Liceo Pascoli di Firenze: allerta sicurezza o allerta repressione ? 

Si riporta nel seguito il comunicato stampa degli studenti dopo che la dirigenza scolastica ha chiamato la DIGOS a seguito della programmazione di un dibattito sulla Palestina da parte degli studenti

COMUNICATO 20/12/23 ALLERTA SICUREZZA O ALLERTA REPRESSIONE ? 

In questi giorni si sono verificati atti intimidatori e repressivi.  Lunedì sera sul registro è apparsa una circolare dai caratteri a dir poco aberranti.  In questo documento si dichiara che la dirigenza, avvertita di una possibile incursione esterna, avrebbe chiamato le questure fiorentine invitandole a sorvegliare l’istituto giorno e notte in modo da garantire la sicurezza.   Nella circolare vengono inoltre intimati gli studenti e le studentesse a non perseguire un eventuale occupazione in quanto atto illegale, minacciando di provvedimenti disciplinari e legali chiunque vi fosse partecipe.   

Dopo queste premesse la preside, nello stesso testo, ci invitava al dialogo costruttivo e democratico.   Alle sette e mezzo di martedì ad intrattenere questo dialogo costruttivo e democratico però la preside non c’era, al suo posto davanti all’ingresso della sede schierati ai lati, erano presenti tre agenti delle forze dell’ordine del reparto DIGOS.   La Digos è una sezione della Polizia di Stato che si occupa dell’antiterrorismo, sono le stesse forze dell’ordine presenti ai cortei, le stesse che danno il comando di manganellare gli studenti nelle piazze e che noi sappiamo a nostre spese, non rendere  nessun luogo più sicuro. 

Gli studenti e le studentesse perciò hanno subito manifestato il loro dissenso nell’andare in una scuola dove erano presenti agenti dell’antiterrorismo. All’entrata si è formato così un presidio spontaneo in cui sono stati fatti interventi ed è stato ripetuto più volte che chi si fosse sentito a suo agio ad entrare a scuola sarebbe stato liberissimo di farlo, in modo da garantire il diritto allo studio a tutti.   

Gran parte di noi però è rimasta fuori.   All’arrivo della preside, nonostante la richiesta di spiegazioni, quest’ultima si è rifiutata di parlare davanti a tutti chiamando nel proprio ufficio i rappresentanti d’istituto.   Abbiamo provato a chiedere più e più volte se fossero ancora presenti agenti dentro il liceo ma la risposta è sempre stata una: “non siamo tenuti a dirvelo”.   Il presidio così si è protratto per l’intera mattinata. 

Quanto successo è di una gravità imperdonabile e contraddittoria. 

A partire dalla circolare di lunedì sera il cui solo scopo era di impaurire gli studenti e le studentesse e che dipingeva l’occupazione come un atto terroristico da condannare ad ogni costo.  L’occupazione però è un atto politico, è una modalità forte per lanciare un messaggio altrettanto forte e prendere posizione, non è un attentato terroristico, non è un attentato alla sicurezza di nessuno e non va trattato come tale.    Ma a rendere tutto ciò ancora più vergognoso ed ingiustificabile è che le disposizioni della dirigenza sono state prese sulla base di voci.   Invece di parlare con gli studenti e le studentesse e sentire cosa hanno da dire, si è preferito agire in base a delle dicerie, atteggiamento totalmente in contraddizione con quanto viene rivendicato essere il nostro liceo, un posto aperto al dialogo e alla riflessione che ormai però abbiamo capito non essere così. 

Trovare agenti del reparto DIGOS all’ingresso di scuola non è normale, non è legittimo e non può essere giustificato sotto l’espediente della sicurezza, perché l’unico reale pericolo per la dirigenza è l’occupazione, l’espressione di un disagio.   

Questi giorni siamo stati trattati come dei criminali, come dei terroristi, ma noi terroristi non siamo.  Lo abbiamo ribadito più volte e continueremo a farlo finché non avremo voce,   Noi le forze dell’ordine a scuola non le vogliamo.   Vogliamo attraversare i corridoi  liberi, ascoltati e sicuri e non smetteremo di lottare fino a quando questo non sarà possibile.  

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