I dirigenti Israeliani utilizzano gli attentati di Parigi per giustificare le atrocità commesse verso i Palestinesi

Rania Khalek, 17 novembre 2015

Agence Média Palestine

Tra i più estremisti Dov Lior, colono Israeliano e rabbino noto, si è compiaciuto degli attentati di Parigi che considera come giusta punizione all'Europa, colpevole dell'Olocausto.

Mentre gli attacchi erano tuttora in corso il giornalista Israeliano Dan Margalit, prendendosela con l'etichettatura dei prodotti delle colonie deciso dall'UE, ha twittato: “Dovremmo invece inviare i prodotti delle colonie alle vittime del terrore Arabo a Parigi, e dovremmo dar loro rifugio nella colonia di Ariel”(una delle maggiori colonie)

Nello stesso tempo alcuni media Israeliani stabilivano un nesso tra gli attentati di Parigi ed il movimento BDS di boicottaggio di Israele.

Senza lasciarsi andare a questi estremismi, i dirigenti più influenti della destra hanno piuttosto approfittato degli attentati per dare addosso all'immagine dei Palestinesi, come da sempre fanno a seguito di attentati in occidente.

L'obiettivo è di mascherare il terrorismo coloniale: da diecine di anni Israele tenta di spacciare la sua conquista coloniale come una guerra contro il terrorismo islamico. E questo sopratutto dopo il 2001 con le Torri Gemelle. Nel 2008 in un intervento all'Università Bar-Ilan Nethanyau si è vantato del vantaggio che otteneva Israele dall'attentato, sostenendo che “l'attentato ha fatto pendere l'opinione pubblica americana in nostro favore”.

I dirigenti Israeliani sperano ora che gli attentati di Parigi abbiano lo stesso effetto.

Subito dopo gli attentati di Parigi Nethanyau, responsabile del massacro di 551 bambini a Gaza nel 2014, ha condannato ”il terrorismo islamico militante che attacca deliberatamente e sistematicamente i civili”, da Parigi a Gerusalemme

(trad e sintesi di Claudio Lombardi)