I colloqui militari tra Libano e Israele negli Stati Uniti si concludono senza risultati significativi

Il quartier generale del Comando Centrale degli Stati Uniti presso la MacDill Air Force Base, il 6 febbraio 2017 a Tampa, Florida (Mandel Ngan/AFP)

I piani di ritiro israeliani di fatto in stallo da quando è stato firmato l’accordo di giugno tra le due parti

MEE staff

23 ottobre 2026

I colloqui tra funzionari libanesi e israeliani, ospitati dagli Stati Uniti a Tampa, Florida, questa settimana, si sono conclusi senza alcun progresso, ha riportato giovedì The New Arab citando le proprie fonti.

I colloqui tra funzionari libanesi e israeliani, ospitati dagli Stati Uniti a Tampa, in Florida, questa settimana, si sono conclusi senza alcuna svolta, secondo quanto riportato giovedì da The New Arab, citando fonti proprie.

Le discussioni si sono tenute presso il quartier generale del Comando Centrale degli Stati Uniti, il braccio operativo del Pentagono per il Medio Oriente. Esse avvengono mentre Israele ha continuato i suoi attacchi contro il Libano questo mese, effettuando raid aerei e demolizioni di abitazioni nei distretti di Nabatieh, Bint Jbeil e Sidon.

The New Arab ha riferito di aver appreso che vi è stata «intransigenza nelle posizioni israeliane, mentre la parte libanese rimane ferma sulle proprie richieste secondo cui i passi devono essere reciproci».

Anche le Forze Armate Libanesi (LAF), finanziate in gran parte dagli Stati Uniti, hanno respinto il coordinamento diretto tra le forze armate con quelle israeliane, preferendo invece un meccanismo di verifica da parte di terzi che coinvolga le Nazioni Unite e alleati come la Francia.

Israele ha bombardato il Libano in modo sistematico dall’ottobre 2023, dopo che gli attacchi guidati da Hamas contro il sud di Israele hanno infiammato la regione.

Il cessate il fuoco del novembre 2024, mediato dall’ex amministrazione Biden, non è servito a frenare l’insistenza di Israele nel dichiarare di prendere di mira i leader di Hezbollah e i depositi di armi in tutto il Paese, compresa la capitale, Beirut.

Ma è stato solo quest'anno che Israele ha aumentato significativamente le sue operazioni militari, organizzato un'invasione terrestre e occupato lunghe porzioni del sud e dell'est del Libano.

Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro guerra congiunta contro l’Iran il 28 febbraio, spingendo Hezbollah a sferrare attacchi contro Israele in difesa del proprio alleato, Israele ha ucciso più di 4.300 libanesi e causato lo sfollamento di un milione di persone nel Paese.

I funzionari libanesi hanno dato priorità al ritorno degli sfollati nelle loro terre e hanno chiesto agli israeliani un calendario per farlo, ma non ci sono stati sviluppi sulla questione da quando, a giugno, le due parti hanno firmato l’accordo quadro sponsorizzato dagli Stati Uniti.

Progressi bloccati

Il Libano e Israele hanno concordato un accordo quadro trilaterale con l’amministrazione Trump a Washington all’inizio di quest’anno, a seguito di cinque round di colloqui ospitati dal Segretario di Stato Marco Rubio.

I tre paesi hanno tenuto quella che è stata definita una storica cerimonia di firma il 26 giugno.

Rubio ha affermato che si trattava dell’«inizio dell’inizio» nelle dichiarazioni rilasciate ai giornalisti in quell’occasione.

Ha poi aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero stanziato 100 milioni di dollari in «assistenza umanitaria in coordinamento con l’ONU» a favore delle comunità colpite, pur senza specificare se tale importo fosse destinato solo al Libano o anche alle città di confine nel nord di Israele.

Rubio ha dichiarato che le Forze armate libanesi (LAF) sarebbero state «rimborsate» dall’amministrazione Trump per un importo pari a 30 milioni di dollari.

L’accordo quadro ha portato alla creazione del Gruppo di coordinamento militare per il Libano, di cui Washington avrebbe facilitato il funzionamento.

Tuttavia, le «zone pilota» ("pilot zones" ) da cui gli israeliani si erano impegnati a ritirarsi, per consentire alle Forze armate libanesi di assumere il controllo, non sono state ampliate da luglio, con gli israeliani che sostengono che le Forze armate libanesi non abbiano avuto la capacità di disarmare i combattenti di Hezbollah.

Hezbollah, che gli Stati Uniti hanno designato come organizzazione terroristica, è la parte chiave del conflitto che non era rappresentata nei colloqui.

Hezbollah ha rifiutato di avviare discussioni dirette con Israele, ma sembra aver intrattenuto comunicazioni riservate (backchannel communications ) con l’amministrazione Trump.

Il gruppo rimane l’organizzazione militare più potente del Paese e supera di gran lunga le capacità delle Forze Armate Libanesi. È stato costituito negli anni ’80 in risposta all’occupazione illegale del Libano da parte di Israele.

Ha ribadito di non poter deporre le armi fintanto che Israele continuerà a rappresentare una minaccia per il Libano e intanto i funzionari israeliani normalizzano la retorica sull’espansione dei confini di Israele verso nord.

Lebanon-Israel military talks in US end without a breakthrough | Middle East Eye

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese di Firenze ODV