Isrtaele legalizza avamposti nella West Bank

Ma’an News Agency
01.03.2011
http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=364398

Report: Israele si propone di legalizzare decine di avamposti

 TEL AVIV, Israele (Ma'an) – Martedì, i media israeliani, citando funzionari dell'esercito, hanno riferito che Israele è orientato a "smantellare immediatamente tutti gli insediamenti illegali costruiti su terreni di proprietà privata palestinese."
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Il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito che la decisione sarebbe quella di legalizzare altri avamposti, per i quali è stato stabilito che sorgono su "terre dello stato". 

 

 

L'annuncio è arrivato ore dopo che le truppe israeliane hanno buttato giù due capannoni in un avamposto vicino Havat Gilad, un insediamento illegale nella Cisgiordania settentrionale, vicino a Nablus. 

La distruzione delle strutture ha scatenato la rabbia di una comunità di coloni, costringendo militari e polizia a chiudere le strade nel nord della Cisgiordania, mentre a Gerusalemme sono scoppiate proteste a sostegno dei coloni ed è iniziata una serie di atti di vandalismo contro i palestinesi e i loro beni. 

Secondo Haaretz, la decisione sarà sottoposta alla Corte di Giustizia in risposta a 15 petizioni che chiedevano la demolizione degli avamposti. Si è detto che la decisione riguarda tre avamposti abitati da circa 100 famiglie. 

In particolare, la decisione non influirà sulla casa di proprietà dell'ufficiale dell'esercito Eliraz Peretz, ucciso, a seguito di un'eccezione fatta dal primo ministro Benjamin Netanyahu. 

La stessa decisione ha messo in moto un piano per legalizzare altri avamposti. Secondo le ONG e i gruppi di controllo, ci sono circa 100 insediamenti in Cisgiordania. 

Dai numeri forniti da Peace Now risulterebbe che, in base alla legge israeliana, contro tre smantellati ne potrebbero venire legalizzati 97. 

Secondo il diritto internazionale, è illegale introdurre popolazioni civili nel territorio occupato. Tutti gli insediamenti israeliani e gli avamposti violano la Quarta Convenzione di Ginevra. 

Gli insediamenti scelti per la legalizzazione sono quelli per i quali Israele ha stabilito che sono stati costruiti su "terra dello stato", che secondo le indagini e le relazioni di vari gruppi e ONG, compresa Peace Now, risulta essere terra confiscata ai villaggi della Cisgiordania e storicamente utilizzata per l'agricoltura dalle comunità. 

Secondo un rapporto di Peace Now del 2006, oltre il 50 per cento degli insediamenti sono stati costruiti su terre dichiarate statali con effetto retroattivo. Le zone della Cisgiordania occupata sono spesso dichiarate terreno statale se non sono formalmente registrate come proprietà privata o, ai sensi del diritto ottomano, se non sono state coltivate per tre anni. 

Sotto il Mandato britannico aveva avuto inizio il processo di registrazione delle terre, continuato poi sotto il governo giordano, ma esso è stato fermato successivamente da un'ingiunzione emessa da parte di Israele quando il suo esercito ha occupato la Cisgiordania nel 1967. 

(tradotto da barbara gagliardi)