PalestinaLibre.org
16.10.2010
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Israele riprende la colonizzazione di Gerusalemme Est,
costruirà 238 abitazioni negli insediamenti ebraici.
di Emergui Sale – Diario El Mundo - Spagna
Il governo israeliano ha messo a bando la costruzione di 238 case in due insediamenti ebraici a Gerusalemme Est.

Secondo i media israeliani, questa volta, le autorità hanno negoziato il piano di costruzione con la Casa Bianca, che ha chiesto una riduzione del numero delle case previste.
La gara si svolge in un momento estremamente delicato, con il rifiuto dei palestinesi di continuare a i negoziati di pace se continua l'espansione degli insediamenti. Il dialogo promosso da Washington e iniziato solo il mese scorso, è in una situazione di stallo poiché il 27 settembre è terminata la moratoria parziale per la costruzione degli insediamenti nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas, che aveva inizialmente accettato incontri quindicinali, non si sono più visti dopo l'incontro a Gerusalemme, un mese fa.
La Lega araba ha recentemente approvato la decisione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) di non continuare i negoziati fino a quando non si fermerà la crescita degli insediamenti.
I mediatori americani stanno cercando di trovare una formula per far riprendere gli incontri diretti e salvare il processo di pace nascente, che mira a porre al conflitto in Medio Oriente con la creazione di uno Stato palestinese indipendente, in un anno.
(tradotto da barbara gagliardi)
Secondo il quotidiano "Yedioth Aharonot", il Ministero israeliano dell'edilizia ha approvato ieri la gara per la costruzione di circa 4.000 case, tra le quali 158 nella colonia di Ramot e altre 80 in quella di Pisgat Zeev, entrambe situate a est della Linea Verde, in un territorio occupato da Israele dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967. Israele le considera quartieri di Gerusalemme dopo aver annesso la parte orientale della città nel 1980.
Questo è il primo annuncio di nuove costruzioni nella parte occupata della città, dopo la crisi con gli Stati Uniti scoppiata a marzo durante la visita del paese del vicepresidente statunitense Joe Biden quando Israele annunciò 1.600 case nuove.