Ein Karem: la battaglia per salvare uno dei luoghi più sacri della cristianità

Frammentivocali in MO: Israele e Palestina
20.04.2013

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Ein Karem: la battaglia per salvare uno dei luoghi più sacri per la cristianità

Sintesi personale 

Ein Karem è situato alla periferia di Gerusalemme: in primavera i mandorli fiorivano  e il verde era  rigoglioso. Ma questa primavera il  placido villaggio è in preda ad un frenetico  sviluppo :  recinzioni metalliche antiestetiche e cantieri sono in crescita . Aree residenziali enormi su un lato, infrastrutture dall'altra, un ristorante costruito illegalmente, un albergo che minaccia di bloccare il flusso di acqua della sorgente sacra e una vasta struttura di cemento armato, parzialmente riempito con ghiaia, costruito in cima ad importanti resti archeologici

                 

 

Ein Karem è diventato un campo di battaglia tra costruttori  zelanti e residenti che stanno cercando di combattere i bulldozer, mentre le autorità restano  indifferenti . Almeno tre volte i residenti sono riusciti a bloccare le costruzione e a  costringere le autorità a  demolire strutture illegali . In un caso  alle loro denunce è seguita una indagine penale .  Eppure, nonostante alcune vittorie, i residenti di Ein Karem sono destinati a  perdere la guerra .

Ora è il momento di visitare Ein Karem perché tra  pochi anni sarà un luogo completamente diverso.Se chiedete a  Ron Havilio, un documentarista che vive a Ein Karem ed è leader della campagna per preservare il quartiere, la storia di Ein Karem è la storia di tutte le culture sorte nella regione tra il fiume Giordano e il Mediterraneo fin dagli albori della storia.

Non lontano da qui, è stata trovato la prima prova di insediamenti umani permanenti. "Questa è la culla dell'agricoltura . Vediamo qui il genio degli abitanti di questo paese - non  ebrei o arabi, ma di coloro che hanno sviluppato i terrazzamenti agricoli, gli acquedotti e le varietà di uve ". Secondo l'interpretazione standard, Ein Karem è il biblico Beit Hakerem, dove sono stati estratte le pietre usate per costruire l'altare del Tempio. Nel racconto cristiano a  Ein Karem  Maria, madre di Gesù, si è incontrata con Elisabetta, madre di Giovanni Battista.

La sorgente   nel centro del paese  è considerata il quarto luogo più sacro della cristianità, dopo Gerusalemme, Nazareth e Betlemme.Per i palestinesi, Ein Karem è l'unico paese sopravvissuto intatto alla Nakba. Ein Karem è l'ultimo villaggio, il paradiso perduto ora in pericolo per  la corruzione,la  negligenza e il disprezzo per la legge da parte dei costruttori  e delle autorità statali.

ALLEGATI 


Internazionale, numero 989
1 marzo 2013

Il panorama perduto

di Amira Hass


“Sembra l’Italia”, hanno esclamato i tre ragazzi osservando il panorama dalla cima della collina. I mandorli in fiore crea­vano una foschia rosa intorno alle piccole case di pietra. Naturalmente i tre ragazzi non sono mai stati in Italia, e quello che avevano davanti era un tipico villaggio palestinese, uno dei pochi sfuggiti alle demolizioni israeliane dopo il 1948. È Ein Karem, oggi considerato un pittoresco quartiere di Gerusalemme.

Nel 1945 aveva 3.200 abitanti (in maggioranza musulmani), 555 case e 15mila dunum di terra (1.360 di proprietà di ebrei, il resto degli arabi). Oggi il villaggio è abitato esclusivamente da ebrei e la terra è condivisa da alcune comunità ebraiche. Di solito evito di passare di qui. La bellezza di questo luogo fa male, perché testimonia la perdita su cui si basa il benessere di noi ebrei israeliani.

Ci sono tornata per “infiltrare” i figli di alcuni miei amici di Ramallah dalla parte israe­liana del muro. Mi è sembrata un’ottima occasione per condividere la bellezza e il dolore con le persone giuste. Sulla strada per Ein Karem ci siamo imbattuti in decine di ragazzi israeliani mascherati per la festa ebraica di Purim. I tre ragazzi osservavano indignati gli ebrei che si sono appropriati delle loro case e della loro terra. Eppure, allo stesso tempo, guardavano con allegria i piccoli orsi, scimmie, principi e fate che popolavano una città così vicina e così lontana. R., 15 anni, ha sintetizzato perfettamente il loro conflitto interiore: “Quei bastardi, guarda come sono carini”.

(Traduzione di Andrea Sparacino)