Perché ci sono tante bandiere della Palestina al Giro d’Italia?

BikeItalia, 22 Maggio 2025

La decima tappa del Giro d’Italia, la cronometro Lucca-Pisa, è stata segnata da una forte presenza di bandiere della Palestina lungo tutto il percorso.

Fin dalla partenza e fino all’arrivo sul lungarno pisano, numerosi striscioni, drappi e simboli di solidarietà con il popolo palestinese hanno costellato le strade, issati su balconi, finestre e tenuti in mano dagli spettatori. Un’immagine che ha accompagnato i ciclisti per tutta la giornata e che ha avuto ampia visibilità anche nelle dirette televisive. Non si tratta di un episodio isolato. Già dalle prime tappe del Giro 2025 – da Lecce a Napoli, passando per Matera, Potenza e Tagliacozzo – la bandiera palestinese è comparsa lungo il percorso della gara. ( Come già a Siena, ndr) La tappa con l’arrivo a Pisa, però, ha visto una mobilitazione particolarmente evidente, con decine di bandiere visibili sia in prossimità del traguardo che nei chilometri precedenti.

Perché tante bandiere della Palestina al Giro d’Italia?

La presenza delle bandiere palestinesi è legata anche alla partecipazione della squadra Israel Premier Tech, formazione israeliana iscritta al circuito World Tour. Già oggetto di critiche in passato, la squadra è considerata da alcuni attivisti pro Palestina come uno strumento di promozione internazionale dello Stato di Israele in un momento in cui – secondo numerose ONG internazionali, a partire dalle Nazioni Unite – si stanno verificando gravi violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza.

La mobilitazione di Pisa

La mobilitazione di martedì 20 maggio 2025 è stata organizzata da gruppi locali che si sono coordinati nei giorni precedenti per realizzare materiale visibile lungo il percorso. L’obiettivo dichiarato era quello di “non permettere che il Giro d’Italia si svolgesse come se nulla stesse accadendo in Palestina”, secondo quanto riportato da una portavoce del collettivo “Studenti per la Palestina” a Radio Onda d’Urto.

Che cosa sta succedendo in Palestina?

Il contesto che ha motivato queste proteste è il conflitto in corso tra Israele e Hamas, con particolare attenzione alla situazione nella Striscia di Gaza. Secondo dati delle Nazioni Unite e di organizzazioni umanitarie internazionali, da ottobre 2023 ad oggi, le operazioni militari israeliane nella Striscia hanno causato decine di migliaia di morti e feriti civili palestinesi, e distrutto infrastrutture fondamentali. L’ONU ha parlato di “emergenza umanitaria senza precedenti”, mentre Amnesty International e Human Rights Watch hanno chiesto indagini su possibili crimini di guerra.

Il governo italiano ha preso posizione?

Il governo italiano non ha assunto una posizione esplicitamente critica nei confronti di Israele. Il Ministero degli Esteri ha condannato l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e ha ribadito il diritto di Israele a difendersi, esortando nel contempo tutte le parti a rispettare il diritto internazionale e a tutelare i civili. Negli ultimi mesi, tuttavia, l’Italia ha anche espresso “preoccupazione” per la situazione umanitaria a Gaza e ha partecipato a iniziative diplomatiche europee per il cessate il fuoco, senza però discostarsi dalla linea di sostegno al governo israeliano.

Neutralità dello sport e visibilità mediatica

Durante alcune tappe precedenti, in diverse località, le forze dell’ordine hanno chiesto ai cittadini di rimuovere le bandiere palestinesi esposte su balconi e lungo le strade, con il fine dichiarato di “evitare strumentalizzazioni politiche”. Tuttavia, nella tappa Lucca-Pisa, le bandiere erano così numerose e diffuse da risultare impossibili da ignorare anche per le telecamere della RAI, che le hanno inquadrate più volte, spesso in prossimità dell’arrivo (insieme alla scritta “Free Gaza” disegnata sull’asfalto). Al momento, né RCS Sport (organizzatore del Giro d’Italia) né l’Unione Ciclistica Internazionale hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla visibilità delle proteste o alla presenza della squadra Israel-Premier Tech nella corsa.

La Corsa Rosa prosegue oggi con la dodicesima tappa, che porterà i corridori da Modena a Viadana. Anche in questa occasione, secondo alcune fonti locali, potrebbero essere previste nuove mobilitazioni pro Palestina lungo il percorso.

P.S. In tutta Italia scoppiano polemiche e scattano identificazioni a causa della bandiera palestinese che molti cittadini hanno deciso di esporre durante il passaggio del Giro. L’ultimo caso si è verificato a Lonigo, in provincia di Vicenza, dove un’eurodeputata di Europa Verde ha dovuto esibire la carta d’identità ai carabinieri che le hanno chiesto spiegazioni sul perché si trovasse al bordo della strada agitando una bandiera della Palestina (ndr)