Gerusalemme: la destra israeliana a caccia dello scontro

AIC - Alternative Information Center
23.02.2012
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Gerusalemme, destra israeliana a caccia dello scontro

di  Sergio Yahni
 

Graffiti “Price tag” (campagna ufficiosa dei coloni contro le demolizioni in alcuni outpost illegali in Cisgiordania) sulle mura di un chiesa battista a Gerusalemme domenica scorsa sono solo l’ultimo atto di una serie di vessazioni contro istituzioni cristiane e musulmane negli ultimi due mesi. 

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La Spianata delle Moschee a Gerusalemme (Foto: Emma Mancini, AIC) 

 

Solo nelle scorse due settimane sono state attaccate la scuola bilingue arabo-ebraica a Sud di Gerusalemme e due chiese. Domenica 19 febbraio, giovani musulmani si sono scontrati con le forze di polizia israeliane a Haram al Sharif (il Monte del Tempio, Spianata delle Moschee, ndr) durante la visita di un gruppo di turisti scortati dalla sicurezza, dopo che un sito web della destra israeliana, Har Habayit Shelanu (“Il Monte del Tempio è nostro”, in ebraico) chiamava gli ebrei a prendersi il sito di Haram al Sharif. Il sito riportava un annuncio dei movimenti Monte del Tempio e Il Tempio che dichiarava domenica 19 febbraio “il giorno del pellegrinaggio di massa per rafforzare la sovranità ebraica sul Monte del Tempio”. Come risposta, nell’ultima preghiera musulmana del venerdì precedente il 19, sono stati mossi appelli a manifestare ad Haram al Sharif la domenica successiva. 

Secondo il sopra menzionato sito web, il parlamentare della Knesset Ori Ariel avrebbe partecipato all’evento. Una settimana prima, la polizia aveva impedito a Moshe Feiglin, membro di estrema destra del partito Likud (candidato alle primarie nelle scorse settimane contro Netanyahu, ndr) dal mettere piede ad Haram al Sharif. 

Negli scontri verificatisi domenica 19, diciotto palestinesi sono stati arrestati. 

Tra gli attivisti di destra israeliani c’è chi giudica quella del sito Har Habayit Shelanu una provocazione. Tuttavia, anche le organizzazioni considerate moderate chiedono spesso un cambiamento dello status quo ad Haram al Sharif. In un editoriale del 13 febbraio, un organizzazione americana sionista chiedeva al governo israeliano di fermare la discriminazione contro gli ebrei nel Monte del Tempio e di garantire loro il diritto a pregare nel sito. 

Secondo l’organizzazione, “il Monte del Tempio, e non il Muro del Pianto, è il più importante luogo sacro per gli ebrei”. L’associazione ha aggiunto che “un ebreo che comprende il significato di Gerusalemme e del Monte del Tempio non può restare in silenzio e permettere ai musulmani di impossessarsi di quello che appartiene per legge agli ebrei”. 

Inoltre, il Women’s Forum for the Temple, guidato da Einat Ziv e Rivka Shimon, organizza un pellegrinaggio di donne due volte al mese a Haram al Sharif. In risposta a tale iniziativa, i leader religiosi musulmani hanno chiesto alle donne musulmane di entrare nel sito e proteggerlo. 

Il ministro degli Esteri giordano, Nasser Judeh, ha parlato degli scontri di domenica affermando che le azioni degli estremisti israeliani e dei parlamentari della Knesset sono pericolose provocazioni che feriscono i sentimenti di tutti i musulmani. Sheikh Yusuf al Qaradawi, capo dell’Unione Internazionale degli Studenti Musulmani, ha denunciato i tentativi israeliani di alterare lo status quo locale e ha chiamato i musulmani a organizzarsi per difendere il luogo sacro. In un editoriale pubblicato lunedì, Sheikh sottolinea che Haram al Sharif è la linea rossa e che i musulmani non possono restare fermi e calmi se viene attaccato. 

Tradotto in italiano da Emma Mancini (Alternative Information Center)