Palestina e Covid-19: presentata una risoluzione in Palazzo Vecchio

di Dmitrij Palagi e Antonella Bundu

palagixfirenze.it, 21 maggio 2020

Presentata oggi una risoluzione per confermare il ruolo di Firenze come città di pace e promotrice di solidarietà internazionale


“Questa emergenza Covid-19 non colpisce tutte le persone allo stesso modo. Vale anche per il popolo palestinese, vittima di discriminazioni sanitarie che si aggiungono alla condizione di occupazione di molti territori. La pandemia – sottolineano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – è una minaccia insostenibile, in particolare, per il carcere a cielo aperto della Striscia di Gaza e per gli istituti penitenziari in cui sono trattenuti anche numerosi minori.

In queste settimane numerose denunce sono arrivate da parte delle istituzioni internazionali (tra cui ONU e UNICEF), mentre è dovuta intervenire la Corte suprema di Israele anche solo per la possibilità di edificare un centro di prevenzione in un campo profughi nei pressi di Gerusalemme Est. Persino il materiale informativo è stato distribuito, in alcune occasioni, solo in ebraico moderno…

In continuità con una risoluzione già approvata nel 2019, con la quale il Consiglio comunale di Firenze aveva condannato la violazione del diritto internazionale da parte del Governo di Israele rispetto ai diritti del popolo palestinese, abbiamo voluto rafforzare la voce di pace e solidarietà della nostra città.

L’Italia ha saputo esprimersi in modo importante, dalla parte delle vittime e degli oppressi. Durante l’emergenza Covid-19 tante associazioni e voci importanti si sono levate. Con questo atto – concludono Palagi e Bundu – vogliamo garantire il nostro impegno a sostenerle, anche all’interno di Palazzo Vecchio”.


Nota della redazione: l'iniziativa è stata duramente attaccata dall' "Associazione Italia-Israele", che ringraziamo per aver contribuito ad accendere i riflettori su una lodevole iniziativa. La lettera di protesta, inviata a tutti i consiglieri e gli assessori del Comune di Firenze, e la risposta dei consiglieri proponenti possono essere lette a questo link


Il testo della risoluzione:

Soggetti proponenti: Dmitrij Palagi, Antonella Bundu


Oggetto: L’emergenza COVID-19 che si aggiunge all’emergenza del popolo palestinese

IL CONSIGLIO COMUNALE

Appreso di come nel sobborgo palestinese di Silwan (Gerusalemme Est) sia stata chiusa, da parte della polizia di Israele, una clinica attivata per l’emergenza Covid-19, nonostante nell’area si fossero già registrati 40 casi positivi;
Ricordato il ripetersi di violazioni del diritto internazionale da parte del Governo di Israele, in particolare a Gerusalemme Est e nelle aree dei Territori Occupati Palestinesi, che non si sono arrestate neanche durante questo periodo di emergenza Covid-19 e che proseguono nel disconoscimento dell’Autorità Nazionale Palestinese;
Letto delle denunce da parte delle popolazioni palestinesi e delle organizzazioni internazionali rispetto a una condizione:
- di discriminazione sanitaria, con insufficienza di prevenzione e materiale informativo distribuito in sola lingua ebraica moderna;
- di sovraffollamento dei due ospedali esistenti a Gerusalemme Est;
Sottolineato come per aprire un centro di prevenzione per il campo profughi di Shufat, dove si stima si trovino 25.000 persone, sia stato necessario, per l’organizzazione dei diritti umani Adalah, rivolgersi alla Corte suprema israeliana;
Considerate le condizioni di assedio della Striscia di Gaza, all’interno della quale 2 milioni di persone vivono in una condizione di forte preoccupazione, perché il diffondersi della pandemia troverebbe un territorio ad alta densità abitativa – con numerose situazioni di sovraffollamento - e privo di un adeguato sistema sanitario;
Richiamate le dichiarazioni di preoccupazione da parte delle Nazioni Unite, durante i primi mesi di emergenza Covid-19, relativamente alla situazione di Gaza e in Cisgiordania;
Considerate le condizioni di detenzione della popolazione palestinese all’interno delle carceri israeliane, rispetto alle quali si è espresso anche il Centro palestinese per i diritti umani (PCHR), per denunciare l’assenza di minime condizioni di prevenzione e contrasto al contagio, relativamente all’emergenza Covid-19;
Evidenziato come all’interno delle carceri israeliane si possa essere detenuti fino a sei mesi, senza processo, e come si parli di una popolazione carceraria superiore alle 5.000 persone;
Richiamate le dichiarazioni di esponenti Unicef e ONU relative a quasi 200 minori detenuti nelle carceri israeliane e alla violazione, da parte del Governo di Israele, della Dichiarazione dei diritti del fanciullo;
Visto l’appello al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del mese di marzo 2020 (www.retedellapace.it) in cui:
- si esprime preoccupazione per il “piano di pace” dell’Amministrazione degli Stati Uniti per risolvere la questione palestinese;
- si chiede un’espressione e un impegno a favore del rispetto del diritto internazionale, con il riconoscimento dello stato di Palestina nei confini del 1967 con Gerusalemme capitale condivisa, in coesistenza con lo stato d’Israele;

ESPRIME

Preoccupazione per l’aggravarsi delle condizioni del popolo palestinesi in questa fase di emergenza Covid-19;
Apprezzamento e sostegno alle richieste avanzate dalla Società Civile per la Palestina al Governo italiano;


CHIEDE AL GOVERNO


Di intervenire nei confronti delle Autorità israeliane per evitare qualsiasi ostacolo che metta a rischio la salute della popolazione palestinese e possa rappresentare un elemento di discriminazione sanitaria;
Di rilanciare la Cooperazione Italiana a favore dei Palestinesi, in particolare nel settore medico-sanitario, già praticata dal nostro Paese;
Di condannare il blocco a cui è sottoposta la Striscia di Gaza e le politiche di violazione che non si sono arrestate durante la pandemia nei Territori Occupati Palestinesi;
Di sostenere le richieste delle organizzazioni internazionali per i diritti umani relativamente alle condizioni della popolazione detenuta all’interno delle carceri israeliane;


RIBADISCE


Il ruolo di Firenze come Città di Pace e attenda alla solidarietà tra i popoli, ancora più importante in questi mesi di pandemia, che ricordano il comune futuro dell’umanità, al di là dei conflitti tra nazioni, che la Costituzione italiana ripudia.


Il Consigliere,
Dmitrij Palagi


La Consigliera,
Antonella Bundu