Nena News
31.08.2012
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=33433&typeb=0&Donne-palestinesi-per-loro-divorziare-sara-piu-facile-
Donne palestinesi, per loro divorziare sarà più facile
I religiosi accettano di accogliere in numero maggiore le richieste di divorzio delle donne. Gli uomini pero' conserveranno il diritto di separarsi da un giorno all'altro
Beit Sahour, 31 Agosto 2012, Nena News - Per le donne della Cisgiordania, chiedere il divorzio sarà più facile. Questo l`annuncio delle autorità religiose di Ramallah, che stanno preparando una riforma della legge sul divorzio. Sinora, mentre l'uomo può dichiarare il divorzio unilateralmente senza doversi rivolgere ad un tribunale, la donna può solo intentare il divorzio consensuale (ibraa). O deve dimostrare "seri motivi" per la separazione. Una procedura lunga, che spesso non va a buon fine per mancanza di prove evidenti.
Lo stato civile in Cisgiordania è regolato dalla legge giordana del 1976, che a sua volta si basa sulla legge religiosa della sharia, applicata secondo la scuola di pensiero hanafita. Si tratta comunque di leggi formali, promulgate dalle autorità laiche ed esercitate da tribunali religiosi che fanno riferimento all`Autorità Palestinese (ANP). Da anni, diverse organizzazioni palestinesi per i diritti delle donne chiedono una riforma, perché apportare prove tangibili dei maltrattamenti subiti non è semplice, e comporta spesso processi lunghissimi - riferisce l'agenzia Associated Press (AP). E anche se la sharia prevede la possibilità di stabilire il diritto al divorzio al momento della stipulazione del contratto di matrimonio, la donna è discriminata: se è lei a richiederlo, deve restituire la dote e adempiere alle condizioni richieste dal marito. Che spesso - riporta AP - pretende l`affidamento dei figli e somme ingenti in cambio.
Ora, la corte islamica annuncia che la riforma non prevederà più l`obbligo di addure prove concrete, limiterà la possiblità del marito di richiedere somme "irragionevoli", e istituirà un massimo di tre mesi per lo svolgimento del processo. Il cui esito sarà a discrezione del tribunale islamico, che dovrà stabilire se il matrimonio "è nocivo alla coppia" - si legge sul servizio di AP da Ramallah.
Secondo ricerche accademiche solo il 14% dei matrimoni in Cisigiordania finisce con un divorzio. Cosa che dipende non tanto dal trionfo dell`Amore, ma dalla difficoltà della procedura e soprattutto dalle pressioni sociali a cui una donna divorziata è sottoposta. La "legge fondamentale palestinese" prevede inoltre che la custodia dei figli venga affidata alla madre solo fino alla pubertà, per poi passare al padre. E in caso di nuovo matrimonio, la madre divorziata perde automaticamente l`affidamento in virtù della legge sullo stato personale (Art. 156).
Una riforma importante - quella annunciata oggi - che non elimina però tante delle discriminazioni strutturali. E non soddisfa appieno le organizzazioni che combattono per i diritti delle donne. "Vogliamo il divieto di matrimonio per minorenni, lo stesso numero di testimoni per uomo e donna la momento della stipulazione del contratto di matrimonio, eguali condizioni per la richiesta di divorzio, l`affidamento in base all`interesse del figlio, e restrizioni radicali della poligamia - dichiara l´organizzazione di Ramallah Women's Centre for Legal Aid and Couselling (WCLAC) di Ramallah - E vogliamo mettere in primo piano la questione della comunione di beni".
Come nel caso dell`inasprimento della pena per delitti d`onore, varata il 15 maggio del 2011 dal presidente Mahmoud Abbas, si tratta solo di un primo passo.
''I giudici non dovrebbero celebrare più di tanto'' ha dichiarato disillusa a AP l`attivista Hekmat Besesso dell`Associazione Think Together, che a 43 ha perso l`affidamento di suo figlio Yazen di 6 anni perché si é risposata. Da otto mesi è in una battaglia legale perché - nonostante la decisione del tribunale che gli ha accordato il diritto di vedere suo figlio una volta alla settimana - l`ex marito glielo impedisce. Nena News