Settimana contro l’apartheid in Israele: come fermare l’attivismo in un campus utilizzando false accuse di 'antisemitismo'

Ben White

Thursday 23 February 2017 17:13 UTC

Cancellazione dell’evento degli Amici della Palestina in seguito alle richieste fatte da parte dei gruppi pro-Israele ai propri sostenitori di bombardare le università con proteste.

All'inizio di questa settimana, la University of Central Lancashire (UCLan) ha annullato un evento programmato nell'ambito della "Settimana contro l’apartheid in Israele", sulla base del fatto che essa "violerebbe" una controversa definizione di antisemitismo recentemente approvata dal governo del Regno Unito.

L’ evento , " Denunciare  idee sbagliate sulla Palestina e importanza del BDS", era stato organizzato dagli Amici della Palestina di UCLan ed io ero uno dei relatori.

Ci sono tre aspetti particolarmente preoccupanti in merito a questa decisione presa delle autorità di UCLan.

In primo luogo, gli organizzatori dell'evento - così come i relatori come me - hanno saputo della cancellazione solo leggendone sul sito web Jewish Chronicle. L'università ha escluso gli studenti del gruppo Amici della Palestina da qualunque decisione sull'evento, e non c'è stato alcun tentativo di dialogare con gli organizzatori dopo che sono state sollevate le proteste.

UCLan così  ha abbandonato gli studenti a loro stessi, calpestando il loro diritto alla libertà di espressione – ed andando anche contro la policy dell'università secondo la quale  "il dibattito legittimo e aperto è il modo giusto per i nostri studenti di sfidare punti di vista con cui non sono d'accordo".

In secondo luogo, l'università ha chiaramente ceduto alle pressioni da parte di gruppi esterni pro Israele. Il giorno prima che la cancellazione venisse annunciata, StandWithUs, North West Friends of Israel, e Sussex Friends of Israel  hanno  esortato i loro sostenitori a bombardare l'università di proteste.

Un promemoria su questi gruppi : North West Friends of Israel chiama gli ebrei che criticano Israele "ebrei che si auto-odiano", gli attivisti di Sussex Friends of Israel molestano i manifestanti pacifici, e StandWithUs ha ricevuto fondi dal governo israeliano stesso per minare l’attivismo in solidarietà con la Palestina.

E’stato solo in seguito alla pressione di questi gruppi che le autorità di UCLan hanno ritirato  l'evento - una decisione di cui sono stati informati gli attivisti pro-Israele ancor prima di rilasciare la successiva dichiarazione, ufficiale.

Il terzo inquietante aspetto di questa vicenda è l'affermazione di UCLan che l'evento "viola" una definizione di antisemitismo approvata  del governo e che si riferisce ad un testo formulato dal International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e "formalmente adottato" dal governo del Regno Unito .

Quella frase è importante - la definizione non costituisce una normativa, il che significa che non è chiaro che cosa  voglia dire l'università con la "l’evento proposto non sarebbe legale."

Quale  definizione di antisemitismo?

Inoltre, e soprattutto, i funzionari universitari non hanno ancora detto a me o agli studenti, come sono arrivati a decidere che l'evento avrebbe violato la cosiddetta definizione.

E per quanto riguarda questa definizione? Secondo David Feldman, direttore dell'Istituto Pears per lo Studio sull’antisemitismo, la definizione IHRA è "sconcertantemente imprecisa ", ed inoltre "è portatrice di pericoli" dato che viene accompagnata con una lista di 11 esempi - sette dei quali “hanno a che fare con le critiche a Israele".

"Fondamentalmente", Feldman ha continuato, "c'è il pericolo che l'effetto complessivo sarà di obbligare i critici di Israele a dimostrare che non sono antisemiti." La definizione IHRA è quasi identico a un documento pubblicato nel 2005 da un'agenzia dell'Unione europea come "bozza di lavoro", pronta per essere sostituita con una stesura successiva. Eppure alcuni, come la Campaign Against Antisemitism, sostengono, falsamente,  che alla definizione è stata concessa una sorta di status ufficiale da parte dell'UE.

La definizione, e le sue piccole variazioni, sono state pesantemente criticate per la sua commistione fra autentico antisemitismo e legittima critica ad Israele. Negli Stati Uniti, ai sostenitori della definizione si oppongono gruppi come  American Civil Liberties Union  e Jewish Voice for Peace

Stabilire un precedente

Significativamente, la decisione di UCLan di vietare l'evento della Settimana contro l'Apartheid in Israele, è stata elogiata dal Simon Wiesenthal Center di Los Angeles, che sperava di stabilire un "precedente" e "punto di svolta nella lotta per frenare la demonizzazione [di Israele]."

Il responsabile degli affari governativi del centro, Mark Weitzman, ha accolto con favore la manovra e nella stessa dichiarazione ha affermato che potrebbe avere un "ruolo fondamentale" nell’ottenere dal IHRA -dove ricopre il ruolo di presidente della commissione per l'antisemitismo- l’adozione della definizione. Questi sforzi fatti dagli apologeti del governo israeliano sono pianificati  per avere  due risultati: distrarre dalla continua dislocazione dei palestinesi e dalla colonizzazione della loro terra, e soffocare gli sforzi e le campagne da parte dei palestinesi e dei loro alleati per attirare l'attenzione e la  protesta su tali politiche.

