Israele cattura 4 dei 6 evasi palestinesi

La fuga di lunedì è stata vista come una rara umiliazione dell'establishment della sicurezza israeliana ed è stata celebrata dai palestinesi. Oggi, sabato 11 settembre, gli altri due detenuti in fuga sono ancora latitanti.

di Patrick Kingsley

The New York Times, 10.09.2021

GERUSALEMME - La polizia israeliana ha detto sabato di aver catturato quattro dei sei fuggitivi palestinesi che durante la settimana erano evasi da un carcere di massima sicurezza, in un episodio visto come una rara umiliazione dell'establishment della sicurezza del Paese.

Due dei prigionieri, Mahmoud al-Arida e Yaqoub Qadri, sono stati catturati venerdì notte nella periferia meridionale di Nazareth, nel nord di Israele, cinque giorni dopo essere fuggiti attraverso un buco nel pavimento della doccia nella loro cella e aver scavato un tunnel per fuggire da una prigione situata circa 15 miglia a sud-est della città. Una seconda coppia di evasi, Zakaria Zubeidi e Mohammad al-Arida, fratello di Mahmoud, è stata intercettata sabato mattina in un parcheggio per camion a Umm el-Ghanem, un villaggio a est di Nazareth.

Zubeidi è stato un importante leader durante la seconda intifada, o rivolta palestinese, negli anni 2000, ed è stato un ex comandante delle Brigate dei martiri di Aqsa, un gruppo militante vagamente affiliato a Fatah, il gruppo laico che domina la politica palestinese nella Cisgiordania occupata. Gli altri tre detenuti catturati sono membri della Jihad islamica palestinese, un gruppo militante islamista sostenuto dall'Iran, e stanno scontbdo l'ergastolo per il coinvolgimento in attacchi contro civili israeliani, secondo la polizia.

Il video pubblicato dai media israeliani mostra i due prigionieri mentre sono catturati, venerdì scorso, e ammanettati all'interno delle auto della polizia, in abiti civili. I notiziari israeliani hanno riferito che i due sono stati arrestati dopo una soffiata da parte i alcuni residenti di Nazareth, a cui avrebbero chiesto del cibo. Un altro video rilasciato dalla polizia sabato mattina mostrava due uomini bendati, indicati come Zubeidi e Mohammad al-Arida, guidati dagli agenti verso le auto della polizia.

La fuga era stata vista come un allarme imbarazzante dagli israeliani, che si chiedevano come dei detenuti di così alto profilo fossero riusciti a evadere da un carcere di massima sicurezza, senza che per due ore la loro assenza fosse notata.

Per molti palestinesi, la loro fuga è stata un fugace motivo di celebrazione: una vittoria simbolica su un apparato carcerario israeliano, visto come sinonimo dell'occupazione della Cisgiordania.

Gli altri due latitanti che erano ancora in libertà sabato mattina sono entrambi membri della Jihad islamica, riferiscono le autorità israeliane. Uno di loro, Eham Kamamji, stava scontando l'ergastolo per il rapimento e l'uccisione di un adolescente israeliano, Eliyahu Asheri, mentre l'altro, Munadil Nafayat, era in carcere senza accuse dal 2019.

Zubeidi era una figura ben nota in Israele, avendo ricevuto l'amnistia nel 2007 e avendo in seguito rinunciato alla lotta armata.

Dopo l'intifada, Zubeidi ha aiutato a gestire il Freedom Theatre nella sua città natale, Jenin, nel nord della Cisgiordania. Ma è stato nuovamente arrestato nel 2019, accusato di aver contribuito a orchestrare attacchi ai coloni israeliani.

I sei compagni di cella sono fuggiti dalla prigione di Gilboa intorno alle 1:30 di lunedì, dopo aver rimosso parte del pavimento del box doccia e essersi calati in una cavità che scorre sotto la prigione. Hanno poi strisciato per quasi 32 metri sotto due muri, due recinzioni di filo spinato e un branco di cani da fiuto, sfuggendo alla sorveglianza di 40 guardie carcerarie.

I fuggitivi sono riemersi attraverso un buco nel terreno, pochi metri oltre il muro orientale della prigione, prima di allontanarsi a piedi attraverso i campi vicini. La loro assenza è stata confermata intorno alle 3:30 del mattino, dopo che alcuni civili della zona hanno segnalato figure sospette che si muovevano nei pressi della prigione, motivando un appello dei detenuti nel carcere.

Cercando di prevenire una seconda evasione, i funzionari israeliani hanno spostato altri 80 prigionieri da Gilboa in altre carceri, una mossa che in alcuni casi ha scatenato rivolte.

La fuga ha anche provocato diverse proteste in tutta la Cisgiordania, con i palestinesi che esprimevano solidarietà ai fuggitivi. Circa 5.000 palestinesi sono incarcerati nelle carceri israeliane, per lo più con l'accusa di terrorismo. Molti palestinesi li vedono come eroi della lotta per la sovranità palestinese.

Dopo i primi due arresti di venerdì sera, sono stati lanciati razzi dalla Striscia di Gaza, dove la Jihad islamica ha una roccaforte. Non sono stati segnalati feriti, e non è stato subito chiaro se i lanci fossero collegati agli arresti.

In un altro episodio all'inizio della giornata, un medico palestinese, Hazem al-Julani, ha cercato di accoltellare un agente di polizia israeliano nella Città Vecchia di Gerusalemme. Gli agenti gli hanno sparato, uccidendolo. Si tratta dell'ultima di almeno 60 vittime palestinesi uccise dall'inizio dell'anno, per lo più da agenti di sicurezza israeliani, secondo un conteggio compilato dal gruppo per i diritti umano B'Tselem.

 

Jonathan Rosen ha contribuito all'articolo.

Patrick Kingsley dirige l'ufficio di Gerusalemme del NYT, che copre Israele e i territori occupati. Ha riferito da più di 40 paesi, ha scritto due libri e in precedenza ha scritto su migrazioni e Medio Oriente per The Guardian.

Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze