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EmanAbu Zayed
GAZA CITY
STRISCIA DI GAZA
All’interno di una piccola tenda nel centro di Gaza, Mohammed siede insieme a un gruppo di amici davanti allo schermo di un telefono cellulare, per seguire la finale dei mondiali. Una scena lontana dagli stadi gremiti e dai festeggiamenti che si svolgono in tutto il mondo, ma per loro quella partita ha un significato diverso.

QUANDO L’ARBITRO fischia la fine dell’incontro e la Spagna solleva la Coppa del Mondo, la conversazione non riguarda soltanto il gol o la prestazione dei giocatori. Ben presto il discorso si sposta sulla posizione della Spagna nei confronti della Palestina e sulla presenza della bandiera palestinese negli eventi sportivi internazionali. «Sappiamo che si tratta di una partita di calcio, ma allo stesso tempo percepiamo una differenza quando vediamo un paese come la Spagna parlare della Palestina e quando la bandiera palestinese compare negli eventi di rilevanza mondiale. Ci fa sentire che la nostra causa continua a essere vista», dice Mohammed.Per molti palestinesi di Gaza, tifare per la Spagna non significa soltanto sostenere una squadra di calcio. È anche legato all’immagine che il Paese si è costruito negli ultimi anni, dopo il riconoscimento ufficiale dello stato di Palestina nel maggio 2024 e le ripetute dichiarazioni dei rappresentanti del governo spagnolo sulla situazione nella Striscia.MENTRE LE STRADE di molti altri Paesi erano animate dai festeggiamenti, a Gaza la realtà era completamente diversa. Molti abitanti hanno seguito la partita dai rifugi per sfollati o da sistemazioni temporanee, facendo i conti con la scarsità di elettricità, connessioni internet instabili e le devastazioni che hanno colpito vaste aree della Striscia. «Per noi il calcio è sempre stato un modo per stare insieme. Prima della guerra guardavamo le partite con gli amici e andavamo a giocare nei campi di calcio. Oggi persino seguire una partita è diventato difficile, ma il calcio ci regala per qualche istante la sensazione di tornare a una vita normale», ha detto Ahmed, ex calciatore di Gaza.Il calcio ha fatto parte a lungo della vita quotidiana qui. Le squadre locali e gli impianti sportivi offrivano ai giovani l’opportunità di giocare e creare legami. Ma la guerra ha colpito duramente il settore sportivo: diversi rapporti documentano i danni subiti dalle strutture e la perdita di numerosi atleti.PER MOLTI ABITANTI di Gaza, la vittoria della Spagna ha rappresentato qualcosa che va oltre lo sport. «Non diciamo che il calcio cambierà la nostra realtà, ma quando vedi che qualcuno sostiene la tua causa proprio nel momento in cui ti senti dimenticato, questo ha un impatto emotivo molto forte», afferma un giovane che ha seguito la partita da Gaza.
Allo stesso tempo, i tifosi palestinesi sono consapevoli che le organizzazioni sportive internazionali hanno regolamenti propri e che l’esposizione di simboli politici negli stadi è spesso soggetta a restrizioni. Ritengono però che le manifestazioni di solidarietà siano ormai entrate a far parte del dibattito internazionale sulla Palestina.Tra i festeggiamenti in Spagna e le immagini di distruzione provenienti da Gaza, la finale ha raccontato anche un’altra storia: quella di persone che non guardavano la partita soltanto per sapere chi avrebbe alzato il trofeo, ma anche nella speranza che, almeno per un momento, la loro voce e la loro causa potessero essere viste da milioni di persone in tutto il mondo.PER LORO, la Spagna non è solo la vincitrice della finale. È diventata il simbolo di una posizione che hanno percepito come più vicina alla loro sofferenza.
Non sono mai stata una persona che segue il calcio. Eppure, vedere quanta gioia anche il più piccolo gesto di solidarietà riesca a portare alle persone di Gaza mi ha fatto guardare questa partita con occhi e cuore diversi. Ho sperato che vincesse la Spagna: non per il calcio in sé, ma perché sapevo che quella vittoria avrebbe regalato un sorriso a volti che da troppo tempo hanno dimenticato cosa significhi provare gioia. Grazie a tutti coloro che scelgono l’umanità invece del silenzio. Grazie, Spagna.