Mappatura del genocidio a Gaza- INTENT, database di 400 dichiarazioni pubbliche da parte di leader israeliani

I corridoi  Netzarim  e Filadelfi a Gaza

L’ultimo rapporto di Forensic Architecture documenta portata ed intento dell’assalto israeliano alla Striscia di Gaza, rafforzando la tesi del Sudafrica davanti alla Corte internazionale di giustizia che accusa Israele del crimine di genocidio.

Di Jeff Wright (1), 28 dicembre 2024, https://mondoweiss.net/2024/12/mapping-the-genocide-in-gaza/?ml_recipient=142058187281925579&ml_link=142058173270853294&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=2024-12-30&utm_campaign=Daily+Headlines+RSS+Automation

In ottobre, Forensic Architecture (FA) ha pubblicato una relazione che documentava meticolosamente i caratteri dell’attacco militare israeliano a Gaza. Un'analisi a tutto campo della condotta dell'esercito israeliano a Gaza dall'ottobre 2023 non solo riporta prove della violenza dell'esercito contro tutti gli aspetti della vita civile: ospedali, scuole, rifugi, siti archeologici e centri religiosi fino a terreni agricoli, pozzi d'acqua, panifici, e la distribuzione degli aiuti: documenta anche come questi fatti, presi nell’insieme, definiscano un modello che dimostra l’intento di realizzare un genocidio.  Il rapporto di FA è il risultato di più di un anno di ricerche in corso sulla condotta dell’esercito israeliano a Gaza ed è stato fornito al team legale del Sud Africa per sostenere la causa presso la Corte internazionale di giustizia che accusa Israele di genocidio. 

Forensic Architecture ha sede presso Goldsmiths, un college dell'Università di Londra.   Composto da persone che lavorano nel campo dell'architettura, del giornalismo, del cinema, del diritto e dell'informatica, il collettivo di ricerca indaga sui crimini di stato. “Siamo l’agenzia forense del popolo”, ha affermato il fondatore, Eyal Weizman, in una recente intervista con Peter Beinart presso la Foundation for Middle East Peace’s Occupied Thoughts- Fondazione per riflessioni di Pace nel Medio Oriente Occupato. "Noi Interroghiamo solo militari, servizi segreti, forze di polizia” ha detto Weizman.

Uno dei rapporti più significativi di FA è il risultato del lavoro svolto con Al-Haq da parte della sua unità investigativa situata a Ramallah. La loro indagine congiunta sulla morte della giornalista Shireen Abu Akleh nel 2022 è risultata in una presentazione passo passo di un’analisi visiva, audio e dimensionale che dimostra innegabilmente che la sua morte è stata un omicidio mirato.

Il rapporto di ottobre di FA consiste di oltre 800 pagine di prove, presentando migliaia di atti ben documentati di violenza militare israeliana, dove la documentazione è organizzata in sei categorie: controllo dello spazio; delocalizzazione della popolazione ; distruzione dell'agricoltura e delle risorse idriche; distruzione delle infrastrutture mediche; distruzione di infrastrutture civili; ostacolo agli aiuti. Queste migliaia di dati sono stati mappati visivamente mediante  l’applicazione A Cartography of Genocide , evidenziando ciò che FA definisce “schemi di ‘incidenti’” sovrapposti. 

La chiave del rapporto è l’argomentazione della FA secondo cui questi schemi di comportameno, presi insieme, possono dimostrare che le azioni di Israele e le numerose dichiarazioni dei suoi leader corrispondono alla definizione di crimine di genocidio. “Tali schemi possono indicare che questi attacchi sono progettati, in modo formale o informale, piuttosto che avvenire in modo casuale o occasionale ”, afferma il rapporto. “Notiamo che le azioni militari sono molteplici [e] possono generare un effetto sinergico, in cui ogni azione aggrava l’effetto di un’altra”.  “Esiste una serie di precedenti legali in cui i giudici accettano che gli schemi di azione siano l’effetto di ordini impartiti”, ha detto Weizman nell’intervista a Beinart. “Quindi non è necessario avere accesso all’archivio dei singoli ordini, cosa che come avvocato vorresti davvero avere. Basa riconoscere gli schemi. E per riconoscerli basa mappare i singoli incidenti nello spazio-tempo e iniziare a vedere la relazione tra loro”.

Un esempio descritto nel rapporto sono gli effetti combinati della distruzione dei terreni agricoli da parte dei militari e della distruzione o del blocco da parte dei militari delle consegne di aiuti alimentari dall’esterno. “Con le fonti di cibo all’interno di Gaza distrutte, il cibo poteva arrivare solo attraverso i checkpoint israeliani, dove la sua distribuzione era controllata e limitata dall’esercito israeliano”, secondo il rapporto. “La distruzione dell’agricoltura a Gaza e l’osacolo agli degli aiuti si sono cumulati e hanno prodotto scarsità di cibo e carestia”.  Nell’intervista di Beinart, Weizman ha detto: “Quali sono le relazioni tra un bulldozer che schiaccia un campo di grano o un campo di ortaggi nella zona est di Gaza, e i soldati che sparano agli aiuti che arrivano attraverso un posto di blocco? Entrambi sono un attacco al cibo. Uno riguarda la sovranità alimentare e l’altro riguarda il cibo che arriva dall’esterno”. Il rapporto e la corrispondente “Cartografia del genocidio” mostrano inoltre come su questi ampi tratti di terreno agricolo “l’esercito israeliano abbia costruito strade, accampamenti temporanei, basi permanenti, linee di fortificazione e posti di blocco” – che, a loro volta, hanno contribuito allo sfollamento dei palestinesi, hanno ridotto lo spazio che i palestinesi possono occupare e hanno inquinato il suolo e le risorse idriche sotterranee.  “Quando si somma la portata dei crimini contro l’umanità e del genocidio…”, ha detto Weizman, “è tutta una questione di relazioni. Il genocidio riguarda le relazioni tra dichiarazioni e azioni, tra intenzioni e conseguenze, tra tutti i diversi tipi di azioni e conseguenze che tra loro si sommano. Ha detto: “Sono prove a un meta-livello, il che significa che sono prove sulle prove…”.  Stratificati uno sull'altro: questi schemi di spostamento ripetuto di  palestinesi, la distruzione dei terreni agricoli e delle infrastrutture mediche e civili, e la limitazione delle consegne di aiuti, dimostrano l’intento che è alla base degli ordini operativi. Il rapporto conclude: “La nostra analisi ha rilevato che questi atti di distruzione non erano casuali, ma seguivano una logica spaziale coerente e chiara”.

