L’intelligence israeliana irrompe nella casa e minaccia l’Imam di al-Aqsa. David Sheen: la longa manus del sospettato killer di Alex Odeh

Israele minaccia Imam di al-Aqsa

29/4/2020  Gerusalemme occupata – MEMO.    L’intelligence israeliana ha minacciato l’Imam della moschea al-Aqsa, Sheikh Ekrima Sabri, dopo aver fatto irruzione nella sua casa nella Gerusalemme Est occupata.

La minaccia è arrivata dopo che Sabri ha affermato che avrebbe riaperto le porte di al-Aqsa se le forze d’occupazione dovessero continuare a permettere ai coloni di invadere il sito musulmano.

Sabri ha dichiarato all’Agenzia Anadolu: “Le forze d’intelligence israeliane sono venute a casa mia e mi hanno minacciato, dicendo che mi avrebbero ritenuto responsabile di qualsiasi tensione nella moschea di al-Aqsa”.

Ha continuato: “Ho detto loro che sospendere l’accoglienza dei fedeli nella moschea di al-Aqsa non significa in alcun modo che sia permesso ai coloni di entrarvi. Pertanto, se la polizia d’occupazione decide di aprire unilateralmente la Porta al-Mughrabi per i coloni, allora apriremo le porte della moschea ai musulmani”.

Sabri ha sottolineato che “Israele non dovrebbe essere autorizzato a trarre vantaggio dalla pandemia di Coronavirus e tentare di imporre nuove restrizioni sulla moschea di al-Aqsa”.

Il mese scorso, il Dipartimento dei beni religiosi islamici di Gerusalemme ha annunciato di aver sospeso l’entrata per i fedeli musulmani durante le preghiere nella moschea di al-Aqsa, come misura preventiva per frenare la diffusione del COVID-19.

Tre giorni fa, i coloni hanno chiesto alle autorità israeliane il permesso per invadere unilateralmente la moschea di al-Aqsa.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.    http://www.infopal.it/israele-minaccia-imam-di-al-aqsa/

Il piano Trump per Gerusalemme favorisce il killer di Alex Odeh

David Sheen , The Electronic Intifada 21 April 2020

Baruch Ben Yosef è il principale sospettato per l’assassinio di un attivista americano-palestinese Alex Odeh e di essere stato in precedenza la mano destra del rabbino arci-razzista Meir Kahane.

Ben Yosef

Il piano di pace di Trump non solo sancisce le annessioni reclamate da Israele ed affossa definitivamente la possibilità di un decente Stato Palestinese nella Palestina storica. Ma vi è anche un altro aspetto preoccupante.  Il suo proposito di consentire agli ebrei di pregare in quello che è il principale sito santo per i musulmani va a soddisfare una delle richieste decennali di una delle figure politiche più estreme della destra israeliana: Baruch Ben Yosef, che è il principale sospettato per l’assassinio di un attivista per i diritti civili americano-palestinese

In un articolo pubblicato su Intercept lo scorso febbraio, l’autore rivela che Ben Josef, cresciuto a New York come Andy Green, è uno dei maggiori sospettati da parte dell’FBI per una serie di attentati dinamitardi che menomarono ed uccisero cittadini USA sia sulla costa est che su quella ovest degli USA negli anni ‘80. Secondo diversi funzionari, alcuni ancora in attività, altri in pensione, che hanno seguito il caso, Ben Yosef e due altri seguaci di Kahane e cioè Keith Israel Fuchs e Robert Manning, sono sospettati di aver assassinato Odeh l’11 ottobre 1985 collocando una bomba negli uffici dell’American Arab Anti-Discrimination Committee in Santa Ana, California,dove Odeh era dirigente regionale per la costa occidentale.

Ben Yosef ritornò in Israele l’anno seguente e dai primi anni ‘90 è stato il promotore dei diritti di preghiera degli ebrei nella spianata delle moschee, dove risiede la moschea al-Aqsa, terzo luogo santo dell’Islam, ed un’altro gioiello iconico, la Cupola della Roccia ricoperta d’oro.

La gestione della Islamic Waqf              I musulmani si riferiscono alla spianata come al-Haram al-Sharif mentre gli ebrei vi si riferiscono come Monte del Tempio, per via dei templi ebraici che si trovavano in quel medesimo luogo in tempi antichi.

