Marcia degli Zeloti: un report dal ‘Jerusalem Day’

David Kattenburg on May 27, 2017 

Mercoledì scorso, sionisti euforici che  festeggiavano il 50 ° anniversario della conquista israeliana di Gerusalemme est, sono stati accolti da altrettanto appassionati attivisti Ebrei americani e israeliani che volevano  bloccare la marcia degli zeloti attraverso la porta di Damasco nella città vecchia di Gerusalemme, nel cuore del quartiere arabo.

La Marcia annuale delle bandiere – che commemora l'unificazione della Gerusalemme est e ovest a seguito della guerra del giugno 1967 - è abitualmente accompagnata da canti tribali e atti degni degli Hooligans, mentre i giovani israeliani sfilano attraverso gli stretti vicoli della città vecchia scandendo slogan provocatori come "Morte agli arabi". La polizia israeliana si assicura in anticipo che i negozi palestinesi siano ermeticamente chiusi - un processo denominato "sterilizzazione". È difficile immaginare che un negoziante sensato faccia altrimenti.

La polizia israeliana si prepara per la “sterilizzazione” 

In risposta alla predominio sionista della dimostrazione  di quest'anno, membri dei gruppi If Not Now, Free Jerusalem, All That’s Left and J Street U si sono incatenati sulla soglia della porta di Damasco, cantando canzoni e mantenendo la posizione. C’è voluta un'ora alle forze di polizia per rimuoverli violentemente trascinandoli o spostandoli  mentre gridavano e urlavano. Ad un attivista è stato rotto un braccio.

Sono arrivato sul posto ore prima, in un autobus palestinese da Beit Jala. Alla Porta di Jaffa, al di là di un grande bus turistico con la scritta  "Birthright Israel" (Birthright=diritto di nascita), una grande folla di giovani sionisti agitava bandiere e applaudiva mentre si avviavano verso le  scale che portavano ai bastioni delle mura della città santa. Attraverso il quartiere ebraico, arrivava l'aria calda della primavera. Molti indossavano t-shirt con bandiera israeliana.

Giovani israeliani ben  protetti visitano la Vecchia Gerusalemme.

Gruppi di giovani ebrei passeggiavano lungo gli stretti  vicoli che conducono verso il quartiere arabo, accompagnati da poliziotti armati  e dalla sicurezza. Mi sono imbattuto in un gruppo di donne che cantavano  festosamente  versi dalla Torah.

Ho camminato lungo la Suq Khan Ez-Zeit verso la Porta di Damasco. Normalmente, il suq è pieno di turisti e di persone che comprano. Oggi tutto era tranquillo. All'esterno vicino alle transenne  al di là della porta, mi sono imbattuto nei  manifestanti ebraico-americani, che si stavano preparando a fare un po’ di shopping, a sostegno dell'economia locale.

Giovani donne cantano come fossero in estasi. 

Mentre l'ora critica si avvicinava, mi sono trovato  di nuovo, proprio all'interno della Porta di Damasco, in un negozio di succhi di frutta. La tensione stava salendo. Nelle vicinanze, un afro-palestinese di nome di Ali Jiddah ha spiegava alla troupe  di un film giapponese il terribile modo in cui normalmente si svolge il Jerusalem Day. Ali, è una guida turistica indipendente, ed è ben noto. Lo chiamano Il "Sindaco di Gerusalemme". Ali ha trascorso quasi due decadi nelle carceri israeliane. Sul suo volto si legge la preoccupazione per lo sciopero per la  Libertà e la Dignità dei prigionieri palestinesi.

Un uomo palestinese protegge  la moglie 

Ho deciso di controllare la Piazza della Porta di Damasco, dove le troupe di film e fotografi avevano iniziato a lavorare. E’ scoppiato un colpo sui gradini superiori, e tutti si sono precipitati a dare un’occhiata. Difficile dire quello che era successo. Un uomo di mezza età stava proteggendo la moglie dagli approcci  aggressivi di un robusto poliziotto. Improvvisamente, al centro della piazza, una folla di giovani ebrei ha iniziato a saltare formando un grande cerchio, cantando forte. Il tempo della resa dei conti era arrivato.


