Usa e Onu: “Indagine trasparente sugli omicidi di Ofer”

Nena News, 21.5.2014

http://nena-news.it/israele-usa-e-onu-indagine-trasparente-sugli-omicidi-di-ofer/

 

Dopo la diffusione del video sulla morte dei due giovani palestinesi, Washington e Palazzo di Vetro chiedono a Tel Aviv di spiegare quanto accaduto.

 

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dalla redazione

Gerusalemme, 21 maggio 2014, Nena News – Stati Uniti e Onu pretendono spiegazioni: il video diffuso ieri dall’associazione Defence for Children International ha sortito i primi effetti e alle accuse dell’OLP seguono le richieste della comunità internazionale per indagini chiare e trasparenti.

Il video mostra l’uccisione dei due giovani palestinesi,  Nadim Nuwara e Muhammah Abu al-Thahir, di 15 e 17 anni, centrati al petto e alla schiena dalle pallottole sparate dall’esercito israeliano durante la commemorazione della Nakba, giovedì scorso, fuori dal carcere di Ofer. Le autorità israeliane avevano subito affermato che i due stavano lanciando pietre e rappresentavano una minaccia per i soldati. Ma il video smentisce completamente la versione data: i due non erano impegnati negli scontri, erano disarmati e non stavano compiendo alcun atto violento.

Dopo la diffusione del video la portavoce del Dipartimento di Stato Americano, Jen Psaki, ha fatto sapere che l’amministrazione Obama “sta seguendo da vicino l’incidente e il video. Stiamo cercando ulteriori informazioni dal governo di Israele e chiediamo un’inchiesta veloce e trasparente per fare luce sui fatti, compreso se l’uso della violenza è stato proporzionale alla minaccia rappresentata dai manifestanti o meno”.

Le Nazioni Unite hanno seguito a ruota: l’assistente del segretario generale agli affari politici, Oscar Fernandez-Taranco, ha subito chiesto l’apertura di un fascicolo che faccia chiarezza sugli eventi, dicendosi preoccupato dalle informazioni iniziali “che mostrano come i due palestinesi uccisi fossero entrambi disarmati e non rappresentavano una minaccia diretta”.

Non è la prima volta che l’esercito israeliano utilizza in modo inappropriato la forza, uccidendo e ferendo palestinesi che non rappresentano alcuna minaccia diretta. Pratiche che Amnesty International aveva denunciato pochi mesi fa con il rapporto “Trigger Happy”, grilletto facile, dove parlava di uso sproporzionato della forza da parte di Israele in Cisgiordania. Palestinesi sono stati uccisi e migliaia feriti dal gennaio 2011, quando, scrive Amnesty, “non rappresentavano una minaccia immediata e diretta per i soldati israeliani” dispiegati nella Cisgiordania occupata. “Le forze israeliane, dimostrando disprezzo per la vita umana, hanno ucciso decine di civili palestinesi, tra cui bambini,  con quasi totale impunità”.

Accuse durissime che ora sembrano smuovere anche quella comunità internazionale che ripete come un mantra la necessità di garantire la sicurezza dello Stato di Israele, riconoscendogli da sempre un’impunità troppo vasta. Che stavolta l’omicidio a sangue freddo di due adolescenti abbia smosso anche le alte sfere? Nena News