Con le sue 800 pagine, il rapporto è un’impresa straordinaria, il risultato di una squadra di investigatori che ha lavorato ininterrottamente per più di un anno per documentare i crimini di Israele a Gaza. La quantità di prove – provenienti dai social media, dai resoconti e dai testimoni sul campo – a volte è stata schiacciante. 

Nell’intervista  con  Beinart, Weizman ha indicato l’effetto cumulativo che questo lavoro può avere sui ricercatori. Ha detto: “Ci sono migliaia di prove che ti arrivano addosso in un caso, e senti di doverle esaminare perché le persone hanno corso il rischio, le persone si sono prese il tempo, … le persone ti dicono delle cose. Anche se è un video, è la registrazione di un momento vissuto da qualcuno... Diamo grande valore a queste cose. Sono le cose più preziose che abbiamo. Quando qualcuno ti manda un messaggio, devi considerarlo.

Weizman ha parlato anche dell’importanza di inquadrare gli atti genocidi di Israele in un contesto storico. “Non è possibile sostenere un caso di genocidio senza comprendere come si forma l’intento genocida attraverso la storia del progetto coloniale/coloniale sionista”. Gli schemi che la FA ha individuato in quello che descrive come “spazio/tempo” tra l’ottobre 2023 e oggi riflettono schemi storici.  Come esempi, Weizman ha indicato le procedure di spostamento dei palestinesi dal nord ricco di agricoltura al sud nel 1948-1949 e come Israele sta nuovamente spostando i palestinesi dal nord di Gaza al sud, sempre più vicino al deserto, e come l’attacco e la limitazione degli aiuti sono una caratteristica di ogni genocidio, così come la tesi dei militari secondo cui le morti civili sono la “sfortunata” conseguenza di un nemico che si nasconde tra i civili.

I lettori potrebbero voler consultare altre due risorse. Lo scorso dicembre la ONG britannica Airwars ha pubblicato un rapporto che tracciava la tipologia e l’intensità dei danni inflitti da Israele ai palestinesi durante i primi 25 giorni della guerra a Gaza. Il rapporto, Patterns of Harm Analysis, confronta il livello di danni civili a Gaza con le campagne militari documentate dall’organizzazione nel corso dei suoi dieci anni di lavoro in altre zone di conflitto intenso e complesso.

Database di 400 dichiarazioni di intenti genocidari da parte di leader israeliani

Law for Palestine, un'organizzazione no-profit per i diritti umani, ha collaborato con Visualizing Palestine per creare la piattaforma INTENT: The Road to Genocide. I lettori possono consultare il database secondo  aree diverse: danni ai civili, fame, infrastrutture e sfollamenti. INTENT documenta oltre 400 dichiarazioni di intenti genocidari nei confroni dei palestinesi rese in occasioni pubbliche o ufficiali  da parte di leader israeliani nell’esercito, nel governo e nella stampa. Le dichiarazioni sono elencate e presentate e  catalogate per Temi, Settori, Persone, riportando per ciascuna dichiarazione  Testo della dichiarazione, Persona che l’ha pronunciata, sua qualifica, data. Il database è agevolmente consultabile  al siti: https://roadtogenocide.law4palestine.org/, https://intent.law4palestine.org/

(1) Jeff Wright è ministro della Chiesa cristiana (Discepoli di Cristo).

Gli attacchi israeliani alle cliniche della fertilità

Rasha Abou Jalal The Electronic Intifada, 26 dicembre 2024, https://electronicintifada.net/content/israeli-attacks-fertility-clinics-destroy-dreams/50247

Il bombardamento dei centri di fertilità a Gaza ha visto distrutti migliaia di sogni di vita familiare. C’erano almeno nove cliniche nella Striscia di Gaza che eseguivano la fecondazione in vitro (IVF), e tutte queste cliniche inviavano embrioni fecondati alla clinica Al Basma. Ma ad aprile, una bomba israeliana ha distrutto la clinica Al Basma e con essa circa 4.000 embrioni congelati, 1.000 campioni di sperma e ovuli non fecondati. Dice Manal, il cui figlio era in incubazione presso Al Basma: “Quello che sta accadendo è un genocidio organizzato contro il popolo palestinese che prende di mira anche generazioni che non sono ancora nate”.

NdR: alle accuse sempre più estese di genocidio Israele ha risposto aumentando di 20 volte il budget per la Hasbara (=propaganda)

Traduzione e sintesi a cura di Claudio Lombardi, Associazione di Amicizia Italo Palestinese