Venerdì 21 Agosto 2009
Il leader nazionale palestinese imprigionato, Ahmad Sa’adat, Segretario generale del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, l’11 agosto è stato trasferito dalla prigione di Asqelon, dove era stato tenuto per un certo numero di mesi, nella prigione di Ramon nel deserto del Negeb. Egli resta in regime di isolamento; nel periodo precedente il suo trasferimento da Asqelon, era stato tenuto dal 1° agosto in una minuscola cella di isolamento delle dimensioni di m.1,40 per m.2,40, dopo essere stato punito per aver comunicato con altri detenuti nell’unità di isolamento.
L’avvocato Buthaina Duqmaq, presidente dell’Associazione per i diritti dei prigionieri e delle persone in stato di arresto, ha riferito che questo trasferimento è un’ulteriore prosecuzione della politica di repressione e di isolamento orchestrata contro Sa’adat dall’amministrazione penitenziaria israeliana, finalizzata a compromettere la sua fermezza e a indebolire la sua salute e la sua leadership nel movimento dei prigionieri.
Sa’adat è stato ripetutamente trasferito da un carcere all’altro e assoggettato a sanzioni, condizioni difficili, isolamento e regime di carcerazione solitaria e diniego di cure mediche. Altri rapporti hanno segnalato che gli sono state negate le visite dell’avvocato al momento del suo trasferimento a Ramon.
L’unità di isolamento del carcere di Ramon è segnalata per essere una delle peggiori del sistema carcerario israeliano in termini di condizioni e ripetute violazioni dei diritti dei detenuti.
Fu sequestrato a forza durante un assedio militare ad una prigione dell’Autorità Palestinese a Gerico, dove era stato detenuto dal 2002 sotto il controllo degli stati Uniti, della Gran Bretagna e dell’Autorità Palestinese.
Mandate messaggi al Comitato Internazionale della Croce Rossa, la cui missione umanitaria ricomprende il controllo delle condizioni dei detenuti, all’indirizzo
Naturalmente queste tattiche non hanno avuto alcun risultato.
I prigionieri palestinesi sono quotidianamente sulle linee del fronte, ad affrontare l’oppressione e i crimini israeliani. Oggi è urgente che noi stiamo con Ahmad Sa’adat e con tutti i prigionieri palestinesi contro questi abusi e per la libertà di tutti i prigionieri e di tutta la Palestina!