A Glastonbury forte sostegno per la Palestina

Gli artisti musicali Kneecap, Bob Vylan e CMAT hanno usato i loro concerti al festival Glastonbury per invocare libertà per la Palestina, di fronte a unaa folla che sventolava bandiere palestinesi.

The New Arab, 29 giugno 2025

Musicisti da tutto il mondo si sono riuniti questa settimana al festival di Glastonbury, nel Regno Unito, e i titoli dei giornali sono stati dominati dagli artisti che hanno espresso solidarietà pro-Palestina e hanno parlato apertamente contro la guerra di Israele nella Striscia di Gaza.

Il festival, che si tiene nel Somerset, è iniziato mercoledì e termina domenica. Ospita circa 4.000 artisti su 120 palchi, con esibizioni principali di Neil Young, Olivia Rodrigo e Charli XCX.

La BBC, che detiene i diritti di trasmissione del festival dal 1996, si è rifiutata di trasmettere in diretta l'esibizione del trio hip-hop irlandese Kneecap sabato, affermando invece che la loro performance sarà disponibile sulla sua piattaforma di streaming, iPlayer.

In video condivisi sui social media, i Kneecap hanno guidato migliaia di partecipanti al festival nei cori "Free Palestine" sabato, e hanno criticato il Primo Ministro britannico Keir Starmer, che all’inizio della settimana aveva dichiarato che "non sarebbe appropriato" che la band irlandese si esibisse al festival.

Durante l'esibizione, Naoise Ó Cairealláin ha detto:
"Il Primo Ministro del vostro paese, non del mio, ha detto che non voleva che suonassimo, quindi f* Keir Starmer."**

Tra la folla, i partecipanti al festival sventolavano bandiere palestinesi, mentre i membri dei Kneecap indossavano kefiah — simbolo dell'identità palestinese.

Ó Cairealláin ha anche ringraziato gli organizzatori Michael ed Emily Eavis per "aver resistito" e aver permesso loro di esibirsi a Glastonbury, nonostante l’opposizione di politici britannici.

Il gruppo ha inoltre usato la propria esibizione per esprimere solidarietà a Palestine Action, un collettivo fondato nel Regno Unito che ha come principale obiettivo l’azienda produttrice di armi israeliana Elbit Systems presente nel paese.

Il governo britannico ha annunciato la scorsa settimana l’intenzione di bandire il gruppo e di designarlo come entità "terroristica", dopo che alcuni suoi attivisti hanno fatto irruzione in una base RAF nell’Oxfordshire e danneggiato alcuni aerei da guerra.

JJ Ó Dochartaigh, membro dei Kneecap, indossava una maglietta con la scritta "We are all Palestine Action" ("Siamo tutti Palestine Action"), in riferimento al collettivo.

Una appartenente al gruppo di attivisti ha parlato da uno dei palchi del festival dopo essere stata incarcerata per nove mesi.
Francesca Nadin ha parlato delle tattiche del collettivo, che prende di mira aziende produttrici di armi, suscitando applausi dal pubblico.

"Continueremo a lottare finché non saranno tutte sparite," ha detto, riferendosi a tali fabbriche.

Un altro membro dei Kneecap avrebbe anche detto che i fan "dovrebbero iniziare una rivolta", in riferimento alla prossima udienza in tribunale del suo compagno di band, accusato di presunti reati legati al terrorismo per aver sventolato una bandiera di Hezbollah durante un concerto.

Successivamente ha chiarito: "Nessuna rivolta, solo amore e sostegno, e sostegno alla Palestina."

Bob Vylan guida cori anti-Israele

Con sorpresa e divertimento di attivisti e fan della musica online, la BBC ha invece scelto di trasmettere in diretta il duo britannico punk rap Bob Vylan, che ha proposto a sua volta un’esibizione fortemente pro-Palestina.

Durante la performance, il duo londinese ha intonato il consueto coro "Libera, libera la Palestina" rivolto alla folla, tra la quale sventolavano bandiere palestinesi e libanesi.

Poco dopo, però, uno dei membri ha detto:
"Ma avete mai sentito questo?", prima di guidare il pubblico nel coro:
"Morte, morte all’IDF" (le Forze di Difesa Israeliane), riferendosi all'esercito israeliano, responsabile di numerosi omicidi e crimini di guerra contro il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania, specialmente dall’ottobre 2023.

Il cantante Bobby Vylan ha poi intonato:
"Dal fiume al mare, la Palestina deve essere, sarà, inshallah [se Dio vuole] sarà libera."

In risposta, un portavoce della BBC ha dichiarato che l’emittente "condanna fermamente" la performance, definendola "profondamente offensiva". Ha aggiunto inoltre che non sarà disponibile nemmeno sulla piattaforma on-demand.

La Segretaria alla Cultura del Regno Unito, Lisa Nandy, ha affermato di voler "richiedere urgentemente spiegazioni" al Direttore Generale della BBC dopo l'accaduto, aggiungendo di "accogliere con favore la decisione" di non caricare la performance online.

In un'intervista rilasciata domenica a Sky News, il Ministro della Salute Wes Streeting ha definito l’esibizione "orribile", ma ha anche affermato che Israele dovrebbe "rimettere in ordine casa propria" per quanto riguarda la sua condotta a Gaza e nei territori occupati della Cisgiordania.

I commenti dei Bob Vylan sono attualmente oggetto di esame da parte della polizia di Avon e Somerset, che ha dichiarato in un comunicato che i filmati saranno valutati dagli agenti per "determinare se siano stati commessi reati tali da richiedere un’indagine penale."

La polizia ha dichiarato che esaminerà anche i commenti dei Kneecap durante la loro esibizione al Glastonbury.

Venerdì, anche la cantautrice irlandese CMAT ha contribuito a far cantare al pubblico "Libera, libera la Palestina" alla fine del suo set.

La performance della CMAT è stata trasmessa anche dalla BBC.

Le personalità irlandesi, così come il governo irlandese, sono stati tra i critici più espliciti della guerra di Israele a Gaza, spesso tracciando parallelismi con l’occupazione britannica del proprio paese.

I Kneecap sono finiti sui giornali negli ultimi mesi per le loro critiche dirette alla guerra a Gaza da parte di Israele e al genocidio in corso contro i palestinesi, che ha causato la morte di oltre 56.000 persone dal 7 ottobre 2023.

Il trio, acclamato dalla critica, è noto per incorporare la lingua irlandese nella propria musica e per il suo attivismo a favore del repubblicanesimo irlandese. Ha accusato il festival musicale statunitense Coachella, dove si è esibito ad aprile, di aver tentato di censurare il loro messaggio pro-Palestina.

La band è comunque riuscita a proiettare diversi messaggi durante il secondo set al festival californiano, tra cui:
"Israele sta commettendo un genocidio contro il popolo palestinese... con il sostegno del governo statunitense, che arma e finanzia Israele nonostante i suoi crimini di guerra",
e
"F* Israele. Libera la Palestina"** — scatenando un’enorme reazione online e un aumento di interesse per la musica del gruppo irlandese.

 

Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze