Michele Giorgio
Nena News
Il 19/11 due attacchi armati a Tel Aviv e nelle colonie di Etzion hanno ucciso tre israeliani, un americano ebreo e un palestinese. Per Hamas «un gesto eroico».
Nove arresti il 20/11 in Israele per tale aggressione. In un altro blitz delle forze israeliane a Hebron, in Cisgiordania, sono stati arrestati 13 palestinesi.
Il gabinetto di sicurezza israeliano ha deciso nuove misure repressive.
Dall’inizio di ottobre sono 86 i palestinesi morti e 7.000 quelli feriti dalle forze di sicurezza o anche da civili israeliani. Sono 15 invece gli israeliani uccisi da palestinesi in attacchi con coltelli.
Il Manifesto 21/11/2015
Gerusalemme, 20 novembre 2015, Nena News - «Chiunque condanni gli attacchi in Francia, deve condannare quelli in Israele: è lo stesso terrore. Chi non lo fa è ipocrita e cieco». Con queste parole Benyamin Netanyahu ha commentato i due attacchi armati in cui il 19/11 sono rimaste uccise cinque persone: tre israeliani, un cittadino americano e un palestinese. «Dietro questi atti di terrorismo — ha aggiunto — c’è l’Islam radicale che cerca di distruggerci, lo stesso che colpisce a Parigi e minaccia tutta l’Europa». Per il leader israeliano quanto accade non è l’Intifada, non è la continuazione di un conflitto con i palestinesi sotto occupazione militare che va avanti da decenni e la conseguenza di una situazione stagnante che non lascia intravedere spiragli per una soluzione politica. Questi attacchi, secondo Netanyahu, sarebbero parte della stessa offensiva jihadista lanciata da Daesh, lo Stato islamico, in Europa. La sua tesi non suscita ancora l’approvazione pubblica del mondo politico europeo ma dietro le quinte ottiene consensi crescenti tra ministri e deputati di diversi Paesi dell’Ue e senza dubbio anche di una parte dell’opinione pubblica del Vecchio Continente. E affindandosi al vento che soffia dopo gli attentati in Francia, il governo israeliano sta ora intensificando le pressioni per ottenere la revoca della recente decisione della Commissione europea di imporre una etichettatura diverse per le merci delle colonie ebraiche destinate all’esportazione perchè sono prodotte nei Territori palestinesi occupati. L’Ungheria di Viktor Orbán si è già sfilata facendo sapere che non rispetterà le disposizioni dell’Unione nei confronti delle colonie israeliane.
Da quando è cominciata la nuova Intifada, esercito e polizia di Israele hanno detenuto, secondo fonti locali, circa mille palestinesi ad ottobre e oltre 400 nelle prime due settimane di novembre. Tra questi, sottolinea all’associazione Addamer, una porzione significativa hanno meno di 18 anni.
Intanto in Israele si preparano a salutare con festeggiamenti la scarcerazione dopo 30 anni, prevista oggi negli Stati Uniti, dell’americano ebreo Jonathan Pollard, una spia che negli anni Ottanta passò ai servizi segreti dello Stato ebraico documenti ed informazioni top secret. Pollard, considerato un traditore negli Usa, è invece acclamato come un eroe dagli israeliani che negli ultimi anni hanno intensificato iniziative e pressioni per ottenere la sua liberazione.
Jonathan Pollard