Al-Oufok.net
28.07.2011
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Mahmoud Abbas fa appello a una “resistenza popolare”
“Assawara” – Redazione
Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha dichiarato ieri la sua determinazione di andare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per chiedere l'adesione dello Stato della Palestina, nonostante gli avvertimenti di Israele e le minacce di Washington di usare il veto. Abbas ha chiamato per la più larga possibile «resistenza popolare» per sostenere il tentativo palestinese alle Nazioni Unite a settembre prossimo.
In un discorso durante una riunione del consiglio centrale dell'OLP, tenutasi nella sede presidenziale palestinese a Ramallah, Abbas ha detto: «Andremo al Consiglio di Sicurezza e consegneremo la richiesta di riconoscimento al segretario generale delle Nazioni Unite (Ban Ki-moon), dopo di che si avvieranno le procedure».
Abbas ha aggiunto: «l’abbiamo detto diverse volte che la nostra prima e seconda e terza scelta è data sempre dal negoziato. Ma dopo il fallimento del quartetto a gettare le basi per i negoziati sulla base della cessazione della colonizzazione e sul riferimento ai confini del 1967 per il futuro Stato Palestinese è ormai troppo tardi per i negoziati». Abbas ha ripetuto che «è troppo tardi, non c'è tempo. Stiamo andando alle Nazioni Unite”. Esso ha sottolineato al tempo stesso che « Andare alle Nazioni Unite e il Consiglio di sicurezza non è una sostituzione ai negoziati, è il nostro diritto e se le trattative non sono andati avanti la colpa non è la nostra, è la colpa di altri».
Continua “Andremo alle Nazioni Unite dove 122 stati riconoscono già lo Stato Palestinese sui confini del 1967 e continueremo i nostri sforzi per avere altri riconoscimenti e chiederemo di votare in nostro favore».
Abbas ha sostenuro che la leadership palestinese «non ha ricevuto un netto rifiuto dell’USA ma ha sentito parlare dal rifiuto tramite mediatori. Non vogliamo scontrarci con gli USA ma vogliamo coordinare la nostra posizione insieme a loro».
Abu Mazen ha sottolineato che le minacce di annullare l'accordo di Oslo «non porterà la leadership palestinese a ritornare sulla sua decisione». Egli ha anche invitato alla «resistenza popolare e di larga scala contro l'occupazione, gli insediamenti e il muro definitivo di separazione » affermando: «Ci sono coloro che dicono che noi siamo contro la Resistenza Popolare ... Noi siamo con la resistenza popolare, ma la resistenza non è un solo slogan perché quello che sta succedendo nei villaggi vicino al muro è una mesta manifestazione periodica poco partecipata”.
Poi: “nel prossimo futuro vogliamo un lavoro che sia coordinato in tutto il mondo. Questo è ciò che abbiamo detto agli ambasciatori arabi qui e lo diremo ai nostri fratelli nelle varie organizzazioni popolari e politiche.. Questa è l'occasione per alzare la nostra voce al mondo e dire di sì, vogliamo il nostro diritto, né di più né di meno”.
E così Abbas ha ripetuto un appello lanciato, la settimana scorsa, da un alto funzionario di Fatah, Marwan Barghouti, appellandosi ai palestinesi in patria e all'estero di organizzare manifestazioni con milioni di persone per dare supporto alla “battaglia di settembre”.
D'altra parte, il leader del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Kayed al-Ghoul ha richiesto l’incontro dell’(Alto Comitato Delle Fazioni Politiche in Palestina) per discutere sulla riconciliazione palestinese e di come possa essere attivata e applicata sul campo, aggiungendo di avere informato l'Egitto e la Lega araba di questa sua richiesta.
Egli ha sottolineato che gli argomenti che debbano essere discussi durante questo incontro sono la nomina del Primo Ministro e dei membri del governo di unità palestinese e di trovare soluzioni a tutte le questioni riguardanti la riconciliazione e la formazione di una commissione per affrontare tutte le questioni in sospeso.
Tutto questo avviene nello stesso tempo nel quale un ufficiale della commissione elettorale centrale comunica che il governo palestinese ha deciso di indire le elezioni municipali in Cisgiordania il 22 ottobre (cioè dopo la richiesta di riconoscimento). L’ufficiale ha detto anche che la commissione elettorale centrale ha inviato una lettera al governo dicendo che «non è possibile prepararsi per le elezioni nella Striscia di Gaza a causa della chiusura continua degli uffici della Commissione e a causa dell’impedimento ai dipendenti di lavorare e la confisca delle auto imposto da Hamas ... abbiamo chiarito al governo che i nostri preparativi per le elezioni in Cisgiordania sono pronti ma la decisione di fare elezioni in conformità alla legge è una decisione del governo e non della Commissione elettorale, che ha il compito della preparazione e la supervisione delle elezioni».
Le elezioni municipali dovevano essere fatte nel mese di luglio 2011 (ciò questo mese) ma due mesi fa (a maggio) il governo ha deciso di rinviarle ad un'altra data per poter organizzarle simultaneamente sia nella West Bank che nella Striscia di Gaza. (Il governo ha deciso ieri di fare le elezioni il 22 ottobre)
In questo momento, fonti di Fatah hanno annunciato che Dahlan, ex membro del Comitato centrale del movimento, verrà inviato alla procura centrale e alla commissione anticorruzione dopo che la corte del movimento ha rifiutato il suo ricorso contro la decisione Abbas di espellerlo.
Un membro del Comitato centrale del movimento Fatah ha detto «il comitato centrale di Fatah ha deciso di inviare i fascicoli – finanziari e penali - di Dahlan al sistema giudiziario palestinese tramite la procura centrale e la commissione anticorruzione nei prossimi giorni».
(tradotto da bilal murrar)