da: Rémi Brulin,23 ottobre 2019 https://mondoweiss.net/2019/10/it-is-time-to-break-the-silence-on-israeli-terrorist-campaign-in-lebanon-that-killed-100s/
Dal giugno del 1980 vi furono in tutto il Libano una serie di attentati dinamitardi in luoghi con alta concentrazione di palestinesi e siriani. Furono rivendicati da un gruppo che si autodefiniva Fronte per la Liberazione del Libano dagli Stranieri, Front for the Liberation of Lebanon from Foreigners (FLLF). La matrice ricordava a molti palestinesi gli attacchi terroristici lanciati dall’Irgun di Menachem Begin negli anni ‘40 contro i villaggi palestinesi. Nei successivi 3 anni centinaia di palestinesi e cittadini libanesi vennero uccisi da bombe nascoste in cestini, biciclette, auto, camion. Attentati sempre rivendicati da FLLF. Mentre palestinesi e libanesi insistevano che FLLF era solo una finzione che nascondeva Israele ed i suoi alleati della destra cristiana maronita, Israele respingeva tali accuse sostenendo che si trattava di una lotta intestina tra fazioni arabe rivali.
Nel giugno 1980 Helena Cobban, giornalista del Christian Science Monitor scriveva dal Libano come attacchi da parte israeliana alle posizioni palestinesi e della sinistra libanese sia dal mare che dal cielo avvenissero ormai ogni notte. Nel contempo la Cobban esprimeva anche il sospetto di una mano israeliana dietro le autobombe collocare in luoghi con alta popolazione palestinese e siriana. Almeno due di queste erano state rivendicate da un gruppo che si definiva Fronte per la Liberazione del Libano dagli Stranieri(Front for the Liberation of Lebanon from Foreigners (FLLF).
Rompere il silenzio sulla verità censurata dai militari. Nell’agosto 2012 David Remnick sul New Yorker pubblicò un profilo di Meir Dagan, capo del Mossad negli anni ‘80, nella cui carriera correva voce esserci di tutto: autobombe, avvelenamenti, cyberguerra. Prima della invasione del Libano del 1982 Yigal Sarna and Anat Tal-Shir, due giornalisti del quotidiano israeliano Yediot Ahronot avevano indagato sulla possibilità che Dagan fosse a capo di una unità segreta il cui scopo era quello di creare eventi terroristici tali da giustificare una incursione di Israele in Libano, realizzata poi nel 1982. Tale indagine venne però censurata dai militari. Un secondo profilo di Dagan fu pubblicato da Haaretz nel 2016 in cui viene esplicitamente citato il FLLF e da cui risulta che prima della invasione del Libano del 1982 un ufficiale al servizio di Dagan rivelò che “da ordini dell’IDF(esercito israeliano) , sotto il nome di copertura del FLLF, erano stati svolti attacchi mortali contro obiettivi palestinesi e che le vittime includevano molti civili.”
Nel febbraio 2018 Ronen Bargman, al tempo reporter per le questioni militari e di spionaggio per il quotidiano Yedioth Ahronoth ha pubblicato “Alzati ed Uccidi: la storia segreta degli assassinii mirati di Israele” (Rise and Kill First: The Secret History of Israel’s Targeted Assassination).
Bergman con il suo libro “Alzati e uccidi subito”, libreria Barnes and Noble sulla 5^ Strada, 2018
In questo libro dedica diverse pagine a FLLF basate su testimonianze di funzionari ed ufficiali direttamente coinvolti nelle operazioni o al corrente del loro svolgimento. Si conferma come i palestinesi avessero ragione su tutta la linea: il FLLF era un gruppo fittizio creato da ufficali del Mossad per nascondere la mano di Israele nelle azioni dei “terroristi”. Il gruppo era stato creato da Eitan e Dagan nel 1979 con l’obiettivo di “creare caos tra palestinesi e siriani in Libano senza lasciare le impronte di Israele, per dare loro la sensazione di essere costantemente sotto attacco degli uni contro gli altri ed instillare un senso di insicurezza”. Inizialmente il gruppo usava esplosivi nascosti in recipienti per l’olio o per conserve, messi a punto nel Kibbutz Mahanayim. Gli esplosivi provenivano da una unità di smaltimento dell’esercito israeliano.
