Netanyahu: Gilo non è una colonia, ma un quartire ebraico

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30.09.2011
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Netanyahu: Gilo non è una colonia, ma un quartiere ebraico

di Marta Fortunato,
 
“Gilo non è una colonia, e nemmeno un avamposto. Gilo è un quartiere nel cuore di Gerusalemme, a soli cinque minuti di macchina dal centro” ha dichiarato Mark Regev, portavoce del primo ministro Benjamin Netanyahu – in ogni piano di pace pensato negli ultimi 18 anni, Gilo rimane una parte integrale della Gerusalemme ebraica”. 
                                    giloa


Per il governo di Israele quindi non c'è nessuna contraddizione l'approvazione di 1100 nuove unità abitative e il desiderio di portare avanti il processo di pace di due stati per due popoli.

Dal momento in cui Israele ha occupato ed annesso unilateralmente Gerusalemme, la città santa è stata circondata da una serie di colonie israeliane volte a rafforzare il controllo della città. L'enorme insediamento di Gilo, che conta una popolazione di quasi 50.000 persone, illegale dal punto di vista del diritto internazionale, sorge al di là della Linea Verde, vicino alla città di Betlemme, su terre rubate ai palestinesi.

“La decisione di Israele (di approvare la costruzione di 1100 nuove case, ndr) fa sorgere dubbi sulle sincerità delle sue intenzioni. Si tratta di una grave violazione del diritto internazionale e non è accettabile” ha dichiarato il Ministro degli Esteri turco – Il fatto che Israele continui senza sosta a costruire colonie illegale non fa che confermare il fatto che la scelta palestinese di rivolgersi all'ONU è del tutto giustificata ed opportuna”.

La nuova manovra di Netanyahu è stata criticata, almeno a parole, da Stati Uniti, Europa e stati arabi, i quali l'hanno considerata come un ulteriore ostacolo ai possibili negoziati di pace.

“Un simile gesto da parte israeliana riflette l'intenzione dello stato di continuare con la sua politica provocatoria a dispetto del consenso internazionale sull'illegittimità delle attività di colonizzazione” ha affermato Mohammed Amr, Ministro degli Esteri egiziano.

Quello a cui si sta assistendo in questi decenni è il tentativo di “giudaizzazione” della città divisa, con azioni e leggi volte a separare Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania.

Una città contesa tra i suoi 790mila abitanti: secondo le statistiche ufficiali israeliani, 492mila sono ebrei, 273mila musulmani e 15mila cristiani. E quasi 200.000 ebrei vivono a Gerusalemme Est. Senza dimenticare che ci sono oltre 150mila residenti che sono stati isolati da Gerusalemme dal Muro di Separazione e che non vengono tenuti in considerazione nelle statistiche ufficiali.