25th October 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, occupied Palestine
Venerdì scorso ho partecipato ad una manifestazione nella cittadina di Kafr Qaddum, situata nella regione settentrionale della Cisgiordania, appena ad ovest della città di Nablus. Nel 1974 Israele ha iniziato a costruire illegalmente insediamenti nella vicina zona di Keddumin. Nel 2003 le forze israeliane hanno istituito posti di blocco, negando ai residenti palestinesi di Kafr Qaddum l’ accesso a gran parte della loro terra e alla strada principale che conduce a Nablus. Questa chiusura della strada ha aumentato di oltre 30 minuti il viaggio dei palestinesi residenti a Kafr Qaddum a Nablus, e quindi agli ospedali ed agli altri servizi che si trovano lì.
Comprensibilmente danneggiati da questo atto di invasione, i residenti palestinesi hanno avviato negoziati con i loro – adesso - vicini israeliani per cercare di ottenere la riapertura della strada . Tuttavia, nonostante i posti di blocco siano stati dichiarati illegali nel 2010, e dopo anni di promesse non mantenute da parte degli occupanti israeliani che la strada sarebbe stata riaperta, i residenti palestinesi hanno cominciato a manifestare in opposizione alla chiusura nel 2011. La rappresaglia israeliana a queste manifestazioni prevede l'utilizzo di acqua puzzolente (skunk water, skunk= puzzola), gas lacrimogeni, proiettili di acciaio rivestiti di gomma, i cani e anche proiettili veri. Le case sono state distrutte anche con l'uso di acqua puzzolente, che lascia un odore così forte che le case divengono inabitabili.

Proiettile di acciaio parzialmente rotto e rivestito di gomma trovato nel fango a Kafr Qaddum.
Per me è stata una novità sapere che gli agricoltori palestinesi devono richiedere permessi per accedere a gran parte della propria terra, che è ora sotto il controllo israeliano, per poter raccogliere le loro olive. Quest'anno però, come punizione collettiva per le manifestazioni settimanali, le autorità israeliane hanno ridotto il permesso da 45 a 7 giorni, il tempo sufficiente per raccogliere solo su una frazione della loro terra.
Alla manifestazione quel giorno erano presenti residenti palestinesi di tutte le età, giornalisti e attivisti internazionali ed israeliani. Dopo la preghiera di mezzogiorno la gente ha cominciato a raccogliersi e marciare lungo la strada attraverso la quale è adesso vietato il passaggio palestinese. L'atmosfera era tesa poiché solo pochi giorni prima alcuni coloni avevano dato fuoco ad un certo numero di alberi di ulivo appartenenti a contadini palestinesi, aggiungendo la beffa al danno, e l'elenco delle ingiustizie nei confronti di queste persone cresce sempre di più.

Manifestanti marciano in segno di protesta per blocco della strada che è stata chiuso ai palestinesi dal 2003.

I resti degli ulivi bruciati dai coloni quella settimana
Comunque, nonostante la rabbia intensa per questi ricorrenti atti di aggressione da parte dei coloni, i manifestanti sono stati contenuti nelle loro azioni e non hanno fatto ritorsioni. Sono stati dati alle fiamme pneumatici, lo scopo principale è quello di creare una cortina di fumo al fine di proteggere i manifestanti dal fuoco dei cecchini. Grandi pennacchi di fumo si alzavano dalle fiamme e andavano in direzione degli insediamenti questo per far capire ai residenti (degli insediamenti) il malcontento (dei Palestinesi). Ma nessun punto dell'insediamento è stato attaccato, c’è stato un unico atto di aggressione fatto da uno dei manifestanti presenti. Anzi, mi è stato detto che questo è comune a tutte le manifestazioni svolte a Kafr Qaddum. La violenza esplode solo quando l'esercito esce per affrontare i manifestanti, rispondendo alle pietre con proiettili di acciaio rivestiti di gomma o peggio. Solo due settimane fa un giornalista è stato colpito alla testa da un canestro che serve per lanciare gas lacrimogeni ad alta velocità, tirato da una distanza di 400 metri, che gli ha fratturato il casco e che senza dubbio gli ha salvato la vita. Per fortuna, in questa occasione, l'esercito non ha lasciato la propria base e la dimostrazione è andata avanti senza incidenti.
Poi sono andato a vedere il pezzo di terra con gli ulivi bruciati dai coloni in quella settimana. Mi ha colpito un opprimente senso di ingiustizia che tali deprecabili atti di odio non abbiano una risposta. Mi sono chiesto se sarei stato in grado di mantenere livello di moderazione dimostrato dai residenti palestinesi di Kafr Qaddum se avessi sofferto come queste persone così tanti anni.

Nuvole di fumo salgono verso il cielo in segno di protesta per l'occupazione alla quale sono sottoposti i residenti palestinesi di Kafr Qaddum.
Queste sono persone non violente che hanno subito una storia di violenza causata dai coloni israeliani e dall'esercito che li sostiene. E ancora : questa non è la storia raccontata dalla maggior parte dei media che li presentano al mondo come terroristi aggressivi. Ho visto con i miei occhi che gli unici terroristi in questa situazione sono quelli armati di fucili e , non quelli la cui unica difesa delle proprie case e dei mezzi per il sostentamento sono le pietre che trovano per terra.
https://palsolidarity.org/2016/10/kafr-qaddum-peaceful-people-under-violent-occupation/
Tradotto da Marina Maltoni per Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus