Saturday, 13 February 2016 16:06
Sabato, Il ministero degli Esteri israeliano, ha detto che Israele ha risolto. dopo settimane di disaccordi diplomatici con l'Unione europea, il contenzioso nato a seguito di una precedente decisione di quest'ultima di etichettare i prodotti fabbricati negli insediamenti ebraici illegali della Cisgiordania occupata da Israele.
Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Emmanuel Nahshon, ha detto che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il capo della politica estera dell'UE Federica Mogherini hanno parlato per telefono ed hanno deciso di superare le differenze tra le due parti.
"Israele e l'Unione europea sono tornati alle [loro] relazioni strette e buone", ha detto Nahshon.
Il portavoce ha aggiunto che Netanyahu e Mogherini avevano concordato l'importanza di mantenere buone relazioni tra Israele e l'Unione europea, in seguito alla decisione di quest'ultima di etichettare i prodotti importati realizzati negli insediamenti ebraici illegali della West Bank.
"Le due parti hanno convenuto che le relazioni dovrebbero essere portate avanti in un clima di fiducia e rispetto reciproco", ha detto Nahshon.
"Il primo ministro Netanyahu ha accolto favorevolmente la posizione dell'UE, che si oppone a qualsiasi boicottaggio contro lo Stato di Israele", ha aggiunto.
Nahshon ha anche detto che Israele ha ricevuto assicurazioni che le decisioni dell’UE non pregiudica l'esito dei futuri negoziati sui confini tra Israele e un futuro Stato palestinese, che devono essere risolti dalle parti stesse.
L'UE è stata bloccata in un lungo contenzioso con Israele in quanto ha definito nuove norme che vietano che beni realizzati su insediamenti ebraici in Cisgiordania potessero essere commercializzati in Stati membri dell'UE con la scritta "Made in Israel".
Lo scorso novembre, l'Unione europea ha incaricato gli Stati membri di marcare i prodotti realizzati negli insediamenti ebraici della Cisgiordania occupata da Israele, Gerusalemme Est e le alture del Golan come "Fatto in insediamenti" invece che "Fatto in Israele".
La divergenza si è intensificata il mese scorso quando i ministri degli esteri dell'Unione Europea hanno approvato una risoluzione a favore della nuova normativa che descrive la costruzione di Israele di insediamenti di soli Ebrei nei Territori Occupati Palestinesi come "illegale".
Israele aveva reagito accusando l'Unione di applicare "doppi standard" e aveva minacciato di bloccare la partecipazione europea a svolgere un ruolo nei futuri negoziati di pace israelo-palestinese.
Tradotto da Marina Maltoni Per Associazione di Amicizia Italo-Palestinese.