International Solidarity Movement, 13 agosto 2017 https://palsolidarity.org/category/kafr-qaddum/
“Le Forze di Sicurezza Israeliane chiudono 80 Dunums di terra coltivabile. I terreni chiusi saranno adibiti alla costruzione di unità abitative, parchi, sinagoghe e strade agricole.”, così il Palestinian News & Info Agency,dell’11 Ottobre 2014
La Quarta Convenzione di Ginevra proibisce a una potenza occupante di trasferire la sua popolazione civile all’interno del territorio occupato. Quindi, secondo il diritto internazionale, tutti gli insediamenti israeliani in Palestina sono illegali. Tuttavia le colonie sono in continua espansione: dagli Accordi di Oslo ad oggi – a causa delle leggi israeliane che incentivano il trasferimento di ebrei da tutto il mondo verso Israele e la West Bank – il numero di coloni è più che sestuplicato passando da circa 100.000 ai 621.000 attuali.
Attorno al centro abitato di Kufr Qaddoum sono stati costruiti 6 insediamenti israeliani: Giv’At Shalem, Mitspe Kedumim, Kerem Ha-Levi, Kdumim, Mitspe Yishay, Kedumim East. Le colonie sovrastano il villaggio occupando le colline del circondario.

Per “sicurezza” la strada che collegava Kufr Qaddoum a Nablus è chiusa da 11 anni per evitare che i palestinesi passino tra gli insediamenti illegali di Mitspe Kedumim e Kedumim e ciò ha comportato per i residenti di Kafr Quaddum di dover usare una strada assai più lunga per arrivare a Nablus ed alle zone circostanti.
Ogni Venerdi, da 6 anni a questa parte, gli abitanti di Kafr Quaddum svolgono una manifestazione contro la chiusura di tale strada, che una volta era la via principale per Nablus.
Venerdi 4 agosto la manifestazione iniziò alle 13, con la partecipazione di attivisti israeliani ed internazionali, scorrendo all’interno del villaggio. Venne fronteggiata dai soldati che usarono lacrimogeni, assordanti e spararono pallottole di acciaio gommato per disperdere la folla. La manifestazione venne respinta in diverse direzioni mentre i soldati fecero irruzione nella casa di un abitante, Jamal Jumaa, per usarla come luogo strategico da cui dirigere l’intervento sulla manifestazione di protesta. Furono anche usati droni per sorvegliare gli abitanti che partecipavano ed individuare quelli da arrestare.
Nei sei anni da quando le manifestazioni settimanali cominciarono 85 Palestinesi sono stati feriti da armi da fuoco e 170 sono stati arrestati.
Il successivo venerdi 13/8, stessa manifestazione e stessa violenza da parte dell’esercito, strategicamente disposto intorno al villaggio in modo da intrappolare la manifestazione e potendo far fuoco da lati diversi. Il successivo sabato, 12/8 gli abitanti svolsero un’altra manifestazione ancora. A tre attivisti internazionali venne impedito di parteciparvi e furono tenuti in arresto per tre ore dalle forze di occupazione israeliane.
(trad. e sintesi di Claudio Lombardi)