Se ne è andato un giusto

https://www.jungewelt.de/artikel/414278.nachruf-ein-gerechter.html

Se ne andato il critico ebraico della politica razzista israeliana: il medico e attivista Prof. Dr. Rolf Verleger è morto l'8 novembre scorso all'età di 70 anni a Lubecca.

Lì aveva insegnato all'università dopo la sua abilitazione in psicologia medica. Era cresciuto in una famiglia religiosa con genitori fuggiti dai campi di concentramento. Questo lo ha plasmato e fatto tornare dopo il “suo” 68 politico alla religione. I suoi ideali non erano Kant o Marx, ma i Rabbi Hillel e Akiba : "Le loro vie, la Torah, sono vie di bontà, e tutte le loro vie sono pace", scrisse in 2017 nel suo libro“ Hundert Jahre Heimatland? (Cent’anni di patria?)“: Sono cresciuto con questa idea. L’ho ricevuta dai miei genitori, pensavo ad essaquando ero a casa o per strada, quando mi sdraiavo la sera e mi alzavo la mattina».

Contribuì a costruire la comunità ebraica di Lubecca integrando i numerosi immigrati ebrei negli anni '90. L'ebraismo della carità e della etica attiva, non quella della nazione o dello stato israeliano era la sua casa.

Questo suo pensiero lo portò a confronto-scontro con il “Consiglio centrale ebraico della Germania”, di cui faceva parte dal 2005. In una lettera aperta criticò aspramente le azioni militari di Israele in Libano (2006) attaccando l'atteggiamento del Consiglio centrale: “È ancora lo stesso ebraismo (...) come il comandamento più importante che il nostro rabbino Akiba chiamò: 'Ama il tuo prossimo come te stesso? Nessuno mi crede oggigiorno, che questo sia il "vero" ebraismo in un momento in cui lo stato ebraico discrimina altre persone, punisce altre persone con responsabilità collettiva, compie omicidi mirati senza processo, fa uccidere dieci libanesi per ogni connazionale ucciso e trasforma distretti interi in rovine. Posso aspettarmi dal Consiglio centrale degli ebrei in Germania che questo almeno sarà visto come un problema.” Non poteva - è stato espulso e perse anche la presidenza nella comunità ebraica di Lubecca.

Verleger ha combattuto per un ebraismo della carità e uno stato in pace con i suoi vicini arabi. Le sue critiche alla politica degli insediamenti, alla violenza dell'esercito di occupazione e dei coloni, alle guerre contro Gaza si sono intensificate con l'escalation della violenza. Non era solo attivo nella »Voce ebraica per una pace giusta in Medio Oriente«, ma anche nella »Società arabo tedesca« e nella »Società tedesco-palestinese«. Nel 2016 fondò l'"Alleanza per porre fine all'occupazione in Palestina", che ora si chiama "Alleanza per la giustizia tra israeliani e palestinesi".

Il politologo Norman Paech lo ricorda: “Ho visto in lui la voce autentica di un giudaismo di riconciliazione e della grande tradizione umanistica ebraica. Non fece campagna contro lo Stato ebraico ( si sentì espressamente "appartenente" ad esso), ma la sua critica alle guerre e agli eccessi di violenza da parte dei governi israeliani fu senza compromessi. Il fatto che non sia più con noi è una perdita incommensurabile non solo per chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui, ma per tutti coloro che lottano per la pace tra i due popoli. Aveva scritto: ‘Il giudaismo, la mia patria, è caduto nelle mani di persone per le quali le persone e la nazione sono valutate più della giustizia e della carità.’ "

E’ molto nota la conversazione con questo giornale sulla connessione costruita tra critica a Israele e antisemitismo (pubblicata nel 2017, anche dalla ns. Associazione):

La dichiarazione della “Voce ebraica per una pace giusta in Medio Oriente”: La perdita di Rolf Verleger, nostro amico, maestro, guida morale e politica è un colpo terribile per tutti noi della “ Voce ebraica”.

Sua figlia gli disse una volta durante il suo conflitto con il Consiglio centrale: Vivi e morirai da giusto".

Shalom Rolf Verleger!

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese