Fatah lacerata da lotte intestine

Al-Ahram , Weekly on line
09 - 15 dicembre 2010

http://weekly.ahram.org.eg/2010/1026/re1.htm

 

Fatah lacerata da lotte interne 

Con le accuse contro Abu Mazen e la sua cerchia che si moltiplicano, la lotta all'interno di Fatah è diventata personale,
scrive Saleh Al-Naami 

Due poliziotti ammazzano il tempo e la noia leggendo giornali e giocando a scacchi nel distretto orientale di Al-Maseyoun. Il distretto di alta classe ospita la lussuosa villa che Mohamed Dahlan, membro del Comitato Centrale di Fatah, utilizza quando soggiorna a Ramallah. Chi avesse visto la villa due mesi fa sarebbe sorpreso nel vedere il drastico calo del numero di poliziotti a proteggere la residenza. A giudicare dal volume delle forze di sicurezza all’esterno, sembrava più un fortino, ma il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha deciso di tagliare drasticamente il loro numero, dopo che la sua relazione con Dahlan si è inasprita.

                              abu mazen-erdogan

                                                                                                  Abu Mazen e Erdogan

 

Abu Mazen nega che il taglio alla sicurezza sia stato conseguente al litigio con Dahlan, ma lo giustifica affermando che non vi è più alcun motivo di mantenere questo livello di sicurezza per la casa di Dahlan. Ambienti politici palestinesi e i media insistono, però, sul fatto che il personale di sicurezza sarebbe stato allontanato a causa delle profonde divergenze tra i due, che i leader di Fatah sono risultati incapaci di ricomporre. 

Fonti hanno detto ad Al-Ahram Weekly che la recente controversia è scoppiata dopo che Abbas ha ricevuto informazioni sul fatto che, durante le riunioni di Fatah in Cisgiordania e negli incontri palestinesi nel mondo arabo, Dahlan ha fortemente censurato lui e il Primo Ministro Salam Fayyad. Fonti informate dicono che Dahlan è stato particolarmente critico nei confronti tattica negoziale di Abbas con Israele, dicendo che Abbas era pronto a fare "compromessi molto pericolosi", come espresso nelle dichiarazioni fatte al giornale Haaretz da Yasser Abed Rabbo - uno stretto consigliere di Abu Mazen. Abed Rabbo avrebbe lasciato intendere che l'Autorità Palestinese (AP) sarebbe stata disposta a riconoscere il carattere ebraico dello Stato di Israele, se fosse stato creato uno Stato palestinese. Dahlan ha inoltre condannato le dichiarazioni di Abbas in cui avrebbe dichiarato di non essere interessato alla definizione che Israele avrebbe usato per se stesso. 

Secondo le fonti, ciò che ha fatto maggiormente infuriare Abbas è che Dahlan sarebbe stato in grado di formare tra i ranghi di alto livello nel Comitato Centrale di Fatah un grande gruppo di persone volte a operare direttamente o indirettamente contro Abbas. Questa cricca include Tawfiq Al-Tiray, l'ex direttore generale dell'Intelligence, l'ex ministro degli esteri Nasser Al-Qudwa, l'ex governatore di Nablus Mohamed Al-Alul, e il leader di Fatah in Libano, Sultan Abu Enein. L’iniziativa avrebbe destato l'interesse anche di un gran numero di membri del Consiglio Rivoluzionario di Fatah. 

Abbas e la sua cerchia accusano Dahlan di sfidare l'autorità di Abu Mazen cercando di convincere Al-Qudwa, nipote del defunto presidente Yasser Arafat, a competere per la leadership di Fatah e dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), visto che, in questo momento, sarebbe il più "qualificato" a guidare il popolo palestinese. In risposta, la News Agency palestinese (WAFA) - che è direttamente collegata all’ufficio di Abbas - ha pubblicato un rapporto in cui si condanna decisamente di Al-Qudwa per la pubblicazione di un articolo sul The Wall Street Journal in cui critica le iniziative di Abbas. Il cronista politico di WAFA ha accusato Al-Qudwa di presentarsi come alternativa a Abbas, e di far riferimento al gruppo che Dahlan ha creato e che include Al-Qudwa. 

"Il presidente Abbas non sarà danneggiato da quello che alcune penne prezzolate scrivono sulle dispute interne di Fatah o sull'opposizione che sta crescendo contro di lui all'interno di Fatah", dice l'articolo di WAFA. "Il danno reale viene dalle dichiarazioni di membri di Fatah che, in questa fase politica critica, scelgono di associarsi alla deleteria e vasta campagna contro il popolo palestinese, la sua direzione politica e il presidente eletto". L'articolo continua: "E' davvero un peccato che Nasser Al-Qudwa, membro del gruppo del Comitato Centrale, sia citato come uno che mette in dubbio le nostre politiche nazionali, pregiudicando la capacità della nostra leadership di guidare il popolo attraverso la nostra difficile battaglia nazionale". 

Al-Qudwa sa che WAFA non avrebbe pubblicato l'articolo se non avesse ricevuto il via libera da Abbas stesso, e ha rilasciato una dichiarazione che condanna il cronista politico dell'agenzia di stampa, che è anche membro del Comitato Centrale di Fatah. "Questo è senza precedenti e le implicazioni sono gravi", ha dichiarato Al-Qudwa, avvertendo che la campagna non è solo contro di lui, ma contro l'intero gruppo formato da Dahlan. Egli si rammarica che il giornalista abbia rammentato "altri personaggi del gruppo che adottano gli stessi punti di vista", affermando che "il pericolo sta nel fatto che ci sono problemi al centro del sistema politico palestinese e nelle dinamiche tra le sue parti". 

Dal momento che Abu Mazen sa bene che Dahlan è quello che tira le fila dietro le quinte, non ha preso alcuna misura nei confronti di Al-Qudwa. 

Fonti hanno riferito al settimanale che un'altra causa di irritazione per Abbas è che "con cinismo" Dahlan tenti di interferire negli affari di governo di Fayyad. Fonti vicine ad Abbas hanno detto che Dahlan ha cercato di manipolare un rimpasto di governo, e che sia arrivato a telefonare a diverse persone, a Gaza, per offrire loro possibili incarichi ministeriali nel nuovo governo, senza che lo sapessero nè Abbas nè Fayyad. In risposta, Abu Mazen ha annullato la modifica del governo. 

Allo stesso tempo, Abbas e alti funzionari della sicurezza sono molto allarmati dal tentativo di Dahlan di acquistare potere all'interno delle istituzioni civili e di sicurezza dell'Autorità Palestinese. In risposta, Abbas ha ordinato cambiamenti nei ministeri, come pure nelle istituzioni civili e di sicurezza, per eliminare le persone, in posizioni di rilievo, che sono vicine a Dahlan. Alla vigilia di una recente riunione del gruppo del Consiglio Rivoluzionario, si è deciso di formare una commissione per indagare su ciò che è stato descritto come “l’insolenza" di Dahlan nei confronti di Abu Mazen. Il comitato è composto dai membri del Comitato centrale Othman Abu Ghreiba, Abu Maher Ghoneim e Azzam Ahmed. Questi hanno interrogato Dahlan, che ha respinto tutte le accuse, per cui le tensioni all’interno del gruppo sono notevolmente aumentate. 

Facendo un ulteriore passo avanti, Abbas ha ordinato al ministero degli Interni di chiudere il canale satellitare Tomorrow's Palestine, con sede a Ramallah, considerato come co-proprietà di Dahlan. La direzione della stazione trasmittente ha informato il personale che era in congedo pagato. Il manager della stazione, Elias Al-Zananiri, ha confermato a Weekly che il canale è stato chiuso, ma ha rifiutato di fare commenti in quanto la materia è oggetto di azioni legali. Uno dei co-proprietari del canale è il miliardario egiziano Naguib Sawiris. 

Nel frattempo, Abu Mazen ha cercato di portare dalla sua parte diversi Stati arabi. Fonti palestinesi informate hanno detto che Abbas ha discusso della questione con il Presidente egiziano Hosni Mubarak, con il capo dei servizi segreti Omar Suleiman e con il ministro degli Esteri Ahmed Abul-Gheit. Ha accusato Dahlan di aver tentato di minare la sua autorità proprio nel momento in cui il presidente è in una fase di confronto con Hamas. Le fonti hanno rivelato che, in segno di protesta, alti funzionari egiziani hanno reciso i contatti ufficiali con Dahlan, rifiutandosi di incontrarlo nonostante il fatto che egli risieda talvolta in Egitto. 

Gli osservatori ritengono che Dahlan si sia mosso in modo aggressivo contro Abbas dopo essersi reso conto che per l'agenda politica del presidente non ci sarebbe stata alcuna possibilità di avere successo nei negoziati. Egli si aspetta che Abbas sarà costretto a dimettersi a causa dello stallo nei negoziati, e Dahlan vuole costruirsi l'immagine di quello che " rifiuta i compromessi", nonostante il fatto che fosse il più entusiasta sostenitore dei negoziati con Israele. 

La diatriba tra Dahlan e Abu Mazen riflette il battibecco che sta portando Fatah nella tempesta. Anche i leader di Fatah, che una volta erano schierati con Abu Mazen si stanno associando a Dahlan nella sua critica della tattica negoziale del presidente. Inoltre, essi condannano gli esiti del governo Fayyad, che è accusato di essere distante da Fatah, anche se, per il sostegno politico, si basa principalmente sulla loro fazione. La vera prova per il futuro del gruppo si avrà quando diventerà evidente che l'amministrazione statunitense non è in grado di fare in modo che Israele si impegni per il congelamento nella costruzione di nuovi insediamenti. Questo porterà i negoziati ad una brusca interruzione, mentre gli insediamenti continueranno ad espandersi, per cui si dimostrerà che la politica attuale dei negoziati adottata da Abbas è una farsa e Fatah ne soffrirà. 

(tradotto da barbara gagliardi)