace fondata sulla giustizia e dunque anche sul diritto al ritorno dei profughi palestinesi. A Gaza, per la prima volta in quattro anni, i sostenitori di Fatah e Hamas hanno marciato insieme e i leader di tutte le organizzazioni sono intervenuti insieme nelle manifestazioni. E’ il segno che l’accordo di riconciliazione nazionale sta dando i suoi frutti positivi anche in direzione della resistenza comune all’occupazione israeliana.

Non possiamo non denunciare ancora una volta la complicità delle istituzioni italiane con la politica israeliana. Non solo il governo Berlusconi ma anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si trova in visita in Israele, anche in questo caso si è trovato nel posto sbagliato ed ha rilasciato dichiarazioni sbagliate. Il Presidente Napolitano ha affermato di condividere pienamente la politica del governo Berlusconi su Israele e Palestina e proprio in occasione della giornata della Nakba palestinese ha affermato ''non e' accettabile considerare la fondazione dello Stato di Israele un disastro, al di là delle interpretazioni che nel mondo arabo si danno di quell'evento storico''.
Con le manifestazioni di oggi, la giornata della rabbia palestinese è entrata come protagonista nella Primavera araba e dei movimenti che intendono cambiare l’assetto politico del Medio Oriente. L’occupazione e l’apartheid israeliano non potevano pensare di rimanere immuni al vento che sta cambiando nella regione.
Già domenica pomeriggio attivisti solidali con la Palestina, protagonisti della grande e bella manifestazione di sabato a Roma hanno manifestato davanti all’ambasciata israeliana e chiamano a mobilitarsi nuovamente per lunedì 16 maggio in piazza San Marco alle ore 17.30.
Roma, 15 maggio
Il Forum Palestina