Sionisti orgogliosi ballano e cantano. 

Mi sono voltato ed ho visto che i manifestanti americani e israeliani avevano preso posizione, le braccia erano incatenate, su cartelli appesi al collo si  leggeva «L’Occupazione deve finire» in inglese ed in ebraico.

I sionisti hanno iniziato a marciare  verso di loro, strappando via la loro bandiera. Alcuni hanno continuato la loro strada girando intorno ai manifestanti. Altri si sono tirati  indietro e guardavano la polizia di frontiera israeliana che era arrivata in grande forza.

Attivisti ebrei americani bloccano la porta di Damasco.

Se fosse stato un gruppo di manifestanti palestinesi, manganelli e gas lacrimogeni avrebbero già iniziato a volare. Invece, la polizia è rimasta in piedi per un po ', apparentemente perplessa sul  cosa fare. Un paio di manifestanti sono stati trascinati via, urlando, e  altri tenuti stretti.  


La polizia di frontiera israeliana non è sicura sul come andare avanti.

Confusi dalla presenza di questi  altri ebrei così inflessibili, i poliziotti hanno iniziato ad evacuare con forza la piazza degli spettatori e dai giornalisti – tutti  locali e indipendenti. Nessuno dei media principali  era presente.

Con la piazza sgombrata , la polizia è tornata ad occuparsi di quella dozzina di manifestanti che erano ostinatamente rimasti. Non potevano più essere visti dai giornalisti e dagli spettatori che adesso si trovavano sul lato opposto della strada del Sultano Suleiman rispetto alla porta di Damasco, bloccati da barriere metalliche e da una falange di poliziotti armati, Molti di loro su enormi cavalli.

Intanto si era raccolta una grande folla di palestinesi che stavano cantando e agitando bandiere. Un paio di cameraman della polizia ha fatto una lenta ripresa sulla  folla, raccogliendo prove utili per quei tipi di violazioni  domestiche che si svolgono ogni notte nei quartieri palestinesi di  tutta Gerusalemme Est.

 

L’attivista israeliano Guy Hircefeld si trova faccia a faccia con un poliziotto.

Molti palestinesi sono stoici

All'inizio della sera, mentre i manifestanti continuavano a battere le mani e cantare, folle di patrioti di Gerusalemme hanno iniziato a scendere dalla parte occidentale della città, spingendo passeggini con bambini . Un'occasione chiaramente gioiosa per molti israeliani. Per quelli con problemi più prosaici, tuttavia - uscire dalla città, per  esempio - lo stato d'animo era meno celebrativo. I Trasporti Pubblici sono fermi durante il Jerusalem Day e i taxi sono rari come i denti della gallina kosher.

Un signore con l'auto mi ha offerto gentilmente di portarmi al check-point di Betlemme per 150 shekels. Lì ho preso  un taxi  per la  bella città palestinese di Beit Sahour. Che sollievo ritornare alla pace e alla quiete al di là del muro di separazione israeliano - una decina di chilometri a sud della capitale "indivisa" e "eterna" dello Stato ebraico!

Tutte le immagini sono di David Kattenburg.

Per ascoltare le registrazioni audio che accompagnano questo report, visitate il sito web di David Kattenburg

David Kattenburg è un emittente radiotelevisiva e educatore scientifico basato su Winnipeg.

Altri messaggi di David Kattenburg. http://www.greenplanetmonitor.net/podcast/march-of-the-zealots/

David Kattenburg  trasmette da una emittente radiotelevisiva di Winnipeg ed è un educatore scientifico.

http://mondoweiss.net/2017/05/zealots-report-jerusalem/

Tradotto da Marina Maltoni per Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus