13.04.2012
http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120413/manip2pg/08/manip2pz/321122/

L'atteggiamento delle autorità israeliane verso gli attivisti internazionali si è ulteriormente irrigidito negli ultimi giorni in vista dell'arrivo all'aeroporto di Tel Aviv, previsto domenica prossima, di centinaia di partecipanti all'iniziativa «Benvenuti in Palestina», che intendono recarsi in varie località nella Cisgiordania occupata. Israele ha avvertito che verranno bloccati e subito espulsi.
Con la sua autorizzazione, lo inoltro senza alcuna modifica, con grande preoccupazione ed affetto per Angelo
11.04.2012
"Abbiamo avuto un po' di problemi ad Hebron. Due italiani sono stati arrestati, Loretta Mussi ( presidente in "Un ponte per"). è all'ospedale con una spalla lussata, io sono stato buttato due volte per terra da un soldato e ho preso una testata contro un albero, una donna danese anziana ed un francese sono stati spintonati e siamo stati tutti abbastanza violentemente ricacciati nella gabbia attraverso la quale si passa il posto di blocco che divide la città in due. A un palestinese hanno spruzzato gas urticante negli occhi.
I Coloni si sono comportati piuttosto civilmente: si sono limitati agli sputi, niente pietre.
Tutto è nato da una provocazione: i soldati hanno tentato di arrestare A. e noi abbiamo semplicemente tentato di impedirlo.
Dopodichè la situazione è degenerata. I soldati hanno incominciato a cercare di portar via degli altri e noi a impedirlo. Puro bullismo. Stavamo uscendo dalla scuola dove abbiamo pranzato per fare ritorno al luogo della conferenza.
A un colono che mi ha gridato "Tornatene a casa" ho risposto: "Tornaci tu. Sei nato qui?".
Ci siamo particolarmente infervorati quando abbiamo visto che cominciavano a prendersela con le donne.
Speriamo soltanto che stanotte non ci siano ritorsioni nei confronti degli abitanti della città"
VIDEO: ISRAELI SOLDIERS PUSCING A CPTER
http://www.youtube.com/watch?v=_t2_KByxAHE
International Solidarity Movement
12.04.2012
http://italy.palsolidarity.org/2012/04/12/marco-giorgio-abdellah-e-issa-liberi-subito-stop-illigal-deportation/
I due attivisti non erano assolutamente coinvolti in nessuna azione violenta o in qualsiasi altra azione che potesse mettere in pericolo la vita di qualcuno, erano semplicemente nella pausa pranzo della Conferenza Internazionale della Resistenza Popolare.
Al momento sono minacciati da un ordine di deportazione senza aver avuto la possibilità di conoscere i loro diritti e la loro situazione tramite un incontro con un avvocato ne’ la possibilità di informare persone che erano presenti durante l’accaduto e potrebbero partecipare a un’udienza del tribunale. Non sarebbe la prima volta che Israele applica un ordine di deportazione senza nemmeno un’udienza. Credo che questo genere di politiche che lo stato di Israele applica quotidianamente non rappresentano ciò che una democrazia dovrebbe rappresentare.
Aggiornamento importante riguardo gli arrestati ad Hebron:
Alle ore 13.15 la console Anna Pappalardo ha telefonato alla moglie di Giorgio dicendo che Marco e Giorgio verranno deportati in Italia con il primo volo, senza processo.
Arrestati con l’accusa di partecipazione a manifestazione illegale, quando in realtà non c’era nessuna manifestazione in corso, e violenza sui militari quando invece sono stati solo i militari ad usare violenza sugli internazionali ed i palestinesi che erano di ritorno dalla pausa pranzo in occasione della Conferenza Internazionale..
Il fatto che non vengano sottoposti a giudizio rende il fatto ancora più grave, vi invitiamo a continuare a mandare mail e telefonare. Ringraziamo per la solidarietà espressa e per le mail inviate.
Il numero da chiamare sul posto (in italiano) per ricevere ultieriori informazioni è +970 59 2364644
Il Pane e le Rose
13.04.2012
http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o33459:e1
Come se non bastasse, ci giungono in queste ore altri segnali sintomatici della vera natura di Israele, dalle reazioni delle autorità sioniste alla campagna “Benvenuti in Palestina” che partirà domani.
L'iniziativa prevede l'arrivo all'aeroporto di Tel Aviv di oltre 1500 attivisti e solidali da tutto il mondo. Parola d'ordine: “visitare la Palestina”. Come affermato da uno dei coordinatori palestinesi della spedizione, il Dr. Qumsiyeh, è importante che la comunità internazionale si renda conto che i palestinesi vivono in una grande prigione a cielo aperto controllata dalle forze militari israeliane, ma “anche chi è in prigione ha il diritto di essere visitato”.
Israele ha già annunciato che non permetterà l'ingresso, minacciando le compagnie aree di doversi assumere i costi del rimpatrio. Il ministro della pubblica sicurezza, Yitzhak Aharonovitch, ha affermato che gli attivisti pro-Palestina saranno “accompagnati” in centri di detenzione fin quando non sarà disponibile un volo per riportarli a casa. “Tratterremo i provocatori – ha aggiunto il ministro – nel modo più rapido ed efficiente possibile”. Inoltre i servizi di sicurezza israeliani hanno stilato una black list con 376 nominativi di persone cui non deve essere consentito di imbarcarsi sui voli diretti a Tel Aviv domenica prossima.
Come prevedibile, Israele trova nei governi occidentali, in primis quello italiano, dei “complici” affidabili per coprire la repressione portata avanti contro chiunque si schieri al fianco della causa del popolo palestinese. È apparso un messaggio sul sito “Viaggiare Sicuri” del Ministero degli Esteri italiano che afferma: “Le Autorità israeliane hanno segnalato che in concomitanza con manifestazioni organizzate attorno al 30 Marzo ed al 15 Aprile prossimi, saranno intensificati i controlli all’ingresso in Israele e sono ipotizzabili fermi di sicurezza precauzionali nei confronti dei viaggiatori stranieri.[...] Si raccomanda pertanto ai connazionali di anticipare o posticipare eventuali viaggi in Israele programmati intorno a quelle date”.
A tutto ciò si aggiunge la notizia che la compagnia area tedesca Lufthansa ha inviato una e-mail a ottanta passeggeri, in partenza domani dagli aeroporti di Parigi, Amburgo e Monaco, in cui comunicava che, a seguito del divieto da parte di Israele, i loro biglietti sono stati cancellati.