Ma dopo che i romani ebbero distrutto l’’ultmo tempio ebraico duemila anni fa il luogo rimase vacante per 600 anni. Solo allora i musulmani vi costruirono la Cupola della Roccia, oggi immediatamente riconoscibile come il gioiello dello skyline di Gerusalemme. La adiacente moschea al-Aqsa venne ad aggiungersi 10 anni più tardi. Oggi le due strutture e la spianata di 36 acri(14 ettari) su cui poggiano sono considerate un luogo di importanza nazionale per i palestinesi di tutte le fedi.

Quando nella guerra del 1967 Israele occupò la spianata delle moschee, Gerusalemme Est, le alture del Golan, Gaza e la penisola del Sinai, Israele fece issare la sua bandiera sulla Cupola della Roccia ed al suo interno Shlomo Goren, allora rabbino capo dell’esercito, vi stabilì una scuola di letture ebraiche. Nel giro di qualche mese Israele rimosse poi la scuola e gli altri simboli di sovranità.

Negli ultimi 50 anni quei luoghi sono stati gestiti dalla Islamic Waqf (Waqf=ente di carità) organismo controllato alla vicina Giordania, la quale Giordania aveva occupato il territorio dal 1948 al 1967 e resta tuttora responsabile per i luoghi santi in Gerusalemme. Malgrado la tutela nominale giordana della spianata, Israele ne mantiene il pieno controllo, con irruzioni militari, divieti di preghiera ai palestinesi, arresti.

Effetti del "piano"     Il piano Trump di permettere di pregare nel complesso delle moschee porrebbe fine al precario staus-quo del luogo. “Persone di ogni fede dovranno poter pregare sul Monte del Tempio/al-Haram al-Sharif in un modo che sia totalmente rispettoso della loro religione e secondo tempi e festività, così come di altri aspetti religiosi” così è scritto nel “piano”.Se questo aspetto del piano dovesse andare ad effetto, esso soddisferebbe le forze più reazionarie di Israele le quali vedono la garanzia di sicurezza a chi prega come il primo passo verso la espulsione completa dei palestinesi dal luogo, demolizione delle moschee musulmane e costruzione di un nuovo tempio ebraico sulle loro rovine.

Il piano di far saltare la Cupola della Roccia

Gli ebrei tradizionali credono che un tempio ebraico risorgerà sul Monte ed è a ciò che si rivolgono nelle loro preghiere quotidiane, ma la maggior parte delle autorità religiose dicono che tale scenario è destinato ad avvenire per intervento divino e non come risultato di una azione umana.  Invece, per Ben Yosef,la grande maggioranza dei rabbini ultra-ortodossi che rifiutano la chiamata agli ebrei per scalare la spianata delle moschee qui ed ora, mentre essa contiene ancora i due monumenti musulmani, questi rabbini sarebbero “bugiardi, cattivi, diffamatori di Israele” e “quinte colonne”.

Nel 1980 Israele arrestò Ben Yosef e Kahane e li mise sotto detenzione amministrativa per 6 mesi per sospettati, secondo Carmi Gillon, già capo dello Shin-Bet, di piani per far saltare in aria la Cupola della Roccia.

Dieci anni dopo nel 1990, dopo un periodo negli USA,Ben Yosef riprese i suoi tentativi di cacciare i musulmani dal complesso delle moschee, ma stavolta con una strategia più sottile e cioè come attivista-avvocato. Dopo aver ottenutola laurea alla Bar Ilian University, Ben Yosef si mise a sottoporre una serie di istanze contro il governo insistendo per l’accesso degli ebrei al luogo sacro. Iniziò visitando la moschea al-Aqsa ne 1991. Negli anni che seguirono svolse intensa attività di lobbying presso lo Stato e di Israele ed i suoi funzionari di alto grado, compresi rabbini capi, ministri ed anche il primo ministro, richiedendo che agli ebrei venisse concesso di sacrificare animali sulla spianata delle moschee, così come gli israeliti avevano fatto in quel luogo in tempi antichi quando un tempio ebraico si trovava ancora in quel posto.

Diritti di preghiera come grimaldello

Come Ben Yosef ha spesso apertamente ammesso, i diritti di preghiera alla spianata delle moschee non sono che il primo passo verso il completo possesso della spianata e nella sua trasformazione in un luogo sacro esclusivo per gl ebrei, in linea con l’indirizzo kahanista del Temple movement(Movimento del Tempio).

