Palestina occupata (QNN)- Due gruppi per i diritti umani hanno chiesto il rilascio immediato del detenuto amministrativo palestinese di 18 anni, Amal Nakhleh, che rischia fortemente di contrarre gravi malattie dopo essere stato contagiato con il COVID-19 nelle prigioni israeliane.
La Defense for Children International – Palestine (DCIP) e la Prisoner Support and Human Rights Association, Addameer, hanno chiesto il rilascio immediato di Nakhleh poiché soffre di miastenia grave, una rara malattia neuromuscolare che causa debolezza nei muscoli scheletrici, che richiede cure mediche specialistiche, farmaci regolari e monitoraggio costante dei sintomi per evitare ulteriori complicazioni di salute.
Adesso corre il rischio di ammalarsi gravemente dopo aver contratto, martedì, il COVID-19 ed essere stato trasferito mercoledì nella famigerata clinica carceraria di Ramla, che manca completamente di specialisti e forniture mediche adeguate.
Il 13 gennaio 2022, le autorità di occupazione israeliane hanno esteso l'ordine di detenzione amministrativa di Nakhleh fino al 18 maggio 2022. Questo, dal suo arresto, è il terzo rinnovo ed il quarto mandato dell’ordine di detenzione amministrativa.
Durante l'udienza di conferma del 18 gennaio 2022, sia Amal che il suo consulente legale non erano presenti, a causa della partecipazione di Amal al boicottaggio collettivo dei detenuti amministrativi palestinesi contro i tribunali militari israeliani, in segno di protesta contro la politica di detenzione amministrativa dell'occupazione israeliana.
Il 16 gennaio 2022 Amal ha compiuto 18 anni e vale la pena ricordare che è nato prematuro di tre mesi.
Amal era un bambino, 17 anni, quando è stato nuovamente arrestato dalle forze di occupazione israeliane (IOF) nella sua casa nel campo profughi di Al-Jalazon il 21 gennaio 2021.
Da allora continua a essere trattenuto in detenzione amministrativa, senza accusa né processo, nonostante l'età e, più gravemente, nonostante la precarietà delle sue condizioni di salute.
Solo pochi mesi prima della sua detenzione, Amal ha subito un intervento chirurgico per rimuovere una massa cancerosa.
Amal è stato precedentemente arrestato dalle IOF e successivamente rilasciato dopo 40 giorni di reclusione il 10 dicembre 2020 a causa della sua giovane età e della sua salute fisica e psicologica.
Tuttavia, meno di due mesi dopo, le IOF hanno fatto irruzione nella casa di Amal, arrestandolo nuovamente e ponendolo in detenzione amministrativa per "materiale segreto", sostenendo che rappresenta un "rischio per la sicurezza della regione".
Secondo i referti medici, da allora Amal ha dovuto affrontare nuovi crescenti problemi di salute che richiedono cure mediche.
Data la gravità della sua detenzione, in quanto bambino detenuto con molti problemi di salute, ulteriormente aggravate dalla pandemia di COVID-19, esperti delle Nazioni Unite sui diritti umani e relatori speciali hanno emesso un comunicato il 25 febbraio 2021 per esprimere preoccupazione per la detenzione amministrativa di Amal e per sollecitare che "tutte le misure provvisorie necessarie siano prese per fermare le presunte violazioni e prevenirne il ripetersi ... [e] per garantire l’attendibilità delle persone responsabili".
A causa delle sue condizioni di salute, Amal non può essere vaccinato contro il COVID-19 e deve assumere immunosoppressori, il che significa che la sua vita ora è ad alto rischio dopo aver contratto il COVID-19.
Né Amal né la sua famiglia sono a conoscenza delle accuse contro di lui e sono stati informati dalle autorità di occupazione israeliane che si tratta di un "caso amministrativo riservato".
Il team legale di Amal ha affermato che questo è uno dei casi più prolungati di attenzione amministrativa nei confronti di un bambino che loro hanno incontrato.
La scorsa settimana, in seguito all'estensione della sua detenzione amministrativa, UNICEF, UNRWA e OHCHR hanno chiesto alle autorità di occupazione israeliane di rilasciare immediatamente Amal Nakhleh.
“La detenzione amministrativa imposta ad Amal senza accusa e basata su prove riservate è una forma di detenzione arbitraria non consentita dal diritto internazionale pubblico. Lo priva delle cure adeguate richieste dalle sue condizioni mediche di base, esponendolo a maggiori rischi di aggravamento della sua salute", hanno affermato le agenzie delle Nazioni Unite in una nota.
L’ organizzazione Addameer, che si occupa dei diritti dei prigionieri palestinesi, ha detto: "Il caso di Amal Nakhleh mette in evidenza il sistematico attacco del regime di apartheid israeliano contro i bambini palestinesi, dimostrando che nessuno è esente dalla politica arbitraria di Israele di detenzione amministrativa e abbandono medico deliberato, nemmeno i bambini palestinesi vulnerabili o quando emergono gravi condizioni di salute".
Ha anche aggiunto "Va inoltre notato che l'IPS (Israel Prison Service) ha rifiutato di somministrare ad Amal Nakhleh un qualunque vaccino COVID-19, adducendo come scusa le sue condizioni di salute. In quanto tale, Amal è a forte rischio di sviluppare una grave malattia da COVID-19, oltre ad effetti collaterali prolungati sulla sua salute che potrebbero aggravare le sue condizioni preesistenti".
QudsN 27 gennaio 2022
Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-palestinese