Dopo elezioni: Non vuoi vendermi casa? E io me la prendo

Tre giorni dopo le elezioni una famiglia Palestinese si è trovata senza casa a Siwan (Gerusalemme Est) quando Ebrei Israeliani, sostenuti da polizia in armi, gliel'hanno occupata.

A fronte di un'offerta di $850mila il proprietario Palestinese, espulso nel 1948 dal villaggio di Malha e sua moglie Jihad si erano risolutamente opposti alla vendita. Mercoledi 18 Jihad e suo figlio Muntasser sono stati trattenuti dalla polizia Israeliana; tuttavia, mancando elementi a loro carico, sono stati successivamente rilasciati. Tornando a casa l'hanno trovata occupata da coloni e con la polizia che impediva loro di entrare. “La polizia sosteneva che si trattava di una decisione del tribunale, ma alla richiesta di mostrare l'ordine del tribunale loro rifiutano. Se ne deduce che la decisione è stata della polizia e non del tribunale, e tutto fa supporre che la detenzione sia stata una scusa per trattenere i legittimi abitanti fuori di casa” sostengono.

Jihad ha atteso tutto il giorno con i suoi figli di poter rientrare in casa, senza risultato. Più tardi in serata si sono avuti scontri con la polizia e blocchi stradali di protesta per il fatto.

Questa appropriazione di casa accade un giorno dopo la strepitosa vittoria di Netanyau. Quel che è accaduto è il regalo post elettorale: è la luce verde ai coloni che facciano tutto quel che vogliono. Non interessa dunque quel che è legale o illegale, dicono i Palestinesi, sanno che hanno il potere e sanno di poter ordinare alla polizia quel che a loro fa comodo.  (trad. e sintesi di Claudio Lombardi)

La casa Palestinese occupata a Silwan dai coloni