“Pensate a ciò a cui andiamo incontro quando scacceremo questi arabi dal Monte del Tempio. Andiamo incontro ad una jihad con tutto il mondo islamico” disse Ben Yosef nel 1993 nei suoi sforzi di conquistare il luogo agli ebrei “Io v0glio questa prospettiva, perché io so che questo è ciò che Dio vuole”.  Nello stesso anno Ben Yosef e Keith Israel Fuchs anche lui sospettato per l’assassinio di Odeh, fondarono la yeshiva (scuola ebraica) Monte del Tempio, un seminario religioso che teneva le sue lezioni sulla spianata delle moschee. Ben Yosef spiegò che aveva scelto per il seminario la spianata delle moschee per ribadire la rivendicazione unicamente ebraica su quel luogo sacro.

“Nella Torah troviamo versi che dicono che ogni luogo dove poniamo i piedi è nostro” disse Ben Yosef al Jerusalem Post nel febbraio 1994 “Camminarci sopra costituisce una conquista”. La yesshiva si sciolse dopo che Yosef fu imprigionato in detenzione amministrativa, dopo il massacro di 29 musulmani in proghera ad Hebron nella moschea di Abramo, perpetrata dal suo amico e seguace kahanista Baruch Gordstein il 25 febbraio 1994.

Rivoluzone dello status quo

Nel 2009 Ben Yosef lanciò un appello per una critical mass di ebrei per assumere il controllo della spianata delle moschee con la forza.  “Fino a che non avremo portato un migliaio di persone sul Monte del Tempio con sassi e bottiglie, nulla succederà” disse Ben Yosef al notiziario israeliano NRG “Solo se noi siamo un po’ rudi poteremo ottenere quel monte”. Decenni di agitazioni da parte di Ben Yosef e di altri sostenitori del Movimento del Tempio hanno comunciato a dare frutti anche prima che Trump pubblicasse il “piano”. Nel 20119 la polizia israeliana ha cominciato tacitamente a permettere agli ebrei che visitano la spianata delle moschee di pregarvi.

“Preghiere in ebraico vengono recitate giornalmente sul Monte del Tempio con un gran numero di partecipanti e con preghiere pronunciate ad alta voce, una rivoluzione dello status-quo” così il Jerusalem Post nel dicembre scorso.

Oggi la domanda per i diritti ebraici di preghiera sul sito si è allargata molto oltre il gruppo promotore del Movimento del Tempio. In anni recenti anche funzionari dati per laici nel governo Israeliano hanno sposato la causa del pregare ebraico sulla spianata, nell’intento di attenuarne il carattere islamico ed a sminuirne il valore simbolico per i palestinesi di ogni ceto.

Il fatto che l’amministrazione Trump ribadisca il sostegno agli ebrei che chiedono il diritto di pregare nella spianata delle moschee fornisce in modo impressionante la misura dell’influenza dell’estrema destra israeliana sulla Casa Bianca.

A 35 anni dall’assassinio di Alex Odeh su suolo americano, non vi è segno che alcuno dei supposti assassini venga chiamato a rispondere del crimine. Ma c’è di peggio, il governo USA sta ricompensando uno dei sospettati. Appoggiando i disegni Israeliani per la spianata delle moschee, un luogo di fondamentale importanza per i palestinesi, Trump ed il suo entourage si mostrano giocattoli in manelle mani di Ben Yosef. Il sogno da lungo accarezzato di Ben Yosef di spossessare i palestinesi della loro patria viene appoggiato dall’unica superpotenza mondiale. Torna in mente una intervista TV di Ben Yosef di 15 anni fa sul movimento Templare ebraico in un servizio di Zippi Brand, allora giornalista ed ora vicesindaco di Tel Aviv. Le affermazioni di allora non sembrano più implausibili: “Un giorno crolleranno, sì, crolleranno ed allora noi entreremo, sarà questo anno, oppure l’anno venturo o tra 5 o 10 anni, ma questo succederà”

David Sheen è scrittore e regista, vive ad Haifa

Traduz. a cura di Claudio Lombardi per Associazione di Amicizia Italo-Palestinese