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Andrew Rettman, Bruxelles, 1. Dicembre
Israele ha detto che potrebbe bloccare gli aiuti UE ai Palestinesi della West Bank come ritorsione contro l'etichettatura dei prodotti degli insediamenti illegali.
Emmanuel Nahshon, un portavoce del ministero degli esteri Israeliano ha affermato il 1 dicembre, secondo Reuters,”L'Unione Europea desidera partecipare ad una serie di progetti...alcuni di questi riguardanti il welfare Palestinese. Tutti questi progetti dobbiamo riesaminarli, se sia il caso di considerare l'UE davvero un partner, dal momento che sta usando misure di discriminazione e di boicottaggio nei confronti dello Stato di Israele”
La dichiarazione fa seguito a quella del 29 novembre che Israele non avrebbe più invitato rappresentanti UE ai colloqui di pace per il Medio Oriente.
“Fino ad una ridefinizione delle relazioni con l'UE il primo ministro ha ordinato la sospensione dei contatti diplomatici con l”UE e suoi rappresentanti su questa materia” cosi' ha detto Nahshon.
Riunioni annullate
Da quando l'UE ha deciso l'11 novembre la etichettatura dei prodotti delle colonie, Israele ha già cancellato due incontri: uno sui diritti umani ed uno sulle organizzazioni internazionali. Inoltre sta rifiutando di stabilire una data per il proseguimento di un incontro, iniziato ai primi di settembre, sui progetti UE nell'area C, quella della West Bank amministrata da Israele.
Ma Nashon ha rimarcato che, a parte le istituzioni UE, Israele continuerà i colloqui sulle iniziative di pace con gli stati leaders dell'UE, citando Germania, Francia, e UK. La Francia e' proponente leader dell'etichettatura. La Gran Bretagna e' stato il primo stato UE ad imporre l'etichettatura nel 2009.
“Questa decisione e' qusi completamente priva di reale significato” ha dichiarato un funzionario Israeliano al quotidiano Israeliano Haaretz, e' come se l'UE dicesse di interrompere le comunicazioni con Israele ma continuasse a mantenere colloqui singolarmente con ciascuno dei suoi ministri”
Anche il servizio estero UE minimizza la disputa. Viene fatto notare che il capo delle relazioni internazionali UE Federica Mogherini si è incontrara con Nethanyau a Parigi lunedi 30 novembre in occasione della conferenza sul clima.
Le relazioni UE-Israele sono buone, ampie e profonde e cosi' continueranno” ha detto la portavoce di Mogherini, Maja Kocijancic.
“Sul processo di pace in MO l'UE lavora e continuerà a lavorare nell'ambito del quartetto [gruppo ONU] con i nostri partners Arabi e con entrambe le parti, Israele e Palestina” dichiara.
Ha aggiunto poi che “Sulla questione etichettatura vi è unità nell'UE”
La Grecia ha comunicato per iscritto ad Israele che non applicherà l'etichettatura, cosi' riportano i media Israeliani.
L'Ungheria e la CDU, partito della cancelliera tedesca Angela Merkel, hanno anch'essi criticato la direttiva UE che l'Ungheria ha definito “inefficente”
E' solo una frazione dell'interscambio
La norma UE prevede che i dettaglianti scrivano “prodotto degli insediamenti Israeliani” o qualcosa di equivalente su vino, prodotti agricoli o cosmetici provenienti dai territori occupati. La norma è intesa verso i consumatori nel senso di “siate informati prima di decidere”. Un funzionario belga faceva notare che l'etichettatura rguarda in realta' una entità minima. La UE importa tra i 100 e i 300 milioni di € all'anno di prodotti degli insediamenti, meno dell'1% dell'interscambio totale con Israele.
Non è poi cosi' vincolante
In teoria, gli stati che non applicano la direttiva potrebbero incorrere in una procedura di infrazione, ma funzionari UE ritengono cio' assai improbabile.
Le azioni precedenti di UK, Belgio e Danimarca hanno indotto alcuni negozi a ritirare i prodotti degli insediamenti, ma non è risultato un un vero e proprio boicottaggio di massa.
“Non so tu, ma io non sto a leggere tutte le etichette dei prodotti che compro. C'e' sempre troppa informazione (calorie, componenti...) e comunque sono scritti troppo piccoli” cosi' il funzionario UE intervistato.
Netanyahu ha incontrato Mogherini a Parigi malgrado le esagitate minacce (Photo: eeas.europa.eu)
(trad. Claudio Lombardi)