Incontro di calcio a Hebron

La Gazzatta dello Sport
14.06.2011
http://archiviostorico.gazzetta.it/2011/giugno/14/Quel_della_Palestina_per_pace_ga_10_110614033.shtml

Quel 3-0 della Palestina, per la pace

Festa e sconfitta per gli azzurrini. Salim, due gol e un sogno: «Il Barça»

di TIZIANA BOTTAZZO

HEBRON (Palestina) «Hanno pianto a fine partita», svela commosso Giorgio Veneri, il tecnico della Rappresentativa di Lega Pro Under 20 che domenica ha giocato una partita straordinaria, storica, contro la Nazionale Olimpica di Palestina. Un pianto denso di emozione e paura. Sui tetti della case che circondavano lo stadio di Dura (11 chilometri da Hebron) stavano decine di guardie armate, allerta per proteggere le squadre e le 25 mila persone che hanno gremito lo stadio ancora non ultimato, ma inaugurato con questa partita. «Ammetto, quelle armi mi hanno messo paura, anche tutti quei militari che si muovevano tesi, mitra in pugno, tra donne e bambini», racconta Stefano Furno, esterno destro del Benevento, che mai avrebbe pensato di essere protagonista di «una missione di pace».

                               calcio a dura

 

Una partita speciale Gli azzurri sono stati la prima formazione occidentale a sfidare la Nazionale Palestinese. Un piccolo passo avanti nella road map di pace sportiva che sta portando avanti il Cio, con il suo vicepresidente Mario Pescante. Un vento che ha scosso la Palestina per tre giorni, coinvolgendo il presidente Abu Mazen, il primo ministro Salam Fayyad, ovviamente il presidente della Lega calcio Jibril Rajoub, reduce da 17 anni di prigionia nella carceri israeliane e primo sponsor del calcio come mezzo di comunicazione nel dialogo di pace con Israele. «Dalla tv non si capisce la reale situazione di questa gente», racconta Stefano Manzo, centrocampista del Gavorrano, impressionato da un gruppo di ragazzini impazziti di gioia nel ritrovarsi la squadra italiana passeggiare per il loro campo profughi, delimitato dal feroce muro israeliano che spezza famiglie e umilia i palestinesi in attese di ore ai varchi. Check point Sono tutti giovanissimi i militari ai check point dove i Palestrinesi possono transitare: coetanei dei 18 azzurri che, lo sguardo attento e impressionato, hanno conosciuto Betlemme, Gerusalemme, Ramallah, Hebron. Non hanno giocato bene i nostri, sconfitti 3-0: «Sì, l' emozione ci ha tagliato le gambe», ammette Furno. Kalid Salim, che di gol ne ha segnati due, ha la stravaganza di Mario Balotelli, ma alle spalle un' adolescenza vissuta nel campo profughi di Tulkarem, a nord della Palestina, otto fra sorelle e fratelli e il padre lavora a stento: «Il mio sogno? Un giorno al Barcellona», confessa raccontando come spesso non riesce a raggiungere la squadra per giocare, bloccato forse volutamente ai check point. Tornerà a sfidarci a settembre, quando l' Olimpica Palestinese verrà in Italia. Dirigenti e tecnici potranno usufruire dei corsi a Coverciano, come previsto dall' accordo tra il presidente di Lega Pro, Macalli, e il presidente Rojoub: «Il massimo sarebbe un triangolare anche con Israele - aggiunge Pescante - ce la faremo. Lo sport può farcela». **** STORICA PARTITA A HEBRON La Nazionale Under 20 di Lega Pro ha affrontato domenica la Nazionale Olimpica Palestinese a Dura, 11 chilometri da Hebron, perdendo 3-0. E' la prima volta che i palestinesi hanno giocato contro una rivale occidentale. Pace La squadra italiana è stata scelta per l' impegno del vicepresidente del Cio Mario Pescante nel perseguire la road map di pace «sportiva» fra Palestina e Israele. A settembre la storica conclusione

Bottazzo Tiziana