Eppure, mentre irriducibili apologeti di Israele come Michael Gove credono  cheparlare di Israele e di apartheid siano  "discorsi di odio", Palestinesi, israeliani, ed esperti internazionali per i diritti umani hanno a lungo sostenuto che il governo israeliano sta conducendo politiche che creano questa  pratica vietata.

Il Premio Nobel per la Pace Desmond Tutu e l'ex presidente americano Jimmy Carter sono tra coloro che hanno usato la parola 'A'. Come John Dugard, un giurista sudafricano ed ex relatore speciale delle Nazioni Unite ha detto :

"E’ la versione israeliana di un sistema che è stato universalmente condannato."

Secondo la ONG israeliana B’Tselem, il "regime di separazione" creato da Israele nei territori palestinesi occupati (TPO), è "basato sulla discriminazione, vengono applicati due sistemi di diritto separati nella stessa zona e costruiti i diritti degli individui in base alla loro nazionalità."

Il ben noto gruppo per i diritti umani - che ha anche descritto politiche specifiche quali restrizioni di movimento come "pratica di apartheid" - aggiunge: "Questo regime è l'unico del suo genere in tutto il mondo, e ricorda regimi ripugnanti del passato, quali il regime di apartheid in Sud Africa ".

Usare la parola ‘A’ – come viene fatto in Israele

Solo negli ultimi due mesi, il quotidiano israeliano Haaretz ha pubblicato articoli, come: "un altro mattone nel muro dell'apartheid"  e  "Copertura israeliana dell’incidente a Umm al-Hiran è la prova che l'apartheid esiste".

La scorsa settimana, una corrispondente politico di una TV israeliana - in una discussione su una soluzione uno-stato o due stati - ha osservato: "Lasciare le cose così come sono è uno stato di apartheid".

Nel 2010, l'ex Primo Ministro israeliano  Ehud Barak ha dichiarato che "fintanto che in questo territorio ad ovest del fiume Giordano ci sarà una sola entità politica chiamata Israele, questo dovrà essere  o non ebreo, o non democratico". Ha aggiunto: "Se questo blocco di milioni di Palestinesi  non può votare, questo  sarà uno stato di apartheid".

John Kerry ha emesso un simile avvertimento - usando la parola "apartheid" - nel 2014. Ma si noti che lo scenario descritto da Barak non è un ipotetico futuro; in realtà esso descrive lo status quo, dove Israele ha forgiato uno stato che de facto  include milioni di  palestinesi con ristretti diritti di cittadinanza e sotto un governo militare.

Nel 2012, il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale (CERD) ha pubblicato assunzioni schiaccianti, in seguito alla revisione periodica fatta sullo Stato di Israele (a cui, da notare, il governo Netanyahu ha fornito prove). CERD ha esortato Israele "a compiere ogni sforzo per sradicare ogni forma di segregazione tra le comunità ebraiche e non ebraiche" - e questo all'interno della Linea Verde. Il comitato ha anche deplorato "le leggi discriminatorie che in particolare prendono mira i cittadini palestinesi di Israele." Per quanto riguarda la Cisgiordania, inoltre, il CERD ha esortato Israele "a prendere misure immediate per vietare e sradicare tali politiche o pratiche che ... violano le disposizioni di cui all'articolo 3 della Convenzione" - l'articolo che condanna "la segregazione razziale e l'apartheid".

Anche se si  può  non essere d'accordo con tutte le parti sopra citate  - palestinesi, israeliani, esperti internazionali sui diritti umani e altri - che credono che le  politiche di Israele realizzino una forma di apartheid, è inaudito asserire  che tale affermazione è "antisemita".

Eppure questo è esattamente ciò che molti cercano di fare, incluso  il governo israeliano ed i suoi volenterosi alleati qui nel Regno Unito, anche se il governo di Netanyahu e dei suoi  ministri estremisti va  avanti imponendo  gravi violazioni al diritto internazionale ed una legislazione ultranazionalista.

Questo è il motivo per cui la Settimana contro l'Apartheid di Israele è necessaria, e il motivo per cui ci devono essere ostacoli chiari e organizzati nei confronti di  coloro che vogliono mettere a tacere e censurare.

- Ben White è l'autore di “Israeli Apartheid: A Beginner’s Guide  (Apartheid israeliano: Guida per il  principiante)” e “Palestinians in Israel: Segregation, Discrimination and Democracy (Palestinesi in Israele: segregazione, discriminazione e democrazia)”. Scrive per Middle East Monitor ed i suoi articoli sono stati pubblicati da Al Jazeera, al-Araby, Huffington Post, The Electronic Intifada, The Guardian's Comment is Free e altro ancora.

Le opinioni espresse in questo articolo sono di proprietà dell'autore e non riflettono necessariamente la politica editoriale di Middle East Eye.

http://www.middleeasteye.net/columns/israeli-apartheid-week-1588237419

Tradotto da Marina Maltoni per associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus