"I libri di testo palestinesi incitano all’odio, la tardiva scoperta della Mogherini" Così titolava il sito della Comunità Ebraica Progetto Dreyfus il 17/5/2019. E poi proseguiva: "
"L’Europa si è accorta che i libri scolastici palestinesi incitano all’odio verso Israele e gli ebrei. Una novità solo per l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli esteri e la sicurezza,Federica Mogherini, che ha annunciato l’avvio di un’indagine. Indagine che fa seguito a uno studio dell’Istituto per il monitoraggio della pace e della tolleranza culturale nell’insegnamento scolastico IMPACT-SE." (IMPACT-SE è un’organizzazione non governativa israeliana di destra(NdR).
"Libri di scuola palestinesi incitano i bambini all’odio per Israele e gli ebrei: il report inedito fa riflettere l’UE" Così ha titolato BET Magazine, sito della Comunità Ebraica di Milano il 14 Giugno 2021, a seguito della indagine UE, proseguendo poi nei seguenti termini:
"Secondo un rapporto inedito commissionato dall’Unione Europea nel 2019 e finora tenuto nascosto al grande pubblico, i libri di testo dell’Autorità Palestinese incoraggiano laviolenza contro gli israeliani, il popolo ebraico e includono messaggi antisemiti. Lo scrive un’inchiesta del Jerusalem Post(quotidiano di centro-destra,NdR)che spiega come la Commissione europea abbia tenuto sotto chiave il rapporto dopo averlo ricevuto dall’Istituto Georg Eckert, con sede in Germania, ente deputato alla ricerca internazionale sui libri di testo. (Georg Eckert Institute for International Textbook Research – Member of the Leibniz Association)."
I libri di testo palestinesi non sono antisemiti. Un nuovo studio confuta inequivocabilmente l’accusa mossa dalle organizzazioni israeliane di destra Questa è invece la valutazione di Assaf David, direttore del cluster di ricerca Israel in the Middle East presso il Van Leer Institute di Gerusalemme (istituzione ebraica), 10 agosto 2021 su Haaretz. Ed ecco le principali argomentazioni di Assaf:
- Un rapporto di 200 pagine dello studio finanziato dall’UE e dedicato interamente all’esame dei libri di testo di una parte del conflitto – la parte vinta – è intrinsecamente imperfetto.
- L’idea stessa di esaminare solo i libri di testo palestinesi secondo criteri analitici rigorosi, ignorando completamente la loro immagine speculare nei libri di testo israeliani, è fondamentalmente tendenziosa.
- In ogni caso, il suo riconoscimento dell’occupazione e della legittimità di resistervi, almeno in modo non violento, spicca come una voce solitaria nel deserto di studi conservatori prodotti da organizzazioni israeliane, guidate da IMPACT-SE, che è una ONG di destra. Sembra che queste organizzazioni non abbiano mai sentito parlare dell’occupazione israeliana nei territori, e quindi non possano riconoscere la legittimità di alcuna forma di resistenza.
- Infine, e forse più importante: i risultati dello studio confutano inequivocabilmente le accuse esagerate e troppo generalizzate delle organizzazioni conservatrici israeliane sull’antisemitismo e sull’incitamento alla violenza nei libri di testo palestinesi.
- Lo studio rivela “numerosi casi [in cui] i libri di testo chiedono tolleranza, pietà, perdono e giustizia” e distingue tra i vari tipi di critica palestinese a Israele e tra i libri di testo in varie materie (come gli studi religiosi).
Da: https://palestinaculturaliberta.org/2021/08/19/no-i-libri-di-testo-palestinesi-non-sono-antisemiti/