21 agosto 2007 ? International Solidarity Movement ? Palsolidarity.org
Sima è una donna palestinese di 35 anni che è stata rilasciata approssimativamente quattro mesi fa dopo due anni e mezzo passati in una prigione israeliana sotterranea. Ha quattro bambini piccoli che vennero lasciati senza i genitori nel periodo in cui lei rimase in carcere, poiché l'esercito israeliano le aveva assassinato il marito poco tempo prima della sua incarcerazione..
21 agosto 2007 ? International Solidarity Movement ? Palsolidarity.org
Sima è una donna palestinese di 35 anni che è stata rilasciata approssimativamente quattro mesi fa dopo due anni e mezzo passati in una prigione israeliana sotterranea. Ha quattro bambini piccoli che vennero lasciati senza i genitori nel periodo in cui lei rimase in carcere, poiché l'esercito israeliano le aveva assassinato il marito poco tempo prima della sua incarcerazione. Alla vigilia del matrimonio di Sima, suo fratello e suo cugino erano usciti per comperare qualche gioiello per lei, come dono di nozze. Il negozio era abbastanza distante dalla casa, così fecero il tratto in macchina con un uomo che era loro sconosciuto. Subito dopo che essi si misero in movimento, l'esercito israeliano fece esplodere la macchina. L'autista, come risultò, era apparentemente collegato con l'ala armata dell'organizzazione di Fatah. L'esercito aveva preso di mira il conducente, benché nessuno avesse avuto conferma su chi fossero gli altri due in macchina. Come risultato, il marito di Sima giurò che si sarebbe fatto giustizia per l'incidente, ma venne assassinato mentre un giorno stava uscendo dalla moschea.
In seguito, l'esercito invase la casa di Sima un gran numero di volte, di notte, per arrestare ed interrogare i membri della famiglia. Arrestarono uno dei suoi fratelli e ritornarono almeno altre due volte per cercare l'altro, che era solo quindicenne, a quei tempi. Alla fine essi portarono via anche Sima e, quando la famiglia domandò ai soldati quale sarebbe stato il destino dei suoi figli, uno dei soldati rispose che c'erano tanti orfanotrofi dove i bambini avrebbero potuto andare.
Durante le prime due settimane, Sima venne tenuta reclusa in isolamento in una stanza di soli 2 metri per 3, nel buio totale. Dopo due settimane di questo trattamento, venne collegata ad una macchina per stampa, ogni giorno, per una settimana, dalle 8 del mattino alle 5 del pomeriggio, con gli elettrodi collegati alle sue dita e costretta a star seduta con le mani stese e il suo corpo premuto sopra. A causa di ciò ora il suo collo ha sviluppato una forma particolare di artrite. Gli inquisitori le dicevano che non avrebbe potuto lavarsi o fare una doccia fino a che non avesse ammesso di aver aiutato suo marito a collaborare con la resistenza. Venne picchiata un gran numero di volte ed alla fine venne trasferita in una cella minuta con altre cinque prigioniere. Il cibo era tanto cattivo che non poté più mangiare nella forma giusta per altri due mesi, dopo che venne rilasciata. Talvolta, dappertutto sul cibo c'erano insetti, ma non c'era altra possibilità che mangiarlo. Una volta, i prigionieri hanno fatto uno sciopero della fame, la cui durata fu di 11 giorni.
Alcuni dei prigionieri si ammalavano gravemente, ma il controllo medico era lento e sporadico, specie per ciò che riguarda il trattamento dentistico, durante il quale venivano usati gli stessi strumenti su pazienti diversi, che passavano di bocca in bocca senza essere stati disinfettati. A uno degli altri prigionieri, di appena 18 anni, che aveva una ferita da un colpo di pistola gravemente infettata, venne rifiutato ogni cura dentistica, tanto che alla fine rimase senza denti perché caddero tutti.
Un'altra volta, Sima poté essere testimone del fatto che a un prigioniero, che era stato punto da uno scorpione, venne rifiutato un qualsiasi trattamento medico anche se, ovviamente , egli stesse soffrendo molto. Sima raccontò anche di un'altra circostanza comune, nella quale i soldati rubavano sistematicamente il denaro portato dai parenti ai prigionieri. Ogni volta che il denaro era stato raccolto in un barattolo dai parenti, specialmente quando il diritto alla visita era stato annullato, cosa che era divenuta spesso regola, il denaro veniva svuotato dai soldati prima che il barattolo, vuoto, venisse consegnato ai prigionieri.
Inoltre, i soldati irroravano con acqua fredda i prigionieri, se il loro stato d'animo era troppo agitato e poi li spruzzavano con gas lacrimogeno. Poiché l'acqua fa sì che il gas lacrimogeno resti attaccato alla pelle, veniva così accentuato l'effetto del gas stesso. I soldati facevano, inoltre, accovacciare i prigionieri lungo una linea, per poter giocare alla ?cavallina?, saltando su di essi.
Durante l'inverno, come forma di tortura, nelle celle i soldati introducevano aria condizionata, mentre in estate mettevano in funzione le stufe, così come costringevano i prigionieri ad inerpicarsi su e giù per le scale nelle loro condizioni già indebolite.
Durante il periodo della sua incarcerazione, Sima venne tradotta in due differenti prigioni sotterranee. Suo fratello, attualmente, è in una prigione sotterranea, la cui localizzazione, negli ultimi 13 anni, non le è stata mai fatta conoscere. Essa è molto contenta di essere riunita con la sua famiglia, tuttavia è facile notare il trauma e le cicatrici che ella deve sopportare. Durante l'intervista è rimasta relativamente equilibrata, anche se è rotta in lacrime in un paio di occasioni. Ora lei sta cercando di far crescere i suoi quattro bambini e trasformare la sua esperienza in qualcosa di positivo. Ultimamente, sta aspettando il prossimo incontro a Shufa con i ?combattenti per la Pace?.