Israele, che viola impunemente oltre 50 risoluzioni dell’ONU, si rappresenta come vittima di disinformazione

Stralci dall’articolo “E’ ora di ricordarsi che Israele è la più antica vittima di falsità” di Judith Bergman, sulla newsletter sionista World Israel News del 18 giugno 2017. Da riflettere sul modo disinvolto in cui l’autrice fa del vittimismo tacendo violenza, rapina e deportazioni giustificate con il diritto divino

“Il massiccio sforzo di denigrare uno stato moderno come Israele non ha precedenti, anche se il popolo che ha portato al mondo i Dieci Comandamenti è stato perseguitato ed odiato da sempre. Nel passato i regimi sovietici e nazisti sono stati all’apice dell’odio antisemita. Oggi l’odio si concentra sul moderno Stato di Israele che si vuole qualificare come antisionismo che non è, come affermano i suoi sostenitori, “la legittima critica di Israele” bensì la negazione all’autodeterminazione del popolo ebraico. Quello che gli antisionisti intendono negare agli ebrei lo riconoscono invece agli arabi palestinesi i quali non sono un popolo bensì costituiscono una parte indistinguibile del mondo arabo che dispone già di 22 Stati sovrani che coprono un territorio che corrisponde a 500 volte le dimensioni di Israele e ed una volta e mezza quella degli USA. Dirigenti arabi stessi hanno più volte riconosciuto ciò:

  • In una intervista del 1977 Zahir Muhsein, membro dell’esecutivo dell’ OLP ebbe a dire: “ Il popolo Palestinese non esiste. La creazione di uno stato Palestinese è solo un mezzo per la nostra lotta contro lo stato di Israele. In realtà non vi è differenza tra Giordani, Palestinesi, Siriani e Libanesi”. Lo stesso Arafat era egiziano.
  • Nel 1937 Bey Abdul-Hadi aveva dichiarato alla commissione Peel “Non esiste un paese chiamato Palestina, Palestina è un termine inventato dai sionisti. Non esiste la Palestina nella Bibbia. Il nostro paese per secoli ha fatto parte della Siria.”

Perchè mai dunque insistere a volere uno Stato Palestinese dedicando a questo sforzo miliardi di dollari dei contribuenti quando i Palestinesi stessi ammettono che la loro professata identità Palestinese è falsa?

………..Abbas non ammetterà mai che gli arabi entrarono nella Terra di Israele come colonizzatori nel corso della conquista islamica del 7° secolo, quando la presenza ebraica in quei luoghi datava da 2000 anni. Nel corso dei secoli gli Ebrei lottarono contro ogni difficoltà per riuscire a mantenersi nella loro terra e che le innumerevoli invasioni straniere colpirono pesantemente gli Ebrei di Israele in termini di forzato esilio, schiavitù ed uccisioni per mano degli invasori. Negli ultimi 4 secoli, prima del mandato britannico, la Terra di Israele fu colonizzata dall’impero Ottomano e gli Ebrei che riuscirono a rimanere furono trattati come cittadini di secondo ordine e tassati così pesantemente da render loro la vita impossibile.”

Supposto che questa ricostruzione storica fosse corretta ( e non lo è, vedi “L’invenzione del popolo ebraico” di Shlomo Sand), usando le stesse parole della Bergman si può dire che Israele nei confronti dei Palestinesi sta superando gli ottomani in quanto, oltre a render loro la vita impossibile, li costringe all'esilio.

Shlomo Sand, professore all'Università di Tel Aviv