Resistenza  non violenta: I CAN’T BREATH – Non respiro. La repressione da parte dell’esercito israeliano

Livia Parisi

Assopace Palestina denuncia l' escalation di violenza repressiva da parte dell’esercito israeliano nei confronti degli attivisti dei comitati popolari di resistenza non violenta palestinesi.

Venerdi' 19 deicembre, mentre gli attivisti dei movimenti popolari manifestavano pacificamente e tentavano di installare una lapide commemorativa a Turmusayya, dove Ziad Abu Ein, Ministro palestinese, e’ stato ucciso durante una manifestazione pacifica il 10 dicembre scorso, sono stati arrestati Mohammad Al-Khatib del villaggio di Bili'in, altri due attivisti palestinesi. Neta Golana cittadina israeliana co-fondatrice dell' International Solidarity Movement e altre due attiviste internazionali erano state fermate e successivamente rilasciate.

A Mohammad e’ stato rotto un braccio, preso strettamente per la giugulare impedendogli il respiro e buttato violentemente a terra tenuto fermo dai talloni del soldato .

La modalita’ degli attacchi dei soldati e’ molto simile a quella per la quale Abu Ein e’ morto, e ricorda il ragazzo nero americano, Garner, ucciso a Ferguson: i soldati tengono stretti alla gola e non si puo’ respirare.

E’ una nuova tattica dei soldati israeliani, stringere alla gola fino a far non respirare coloro che manifestano in modo non violento e pacifico?

Sempre ieri, nel villaggio di Alma’sara, durante la manifestazione pacifica (con Babbo Natale e musica con Musicians without borders), un colono ha sparato sui manifestanti.

Nei media non si parla mai dei comitati di lotta popolare nonviolenta: sempre un maggiore numero di donne, uomini, bambini, palestinesi, israeliani, internazionali ogni venerdi’ scendono nelle strade dei villaggi della West Bank e Gerusalemme Est per manifestare in modo non violento la necessita’ della fine dell’occupazione.

Le loro azioni non si limitano alla manifestazioni del Venerdì nei luoghi dove la terra è stata sottratta ai palestinesi per la costruzione del muro di apartheid e di annessione coloniale; fanno formazione nei villaggi sul diritto alla terra, nelle scuole sulla resistenza nonviolenta, ricostruiscono villaggi abbandonati, accompagnano i contadini per proteggerli dagli attacchi dei coloni durante il raccolto.

La resistenza quotidiana e pacifica all'occupazione si sta espandendo, il governo israeliano ha paura di queste forme di lotta pacifica perchè gli impediscono di giocare il ruolo della vittima ed è per questo che aumenta la repressione e gli arresti degli attivisti, imponendo anche il pagamento di cospicue somme di denaro per il loro rilascio.

Negli ultimi mesi, sempre di più i soldati sparano non solo proiettili di gomma ma anche proiettili veri, molti sono i feriti tra loro molti giovani come il volontario italiano che a Kuffur Khaddum è stato ferito al petto ed il proiettile è penetrato a qualche centimetro dal cuore, e anche a donne come Nariman Tamimi di Nabi Saleh, un proiettile l'ha raggiunta alla coscia .

AssopacePalestina chiede al Governo italiano di elevare la sua protesta al Governo israeliano per la violazione continua dei diritti umani della popolazione palestinese, per il ferimento del cittadino italiano e per l'arresto di Mohammed e Neta, chiedendone la liberazione.

AssopacePalestina chiede ai media e ai giornalisti raccontare la verità e rendere visibili la violazione dei diritti umani e della legalità Internazionale praticati da Israele.

Le foto e i video delle aggressioni dei soldati si trovano su youtube o su fb popular struggle coordination committee , oppure cliccate Nabi Saleh o Bi'lin.

Noi continueremo a camminare insieme a quei palestinesi e quegli israeliani che credono nella giustizia e nella pace e lottano insieme per la fine dell'occupazione militare israeliana e la colonizzazione della Palestina.

Info: Luisa Morgantini 348 3921465 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.AssopacePalestina.org