Nena News
05.09.2012
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=33763&typeb=0&Proteste-ad-Hebron-brucia-la-foto-di-Fayyad
Proteste ad Hebron: brucia la foto di Fayyad
Proteste contro il carovita. E contro la politica neoliberale del governo Fayyad che - unita all'Occupazione - sta mettendo a dura prova il sostentamento di tante famiglie
di Ika Dano
Hebron, 05 Settembre 2012, Nena News- Proteste nelle strade di Hebron contro il carovita. E la politica dell`Autorità Palestinese. Taxi, ruspe e pulmini hanno sfilato dal sud della città fino in centro per protestare contro l'aumento dei prezzi della benzina. Un uomo si è dato fuoco per disperazione, e un centinaio di manifestanti ha bruciato la foto del primo ministro palestinese Salam Fayyad, fautore del nuovo piano economico lanciato nel 2009, che avrebbe dovuto portare crescita economica, riduzione della disoccupazione e un miglioramento della politica fiscale.
Hebron, 05 Settembre 2012, Nena News- Proteste nelle strade di Hebron contro il carovita. E la politica dell`Autorità Palestinese. Taxi, ruspe e pulmini hanno sfilato dal sud della città fino in centro per protestare contro l'aumento dei prezzi della benzina. Un uomo si è dato fuoco per disperazione, e un centinaio di manifestanti ha bruciato la foto del primo ministro palestinese Salam Fayyad, fautore del nuovo piano economico lanciato nel 2009, che avrebbe dovuto portare crescita economica, riduzione della disoccupazione e un miglioramento della politica fiscale.

Un centinaio di persone ha sfilato nella città cuore della vita economica palestinese- soprattutto per manifattura e piccola industria - per protestare contro la politica neoliberale del governo Fayyad, che oltre ad indicatori positivi di crescita macroeconomica, non sembra però aver giovato al livello micro. Al costante aumento dei prezzi e delle tasse imposte dall`Autorità Palestinese non corrisponde alcun aumento dei salari pubblici. Anche a Ramallah, che apparentemente vive un boom economico e edilizio, una manifestazione nella piazza centrale della città ha disturbato il traffico per ore.
Due giorni dopo la morte del ventunenne Ihab Abu Nada, uccisosi a Gaza perché disoccupato, un altro caso di povertà che sfocia in disperazione in Cisgiordania. Khaled Abu Rabee, di 42 anni, ha cercato di darsi fuoco all'ingresso del palazzo del comune di Dura, villaggio vicino ad Hebron. Solo l'intervento di un agente della sicurezza ha evitato il dramma. Abu Rabee è un rifugiato del campo al-Fawwar, lavorava nella polizia dell'Autorità Palestinese - riporta l'Agenzia stampa palestinese Maan News - per poi trascorrere tre anni in una prigione israeliana. Passato da un lavoro all'altro, come tassista e poi venditore ambulante, non ce la fa più a mantenere due mogli e dieci figli. E non è un caso isolato.
Negli ultimi mesi, il costo della vita nei Territori Palestinesi Occupati è aumentato drasticamente. A partire dalla benzina, che ha raggiunto il record storico di 8 NIS al litro (1.6 €). Elettricità e acqua, ma anche i prodotti alimentari di base hanno subito un aumento del 20%. Il carovita, la dipendenza economica dal mercato israeliano dovuta all'Occupazione - ma anche al protocollo di Parigi del 1995 che ha stozzato l'economia palestinese, risucchiandola nel mercato israeliano - stanno mettendo a dura prova anche le strutture di solidarietà della famiglia. Che nell'assenza totale di uno struttura di previdenza sociale, è stato sinora caposaldo della redistribuzione e del supporto economico.
Per oggi e domani sono previste altre proteste a Betlemme e Ramallah.
Due giorni dopo la morte del ventunenne Ihab Abu Nada, uccisosi a Gaza perché disoccupato, un altro caso di povertà che sfocia in disperazione in Cisgiordania. Khaled Abu Rabee, di 42 anni, ha cercato di darsi fuoco all'ingresso del palazzo del comune di Dura, villaggio vicino ad Hebron. Solo l'intervento di un agente della sicurezza ha evitato il dramma. Abu Rabee è un rifugiato del campo al-Fawwar, lavorava nella polizia dell'Autorità Palestinese - riporta l'Agenzia stampa palestinese Maan News - per poi trascorrere tre anni in una prigione israeliana. Passato da un lavoro all'altro, come tassista e poi venditore ambulante, non ce la fa più a mantenere due mogli e dieci figli. E non è un caso isolato.
Negli ultimi mesi, il costo della vita nei Territori Palestinesi Occupati è aumentato drasticamente. A partire dalla benzina, che ha raggiunto il record storico di 8 NIS al litro (1.6 €). Elettricità e acqua, ma anche i prodotti alimentari di base hanno subito un aumento del 20%. Il carovita, la dipendenza economica dal mercato israeliano dovuta all'Occupazione - ma anche al protocollo di Parigi del 1995 che ha stozzato l'economia palestinese, risucchiandola nel mercato israeliano - stanno mettendo a dura prova anche le strutture di solidarietà della famiglia. Che nell'assenza totale di uno struttura di previdenza sociale, è stato sinora caposaldo della redistribuzione e del supporto economico.
Per oggi e domani sono previste altre proteste a Betlemme e Ramallah.