Il 5 agosto 1981 Menachem Begin divenuto primo ministro, scelse Ariel Sharon come ministro della difesa. Nei successivi 10 mesi, come ampiamente documentato da storici israeliani, il governo Begin si adoperò in operazioni militari da terra e aria per stimolare i palestinesi ad una risposta militare che avrebbe giustificato una offensiva di maggiori dimensioni verso il Libano. Come il libro “Alzati ed Uccidi “ documenta in dettaglio, gli attacchi dinamitardi di FLLF costituirono parte integrante di tale strategia di provocazione. Il nuovo ministro della difesa decise di attivare subito le operazione FLLF e inviò Eitan come suo personale emissario per coordinare l’operazione segreta. Eitan a quel tempo era il suo consigliere per l’”antiterrorismo”
Sharon contava che queste operazioni avrebbero potuto provocare Arafat e spingerlo ad attaccare militarmente Israele la quale avrebbe potuto allora rispondere invadendo il Libano, o Sharon contava almeno che l’OLP facesse delle ritorsioni contro la Falange, e a questo punto Israele sarebbe stata abilitata a saltare dentro il Libano in forze a difendere i Cristiani. Dalla metà di settembre 1981 autobombe scoppiarono regolarmente nei quartieri palestinesi di Beirut e di altre città libanesi:
- 17 settembre fuori della sede OLP e alleati della sinistra libanese a Sidone, 20 morti
- 19 settembre bomba in un cinema di Beirut Ovest, 4 morti
- 1 Ottobre autobomba vicino alla sede OLP, 90 morti, molte altre autobomba vengono trovate e disinnescate
Il FLLF rivendica gli attentati, ma l’OLP accusa Israele che risponde insistendo che gli attentati fanno parte di una guerra tra i diversi gruppi che costituiscono l’OLP. In sole due settimane le bombe FLLF fecero 308 morti e centinaia di feriti.
Nel medesimo tempo agenti israeliani conducevano una intensa campagna di pubbliche relazioni (=hasbara). In questa narrativa gli israeliani erano le principali vittime mentre i palestinesi erano i veri autori del terrorismo, mai le sue vittime. Le indagini di Sarna and Tal-Shire e sul fatto che agenti israeliani stavano conducendo una vasta campagna di terrorismo in Libano furono censurate dai militari e ciò fu decisivo sui fatti seguenti.
La censura rese possibile per i leaders di Israele di sostenere, nel giugno 19982, che l’invasione del Libano era giustificata nel nome della lotta al ”terrorismo”. Da notare che ciò rese possibile a Sharon di intervenire sulle pagine del New York Times nell’agosto 1982 sostenendo che le truppe di Israele “erano salutate in Libano come liberatori per aver cacciato i terroristi che avevano operato violenze e saccheggi nel paese”. Essi avevano seguito la dottrina ebraica della tohar haneshek,“condotta morale della guerra”, sostenne Sharon, una politica che era in “ evidente contrasto con la pratica dell’OLP di attaccare solo obiettivi civili”
Il libro di Ronen Bergman “Alzati e Uccidi” fu pubblicato nel febbraio 2018, accolto assai positivamente dalla critica USA. Bergman ha tenuto conferenze, è stato intervistato di TV e il suo lavoro è stato largamente apprezzato. Tuttavia, dopo 18 mesi, le straordinarie rivelazioni che egli fa non vengono riportate dai media USA.
Di conseguenza negli USA i termini del dibattito pubblico su Israele ei palestinesi ed il terrorismo sono rimasti immutati. I palestinesi continuanio a venire presentati come gli autori e non come le vittime del terrorismo.
La discusione pubblica prosegue come se la campagna stragista FLLF non fosse mai esistita , come se i palestinesi non fossero mai stati le vittime di questa ampa campagna di terrorismo, come se tale campagna non fosse stata diretta dalle maggiori figure politiche israeliano delle ultime decadi, uomini che risolutamente dichiaravano la loro opposizione al terrorismo, uomini che hanno difeso l’uso ripetuto della forza da parte del loro paese con la motivazione della minaccia del terrorismo che essi stessi fomentavano.
E’ tempo di rompere il silenzio sulla campagna di terrorismo di Israele in Libano negli anni ‘80. E’ tempo di rivedere una narrativa che ha portato solo a nuovi morti e nuova violenza e che è stata protetta da un atto di censura. Nel nome della verità storica. Nel nome delle centinaia di vittime dimenticate del FLLF. In nome delle vittime del terrorismo ovunque, indipendentemente dalla identità degli autori
(1) Rémi Brulin, PhD alla Sorbona, già insegnante a New York University, George Washington University, e attualmente al Collegio John Jay di Giustizia Criminale
NdR:
La destabilizzazione del Libano viene alimentata da Israele che sostiene la contrapposizione tra cristiani e musulmani, che nel 1975 sfocia in guerra civile e con con il massacro di Tall el Zaatar nel 1976. Nel 1978 Israele invade il sud del Libano e nel 1982 invade tutto il Libano con l’operazione “Pace in Galilea”. NdR1
Sull’occultamento di fatti e documenti si veda “Il team segreto d’Israele che svuota gli archivi di Stato” su Il Manifesto del 17/2019. Il Malmab, squadra della Difesa, da anni nasconde le prove dell’espulsione palestinese. Lo scopo: minare la credibilità di ricerche storiche attraverso la scomparsa dei documenti declassificati. NdR2
Traduzione e sintesi a cura di Claudio Lombardi di Amicizia Italo-Palestinese